Se ne va un pezzo di storia. La Lazio piange Gino Camiglieri

ADDIO GINO CAMIGLIERI – Si è spento oggi Gino Camiglieri, ottico di professione e storico Presidente, negli anni ’70, dell’Associazione Nazionale Lazio Club, scioltasi nel 1997 con la scomparsa di Tonino Di Vizio, ma a cui stava tuttora lavorando assiduamente con Rosaria Romani per la sua ricostituzione. Fu il primo a denunciare la negligenza generale in quel nefasto derby del 28 ottobre 1979, l’ultimo vissuto in Curva Nord da Vincenzo Paparelli. Nonostante i suoi 93 anni, Camiglieri era ancora attivissimo nel mondo biancoceleste, vera e propria icona dei circoli e dei fan club tutti. Presente al Premio Lazialità 2016 dedicato alle vittime del tragico terremoto di Accumoli, la scorsa estate era stato al seguito della sua Lazio nel ritiro di Auronzo di Cadore.

CUORE BIANCOCELESTE – “La mia culla era foderata di raso biancoceleste: vimini all’interno e i colori preferiti da mio padre fuori. Sono nato laziale e non ho mai cambiato squadra. Quando avevo dieci anni la mamma mi ha cucito la prima bandiera della Lazio. Ricordo l’emozione di quei giorni, lo stadio gremito, la gioia di vincere. Poi, via via, la Lazio mi ha calamitato. Sempre di più seguivo anche le altre discipline sportive. Allo stadio si andava in comitiva. All’inizio non esisteva la curva Nord e Sud: romanisti e laziali convivevano tra prese in giro e nulla più. Mai vista violenza tra i club rivali! Quanto rimpiango quei tempi. Dopo la guerra un romanista non stava più in comitiva con un laziale e viceversa. Il mondo era cambiato, il tifo pure”. Questa è una sua storica intervista datata 2004, una delle ultime testimonianze di un calcio che non c’è più.

I FUNERALI – Scomparso alle 12.30 di oggi, 12 gennaio 2018, nella giornata di domani (sabato 13) si svolgeranno i funerali di Gino Camiglieri, alle ore 15.00, presso la Chiesa di San Gregorio Magno, ubicata a Piazza Certaldo (zona Magliana). Sarà l’occasione per tutto il popolo biancoceleste di dare l’ultimo saluto ad uno dei personaggi più rappresentativi della storia della Lazio. Il vuoto che lascia è immenso, ma non l’amore donato a questa società. Quello riecheggerà per sempre.

Giordano Grassi

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