IL CORRIERE DELLO SPORT. PAROLO: «Lazio, mi piaci: sono pronto»

IL CORRIERE DELLO SPORT. PAROLO: «Lazio, mi piaci: sono pronto»

Uno stralcio dell’articolo de Il Corriere dello Sport. Il quotidiano intervista il centrocampista del Cesena, oggetto del desiderio di molti club, ma la Lazio sembra in pole…

(foto Getty Images)

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P
arolo, è lei l’uomo-mercato italiano di questa estate. Che effetto fa?

«Mi rende molto orgoglioso, vuol dire che ho fatto bene col Cesena al mio pri­mo anno di serie A, non era semplice, ma sono contento d’aver dimostrato di meritare la categoria».

Lei è in comproprietà tra Cesena e Chievo, ma la vogliono tutti e la Lazio s’è già fatta avanti…

«E’ una situazione che mi interessa, non c’è dubbio, ma finora non ho avuto contatti diretti con nessuno. La Lazio è una squadra importante, sapere che si è interessata fa molto piacere, è una so­cietà che ha ambizioni e la piazza di Ro­ma è bellissima. Sono pronto a tutto».

Quando si deciderà il suo futuro?

«Ora sono in vacanza, mi sto godendo le ferie dopo un’annata molto lunga. Va­luterò il mio futuro nei prossimi giorni, il 24 giugno dovrebbe sapersi qualcosa in più, è una scadenza importante (ulti­mo giorno per risolvere le comproprietà senza andare alle buste, ndr), vediamo cosa succede».

Parolo alla Lazio, Parolo obiettivo del-l­’Inter, della Fiorentina, del Napoli e chissà di quante altre squadre. L’avreb­be mai pensato un anno fa?

«Mi piace leggere il mio nome acco­stato a certe squadre, è una bella e un po’ strana sensazione. Ripeto, non c’è nulla di concreto, forse è ancora presto, biso­gna aspettare. […]

Parolo, da Cesena alla Nazionale ita­liana. E’ stato un bel salto…

«Era un piccolo grande sogno e l’ho avverato. La convocazione l’ho conside­rata come un premio alla stagione vis­suta col Cesena e alla salvezza conqui­stata con la squadra. Adesso viene il dif­ficile, devo mettere da parte tutto e ri­partire ancora più carico e determina­to ».

Parolo, da mezzala sinistra, sarebbe l’ideale nel centrocampo a rombo di Re­ja, come si giudica tatticamente?

«Sono un classico 8, mi piace partire da dietro e inserirmi per cercare la con­clusione. Ho caratteristiche offensive, durante la carriera mi è capitato sempre di segnare qualche gol, credo di saper giocare in entrambe le fasi».

A Roma troverebbe gente del calibro di Klose.

«Squadre come la Lazio sono formate da grandi giocatori e sarebbe un onore farne parte».

Quali sono i prossimi sogni?

«Sono un ragazzo umile e determinato, non mi fermo alla stagione appena con­clusa, guardo avanti, voglio migliorare, voglio crescere. I tecnici che ho avuto fi­no ad oggi mi hanno sempre spinto a non mollare, a non fermarmi ai complimen­ti e a quello che si è ottenuto. […]

Dove può arrivare Parolo?

«Spero il più in alto possibile. Devo es­sere più leader, devo migliorare in alcu­ni aspetti, in particolare nella personali­tà. Devo acquisire più fiducia in alcune situazioni di gioco».

A Cesena ha messo in mostra le sue qualità tecniche e tattiche, qual è stato il segreto del suo successo?

«Ho trovato un ambiente bellissimo, sono stato veramente bene negli ultimi due anni. Ho conquistato la promozione in A e la salvezza, non avrei potuto chie­dere di più. Cesena è una piazza che ha voglia di calcio e merita di viverlo ad al­ti livelli».

Ha già parlato col presidente Campe­delli, come vi siete lasciati?

«La società e la città mi hanno tra­smesso passione e carica, ringrazierò sempre tutti ma non è detto che vada via. Se dovesse succedere sono certo che i giocatori che arriveranno saranno trat­tati alla stessa maniera e saranno in gra­do di firmare un’altra stagione straordi­naria ».

Quali sono stati i suoi maestri?

«Con Bisoli ho lavorato al Foligno e a Cesena, ha dato una svolta alla mia car­riera. Ma devo ringraziare pure Ficca­denti, mi ha permesso di giocare con continuità in serie A».

E’ arrivato in serie A a 25 anni, forse un po’ tardi?

«Ognuno ha i suoi tempi, forse ho but­tato i due anni di Pistoia. E’ successo un po’ per colpa mia e un po’ a causa di cer­te situazioni, ora sto vivendo un momen­to magico, forse ho raggiunto la matura­zione necessaria per giocare a certi li­velli. […]

Se ripensa al passato cosa le viene in mente?

«Avevo tanti dubbi, un anno fa mi av­vicinavo alla prima serie A, mi chiedevo “chissà se raggiungerò le 20 presenze”. Devo ringraziare i miei compagni, senza di loro oggi non sarei considerato un uo­mo- mercato».

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