Pubblicato l’11/02

MURGIA LOCATELLI LAZIO MILAN – Pausa. A metà di uno tra i più bei film della stagione. Torniamo indietro, riavvolgiamo il nastro. Alle scene iniziali. È agosto del 1996. A Roma viene alla luce Murgia. Sempre con i vestiti della Lazio. Con il bavaglino e la maglia biancoceleste. L’aquila sul petto comincia ad entrargli nel cuore. Cresce, diventa un ragazzo. Sa giocare a calcio. E come se ci sa giocare. A Formello se ne accorgono. La società lo accoglie e non lo lascia più andare. Diventa la sua seconda casa. La sua seconda famiglia. Mandiamo avanti di un anno e mezzo. È gennaio. C’è il freddo milanese. Siamo nel 1998: nasce Locatelli. Ora spingiamo play. Ricominciamo da dove avevamo fermato. Dai giorni nostri. Anzi, mandiamo avanti. Si vede l’Olimpico. È lunedì 13 febbraio, c’è Lazio-Milan. E ci sono anche Alessandro e Manuel.

ESORDIO E GOL – “Da grande voglio fare il calciatore”. Tanti genitori hanno sentito queste parole dai propri figli. C’è da giurare che anche Alessandro e Manuel abbiano risposto così alla propria famiglia. Magari i parenti ci hanno riso su, ricordandosi di quando erano loro a sognare ad occhi aperti. Non potevano sapere che fossero dei predestinati. Nessuno avrebbe immaginato che a Murgia bastassero 15 minuti per segnare il primo gol in Serie  A (Torino-Lazio). “Quanto ho visto la palla entrare non sapevo che fare – rivela dopo la rete – è stata una gioia immensa“. C’è da crederci. Tutto il popolo laziale si è emozionato. Così come quelllo milanista davanti alle lacrime di goia di Locatelli: “Non ci credevo – in riferimento al suo primo gol con il Sassuolo, arrivato dopo 184 minuti tra i grandi – ho iniziato a correre e ho capito che era tutto vero“.

SAN SIRO E L’AZZURRO – Il luogo della consacrazione. Dell’esplosione. San Siro. La Scala del calcio, che fa tremare le gambe solo al pensiero. Paure scacciate subito da Locatelli, in grado di giocare con personalità e carattere fin dal primo tocco di palla. Stesso discorso per Murgia. Inzaghi l’ha gettato nella mischia in casa dell‘Inter. Al momento giusto, dopo averlo protetto per mesi. Ha dimostrato di avere un potenziale enorme. Tecnico, fisico e mentale. “Avrà un grande futuro”, ha sentenziato il tecnico dopo la vittoria in Coppa Italia. Lunedì si affronteranno all’Olimpico. Il laziale partirà dalla panchina, il milanista titolare. Sarebbe bello vederli giocare entrambi. Magari anche con la stessa maglia. Quella azzurra. Della Nazionale. La strada per Coverciano è lunga. Non è facile arrivarci. l percorso intrapreso però è quello giusto. Testa sulle spalle, mani sul volante e piedi sui pedali. Sperando che il navigatore indichi la via corretta.

Riccardo Caponetti