IL MESSAGGERO. Lazio XXL quando la rosa vale doppio

C’è chi usa l’iPad, chi invece ha giocatori in grado di trasformarsi. Ci sono diversi modi di essere belli e moderni ed Edy Reja, il decano degli allenatori della serie A, ha il suo: un virtuale clic sul campo ed ecco che la Lazio e i suoi interpreti cambiano a seconda della situazione e delle esigenze. E’ uno dei tanti segreti della nuova squadra biancoceleste. Una formazione più forte e competitiva dell’anno passato, ma quel che sorprende di più piena zeppa di jolly. Di giocatori in grado di ricoprire più ruoli: dalla difesa, al centrocampo e fino in attacco. Ce ne sono almeno una decina. E verrebbe quasi da scherzarci sopra e sottolineare il fatto che la cosiddetta rosa extralarge formata da trentasei giocatori, in realtà è molto, molto più vasta, visto che ci sono calciatori che riescono a sdoppiarsi o addirittura a triplicarsi.
E’ il caso, ad esempio, del nuovo arrivato Marius Stankevicius che nel reparto arretrato è una sorta di tuttofare: dal centrale di difesa in un assetto a tre o quattro, al terzino sinistro o destro, ma anche l’esterno alto di fascia. L’anno scorso nel Valencia ha giocato 21 partite, la maggior parte come centrale, ma è stato spostato spesso a destra. E con ottimi risultati, addirittura discreti pure in fase realizzativa, considerato che è dotato di un buon tiro dalla distanza. Il lituano però non è l’unico. Al suo fianco c’è un altro nuovo innesto come Abdoulay Konko che partirà titolare e prenderà il posto di Lichtsteiner come terzino destro, ma questo ragazzo francese, potente fisicamente e assai veloce, può essere schierato più avanzato e, se servirà, potrà giocare come intermedio in mezzo al campo. E chissà che non rappresenti una sorpresa in positivo perché con le sue accelerazioni potrebbe creare diversi pericoli. Dall’altra parte del campo ci sono altri due jolly difensivi: Senad Lulic e Stefan Radu. Anche il bosniaco, che ancora non è al meglio, ha un interessante cambio di passo e come Konko può giocare sia laterale di difesa che esterno alto in attacco. In più Lulic ha spiccate doti offensive e si troverebbe a suo agio anche come rifinitore nei tre uomini che nel classico 4-2-3-1 rejano sono subito dietro la punta. Per non parlare di Radu che da almeno tre anni gioca terzino sinistro, ma in realtà nasce come centrale difensivo. E si può adattare indistintamente in una linea a tre o quattro. Insomma, in casa Lazio non ci si annoierà di sicuro. Anzi, l’allenatore goriziano, se vorrà, potrà cambiare e modificare quanto vuole, le alternative non mancano.

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