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Giù le mani dalla Curva Nord. Tifo e solidarietà, i laziali sempre in prima fila

CURVA NORD LAZIO TIFOSI – I tifosi biancocelesti hanno dimostrato che deve svanire quello stereotipo…

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CURVA NORD LAZIO TIFOSI – Signori di nascita. Nobili d’animo. Passano gli anni, i giocatori e gli allenatori. Ma il tifoso della Lazio no. Rimane sempre lì, fedele, con quella sciarpetta biancoceleste al collo. Non fa un passo indietro, non la leva mai: anche quando gli converrebbe, anche quando fa caldo. È sempre stato così. Dal 1900 a oggi. In pochi lo possono capire. Non è moda che unisce le masse. Ma una fede che identifica i pochi. Un amore tramandato da generazione in generazione. Leggende che vivono grazie ai racconti dei nostri nonni, che ancora si emozionano nel riviverle.

DA BONUCCI A BUFFON – Ieri la squadra di Inzaghi ha perso, ma i laziali no. Come sempre. Hanno dimostrato ancora una volta la sottile differenza che li divide dalle altre tifoserie. Se ne sono accorti tutti, anche Bonucci. “Stima e onore a voi”, scrive il difensore su Instagram. Il riferimento è ai cori fatti a sostegno a Matteo, il figlio del bianconero che ha avuto problemi di salute. Nessuno se lo sarebbe aspettato. Neanche lui. A diversi mesi di distanza dalla vicenda. Tranne chi ha l’Aquila nel cuore. Loro non dimenticano. Come Buffon non dimentica l’affetto che la Curva Nord gli ha sempre dimostrato. Ogni volta che viene all’Olimpico la va a salutare. In segno di rispetto, di amicizia. “È il minimo che possa fare – spiega il numero uno della Nazionale – per ricambiare tanto affetto verso un giocatore che non ha mai indossato la loro maglia”.

Lo striscione esposto ieri per dare sostegno ai popoli del centro Italia

INIZIATIVE – Tifo e solidarietà. Non è la prima volta che i tifosi della Lazio emergono per umanità. E non sarà neanche l’ultima. Negli anni la Curva Nord è stata vicina a chi ne aveva bisogno, come successe nel 2009 dopo il terremoto dell’Aquila. Situazione simile a quella vissuta quest’estate, quando le scosse devastarono Amatrice, Accumoli e altri comuni del centro Italia. I laziali non si sono tirati indietro. Si sono rimboccati le maniche e oltre a vari striscioni e un aiuto economico (da lodare anche le iniziative della società di Lotito), hanno organizzato una raccolta di beni a piazza Epiro. Per poi andargli a consegnare di prima persona nei paesi in questione. Questo è l’esempio più lampante, ma ce ne sarebbero tantissimi altri da mostrare. La Curva Nord c’è sempre. In prima fila. Per una partita di calcio o per iniziative di solidarietà.

CONTRO TUTTI – “Amati, odiati e temuti”. Recita così il celebre slogan degli Irriducibili, in cui è racchiusa l’essenza del tifo laziale. Tanti amici, ma anche tanti nemici. Motivi politici, ideologici e fatti accaduti. Il tifoso biancoceleste è sempre nell’occhio del ciclone. “Sono razzisti e fascisti, l’accusa giunta dalla Repubblica Ceca la scorsa primavera prima della gara contro lo Sparta Praga. Una delle tante, perchè ormai esiste questo stereotipo. Trasferte vietate, settori chiusi e provvedimenti penali. Non si perde mai occasione per dare addosso ai figli del Tevere. Non sono tutti santi, per carità. Come non lo è nessuno al mondo. Di sbagli ne hanno fatti diversi, ma sono stati sempre amplificati da questa prevenzione che c’è nei loro confronti. In tanti hanno parlato male della Lazio e dei laziali. Politici e personaggi famosi. È arrivato il momento di finirla. Giù le mani da chi ha portato il calcio a Roma!

Riccardo Caponetti

Pubblicato il 23/01

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