IL MESSAGGERO. Radu, Lazio per sempre

(Getty Images)

Stefan Radu sposa la Lazio. Dopo tanti tira e molla di questi ultimi due mesi, aizzati più che altro dai due fratelli Becali, i suoi manager, il difensore romeno firma il rinnovo del contratto e si lega alla società biancoceleste fino al 2016. Il suo ingaggio è stato quasi triplicato e da 400.000 euro ora guadagnerà 1,3 milioni di euro a stagione a salire fino a 1,8 per i prossimi cinque anni più vari bonus individuali legati alle presenze. «Sono felicissimo, è quello che ho sempre desiderato: restare a Roma e nella Lazio. E’ qui che voglio vincere, anche perché ci sono tutte le possibilità e le potenzialità per farlo», le entusiastiche parole del giocatore attraverso il suo agente. Meglio di così, insomma, non poteva finire un anno che per Stefan era da dimenticare. Almeno fino a ieri mattina, quando è piombato nella capitale per mettere nero su bianco il suo nuovo legame alla Lazio. […]

Quasi si sentiva di doverlo alla Lazio che gli è stata davvero vicina in quella che lo stesso Stefan ha definito più volte «una stagione maledetta e da incubo». […]

Di sicuro quest’anno Radu non lo dimenticherà facilmente. L’operazione al ginocchio, la pesante distorsione ai tendini della caviglia, la testata a Simplicio nel derby di ritorno che gli è costata una pesante squalifica, il gesto di nervosismo ai tifosi della Roma sempre nella stessa partita, con tanto di multa di 7.000 euro. La notizia più tragica però è quella relativa alla morte del papà Costantin, arrivata alla vigilia di Napoli-Lazio del 3 aprile. E’ stato senza alcun dubbio il colpo più duro. Stefan era legatissimo al padre e giocare a pallone dopo la sua morte, quasi non aveva più senso. In quel periodo, la società gli ha consentito di restare in Romania tutto il tempo che voleva. Una volta tornato a Roma ci ha messo un po’ per riprendersi, poi Reja l’ha mandato in campo a Catania, forse nella partita più bella giocata dalla Lazio, dove Radu però, sbattendo violentemente a terra la schiena dopo un contrasto aereo, ha riportato l’ennesimo infortunio, probabilmente il più brutto: la frattura dell’apofisi trasversa della seconda e terza vertebra lombare. […]

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