FOCUS. STADIO OLIMPICO. Scontro Lazio-Coni: una lite infinita?

FOCUS. STADIO OLIMPICO. Scontro Lazio-Coni: una lite infinita?

Per capire meglio le ragioni della società biancoceleste, abbiamo comparato la situazione dello Stadio Olimpico di Roma con quella dello Stadio Meazza di Milano…

Lo scontro Lazio-Coni sembra non avere mai fine. La posta in gioco è senza dubbio alta e per questo entrambe le parti tentano in ogni modo di far valere le proprie ragioni. Per comprendere meglio cosa c’è in ballo è forse opportuno fare un raffronto con un’altra situazione ‘italica’ strettamente legata al mondo del calcio. Per farlo, prendiamo in considerazione quello che succede a Milano, dove, come accade a Roma, due grandi squadre, Milan e Inter, condividono uno Stadio, San Siro. Il 26 novembre 2010, infatti, la Giunta comunale del capoluogo lombardo ha approvato la modifica della convenzione tra il Comune e il Consorzio San Siro 2000 (che comprende le due società di calcio) che regola l’uso dello stadio Meazza. La modifica riguarda la percentuale di ripartizione del canone annuale di affitto (8,4 milioni di euro) tra denaro e opere a scomputo, che il Consorzio deve versare al Comune. In base alla recente modifica, la percentuale cambia da 53,3 per cento in denaro e 46, 7 in opere a 30 per cento in denaro e 70 in opere. Questo accordo è entrato in vigore dal 1° gennaio 2011 e durerà fino al 31 dicembre 2016, periodo necessario alla realizzazione delle opere di riqualificazione e ammodernamento dello stadio.

L’assessore allo Sport e Tempo Libero spiega così il motivo di tale rinnovato accordo: “Abbiamo approvato la modifica della convenzione per raggiungere due obiettivi fondamentali. Per prima cosa vogliamo garantire la piena fruibilità dello stadio, attraverso una serie di interventi urgenti legati all’agibilità e alla sicurezza, assicurando nel tempo la costante manutenzione. In secondo luogo vogliamo ammodernare l’impianto per consentire lo svolgimento di grandi manifestazioni internazionali, tra cui la finale di Champions League nell’anno di Expo 2015”. “Con Milan e Inter – ha concluso Rizzi abbiamo già individuato i principali interventi per garantire la fruibilità dello stadio e il suo ammodernamento. Comporteranno un investimento di 51,7 milioni di euro e potranno essere realizzati in 6 anni”.

La delibera approvata nel novembre 2010 definisce anche un accordo tra Comune e Consorzio per il sostegno dell’attività promozionale sportiva milanese. Il Corsorzio, infatti, è chiamato a versare al Comune 50mila euro all’anno (oltre ai 100mila già previsti) ricavati dagli introiti delle manifestazioni ospitate al Meazza.

Questo è quanto accade a Milano, dove è vero che il Consorzio formato dalle due squadre della città versa ingenti somme di denaro al Comune, ma è anche vero che quello che gli torna non è la mera possibilità di usufruire dell’impianto per quanto riguarda le gare di campionato e Champions League. Cosa che invece accade nella realtà romana. Perché nella capitale non sembra possibile rivedere gli accordi tra le due società e il Coni?

Tornando all’attualità, è proprio su questo punto che insiste il Presidente della Lazio Claudio Lotito, che ieri è tornato sulla questione affermando che: «Ci sono due elementi: un adempimento del passato che la Lazio è disposta a risolvere e un problema legato al futuro. Il contratto con il Coni, che avrà inizio il 1 luglio, è da rivedere. L’interlocutore parte dal presupposto che il contratto è già stato rinnovato, ma così non è». Ma il suo interlocutore, Gianni Petrucci, non sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda e controbbatte: «Stupisce il riferimento alla modifica dei contenuti del contratto già accettato ufficialmente per iscritto, in data 29 aprile, sottolineando che si tratta di uno schema con condizioni uguali a quello degli anni precedenti e che, per l’aspetto economico, il minimo adeguamento previsto è da considerarsi ben inferiore all’andamento generale». Sulla questione è intervenuto anche l’avvocato Gentile, legale dei biancocelesti: «Lotito e il Coni si vedranno per rivedere il contratto. Il problema va affrontato e risolto, non è che il Coni può dire “o è così o non giochi”, anche perché loro percepiscono da noi 6 milioni di euro l’anno: 3 per l’affitto e altrettanti per i biglietti».

Da parte della Lazio sembra essere chiaro, per parola dello stesso Presidente Lotito, che la questione del debito va risolta e al più presto. E la volontà c’è. Quella che sembra mancare, invece, è la volontà da parte del Coni di rivedere un accordo che ormai va stretto alla realtà romana e che, inoltre, il Comitato Olimpico aveva dichiarato di voler correggere e rimodernare già dopo la firma del 29 aprile.

E’ vero, come sottolineato al principio, che la posta in gioco è alta e che nessuna delle due parti ha intenzione di retrocedere di un passo. Ma le verità sono 3: primo, la Lazio ha al diritto di giocare nello stadio della sua città in quanto importante e prestigiosa realtà calcistica del nostro Paese; secondo, il Coni ha il diritto di ricevere il denaro che gli spetta; terzo, Lazio e Coni hanno il dovere di rivedere il contratto sullo Stadio Olimpico, lo devono alla città e lo devono alla gente. Una delle parti in gioco sembra pronta al dialogo, l’altra?

 


Linda Borgioni


 

 

 

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