DABO: “Alla Lazio i ricordi più belli. La società ha costruito una grande squadra”

DABO: “Alla Lazio i ricordi più belli. La società ha costruito una grande squadra”

L’ex giocatore biancoceleste parla anche dei tifosi laziali…

(foto Getty Images)

Ousmane Dabo ha dato il suo addio al calcio nei giorni scorsi. In un’intervista rilasciata in Francia, parla della sua carriera, con un occhio di riguardo al periodo trascorso in biancoceleste e, in merito, parla della Lazio che verrà. Soddisfatto dell’arrivo di Cissè nella capitale?: “Si sono molto soddisfatto del suo arrivo. Non so perchè, ma in Francia la Lazio ha una cattiva reputazione. La cosa mi irrita molto. Ho giocato cinque anni a Roma, e non ho avuto mai problemi con i tifosi. Al contrario, c’è stato un incredibile legame, e come per me, anche per il mio amico Diakitè. E’ nero, ma non ha mai avuto problemi. Alla Lazio, se sei bravo, sei bravo, se sei nero,bianco o giallo non interessa a nessuno. Sono arrabbiato da queste stigmatizzazioni che circondano l’ambiente biancoceleste.” L’arrivo di Cissè potrebbe aiutare a cambiare quest’idea?: “Lo spero. Ho visto che quando è arrivato è stato accolto da più di 300 tifosi in aeroporto. E’ stato fantastico. A già, dimenticavo, erano 300 razzisti giusto?”. Il calciomercato della Lazio non si ferma a Cissè, ci sono stati altri grandi acquisti: “Si e sono davvero felice. Sono arrivati giocatori forti, come Klose, Cana e Marchetti. Ora l’unica incognita è l’Europa League. Due anni fa, è stata giocata ma poi ha inciso sul Campionato. Non avevamo una rosa adeguata. Quest’anno Lotito non ha fatto lo stesso errore, e ha rafforzato la squadra in tutti i ruoli”. Conservi un bel ricordo del periodo romano?: “Ovviamente. Alla Lazio mantengo i più bei ricordi a livello professionale. Ci sono rimasto cinque anni, e sono maturato come calciatore. Ho vinto alla Lazio tre titoli”. Come dimenticare il rigore decisivo nella finale di Coppa Italia contro la Sampdoria: “Si, sapevo che avrei segnato ancor prima di tirare. Era il destino che mi parlava. Quando tornai a Roma nel 2008, dal City, la Lazio non andava bene, ma ci siamo risollevati, e quello era il suggello. Era tutto scritto, non potevo sbagliare. Poi, con quello stadio pieo a sostenerci…”

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