RITIRO. STANKEVICIUS: «Dove gioco? Ho ricoperto ogni ruoli, ma vorrei fare il centrale»

RITIRO. STANKEVICIUS: «Dove gioco? Ho ricoperto ogni ruoli, ma vorrei fare il centrale»

Il nuovo giocatore biancoceleste parla dal ritiro di Auronzo…

Ai microfoni di Lazio Style radio interviene Marius Stankevicius, il neo acquisto biancoceleste. Si mostra subito scherzoso il terzino lituano, che risponde così quando gli ricordano che tra due giorni è il suo compleanno: «Eh sì, sono arrivato a un ‘trentello’». Si dovrà aspettare anche degli scherzi da parte dei compagni: «Sì ma sono abituato, festeggio sempre in ritiro». Un commento sui primi giorni ad Auronzo di Cadore: «Mi trovo bene, è tutto molto bello. La gente che ci segue fa piacere, sono pronto per una nuova avventura. Anche con lo staff mi trovo bene, ma è presto per dirlo.» E con Radu, il tuo compagno di stanza?: «E’ un bravissimo ragazzo, ma è presto anche per giudicare lui, soprattutto lui (ride, ndr)». Ha impressionato in questi primi giorni la personalità di Stankevicius e anche il fatto che tiene molto alla linea, tanto da rifiutare una fetta di crostata: «Voglio arrivare in forma all’inizio del campionato. Sto cercando di trattenermi, anche in vacanza l’ho fatto». Dove sei stato in vacanza?: «Sono stato in Sardegna per la seconda volta e mi sono trovato benissimo di nuovo. Vacanza molto bella per i miei due figli di 8 e 3 anni» Si chiamano Caiu e Veias, ma sull’ortografia non possiamo giurare. Cosa dice ai tifosi?: «Preferisco dare risposte in campo piuttosto che chiaccherare. Mi conosceranno meglio così, parlare mi sembra banale. Se dico che sono bravo e magari in campo non lo sono poi mi dicono che dico cose non vere». Hai giocato con Tare al Brescia: «Tare lo vedo diversamente come persona. Ma sì è vero, abbiamo giocato insieme. E’ una cosa positiva perché abbiamo avuto un rapporto calcistico e anche questo mi ha portato alla Lazio. Ho giocato anche con Konko, Del Nero, Matuzalem, Sculli, un bel po’. Ma conosco anche il campionato italiano in generale. Sono arrivato qui nel 2002, sono passati nove anni. Il tempo non aspetta nessuno. Sono contento di questa esperienza, sia di calcio che di vita. Ringrazio l’Italia per l’uomo che sono diventato. Ho passato qui la parte più importante della mia vita: sono diventato uomo , ho fatto scelte importanti, mi sono fatto una famiglia e ho cresciuto i miei figli qua. Quindi grazie». Il Brescia ti ha portato in Italia, poi sei passato a Cosenza e di nuovo a Brescia, dove ti sei consacrato e tramite le rondinelle hai raggiunto la Sampdoria. Un commento sulla tua carriera: «E’ andato tutto da un livello all’altro, parlando di qualità. Ma sono rimasto legato a tutte le squadre perché mi hanno dato tanto come uomo. A Brescia mi sento particolarmente legato, ma il passaggio alla Sampdoria mi ha permesso il salto di qualità. Ringrazio anche i tifosi della Samp e gli auguro di tornare in Serie A presto.» Cosa è successo il 28 gennaio 2009?: «Ho fatto un gol alla Lazio nella partita di Genova. Io neanche me lo ricordavo, ma un tifoso sì. Mi ha anche detto che pensava male di me in quel momento, ma ora è contento che sono venuto qui».

Come ti senti a rapprensentare la Lituania: «La Lazio è un livello ancora più importante della mia carriera. Nel mio Paese il calcio non è così importante e quando io ho cominciato a giocare ho cercato di far cambiare l’idea che loro hanno. Voglio far capire che in un Paese così piccolo e non calcistico si può fare bene.» C’è un giocatore della Primavera che è lituano, Vilkaitis: «Gli auguro di crescere con questa grande squadra». Ha giocato in molti ruoli nella sua carriera:«A Brescia ho fatto tutti i ruoli a parte la punta e il portiere. E’ una cosa positiva perché significa che ti adatti bene. Ho giocato tanto da terzino destro, ma a Valencia ho fatto un anno da centrale di difesa. Mi trovo bene e spero di recuperare un posto da centrale anche qua. Ma all’occorrenza cercherò di essere utile a tutti, l’importante è vincere e stare uniti. L’importante è il gruppo» Per due volte sei stato il miglior calciatore lituano, ora?: «Trofei personali sono importanti, ma è più importante la squadra. I trofei non sono solo miei. Quest’anno ho vinto come miglior sportivo».

E’ finita l’intervista, sei stanco?: «No, sono Stankevicius, ma non ancora Stankovic! (ride, ndr)»

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