Storia della Lazio

LA NASCITA – Ogni anno il popolo biancoceleste attende la mezzanotte tra l’8 e il 9 gennaio a Piazza della Libertà  per festeggiare la nascita della S.S. Lazio proprio nel luogo e nella data in cui, nel lontano 1900, nove giovani si riuniscono per dare vita alla squadra che ha portato il calcio nella capitale. Si tratta di nove sportivi, che hanno la necessità di costituire una Società per poter partecipare alla corsa di Roma. Da qui l’idea, ora bisogna metterla in atto. I nove, guidati dalla figura di Luigi Bigiarelli acquistano la sede della Lazio per una lira. E’ il primo passo verso la fondazione di una gloriosa Società…Mancano il simbolo e i colori. Sull’aquila i dubbiosi sono pochi: l’animale fiero, simbolo delle legioni romane, conquista tutti in breve tempo. Per quanto riguarda i colori, l’ispirazione è prettamente sportiva: saranno biancocelesti in onore della Grecia, patria delle prime Olimpiadi moderne. Il nome, quello della Regione d’appartenenza.

PIOLA E IL DERBY CON LA ROMA – Nel 1901 Bruto Seghettini porta il calcio nella capitale, spiegando le regole di questo nuovo sport, già noto in Inghilterra e Francia. Per quasi trent’anni la Lazio sarà l’unica società calcistica della città. Questo fino a quando, nel 1927, il regime fascista decide di riunire tutte le squadre della città in un unico club, quello che sarebbe diventato la As Roma. Il club biancoceleste si rifiuta, dando il via a uno dei derby più sentiti d’Italia. Nel 1929 la Lazio partecipa al suo primo campionato di Serie A e, guidata dall’attaccante Silvio Piola, raggiunge il secondo posto nella stagione 1936/1937, andando a sfiorare lo Scudetto. Nello stesso anno, la compagine capitolina raggiunge la finale di Coppa dell’Europa Centrale.

I PRIMI TROFEI – Il primo trofeo arriva in casa biancoceleste nel 1958: la squadra è allenata da Fulvio Bernardini e la porta è difesa da Bob Lovati, portiere coraggioso e grande capitano da poco scomparso. Con loro alla guida la Lazio conquista la Coppa Italia battendo in finale la Fiorentina grazie a un gol di Prini.

Il secondo successo si concretizza tredici anni dopo, quando, nel 1971, la Lazio conquista la Coppa delle Alpi. E’ il preludio alla vittoria della Scudetto che di lì a poco arriverà. E’ la stagione 1973/1974 quando la “banda” Maestrelli, dopo averlo mancato per un niente l’anno prima, vince il tricolore al termine di un campionato eccezionale. Quella mitica formazione rimarrà nel cuore di tutti i tifosi biancocelesti: Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico. Allenatore, appunto, Maestrelli e Presidente Umberto Lenzini.

IL PERIODO BUIO, PAPARELLI – Dopo la grande gioia derivata dalla conquista dello Scudetto arrivano anni bui, costellati da peripezie e disgrazie. Si comincia con la mancata partecipazione alla coppa dei Campioni per cause esterne, per passare poi alla malattia e alla morte di Maestrelli. Non è tutto, perché negli stessi anni Chinaglia parte per gli USA, Re Cecconi è vittima di una tragedia (finse una rapina in una gioielleria di un amico…) e lo scandalo del Calcio Scommesse pone fine al ciclo d’oro della Lazio. Un altro dramma sconvolge i colori biancocelesti: la morte del tifoso Vincenzo Paparelli sugli spalti. Questo è l’apice del periodo buio della società capitolina, che impiegherà qualche anno per tornare nella serie maggiore e si vedrà costretta ad affrontare gli spareggi per non retrocedere in serie C, per colpa della seconda puntata del Calcio Scommesse.

IL RITORNO IN A, CALLERI E CRAGNOTTI – Dopo anni difficili, la SS Lazio torna in Serie A e viene rilevata da Calleri, mentre la guida tecnica viene affidata a Fascetti. E’ proprio Calleri a riassettare le casse societarie e per poi vendere il club biancoceleste a Sergio Cragnotti. La Lazio raggiunge subito traguardi eccezionali: arrivano 5 qualificazioni Uefa consecutive e i biancocelesti si piazzano una volta secondi (1994/1995), due volte terzi (1993/1994 e 1995/1996), una volta quarti (1996/1997) e una volta quinti (1992/1993). Non mancano anche i successi personali: il capitano Beppe Signori in cinque stagioni vince 3 titoli di Capocannoniere.

IL BOOM – La stagione del boom è quella 1997/1998: nella Capitale approda il nuovo tecnico Sven Goran Eriksson insieme a campioni quali Mancini, Jugovic e Almeyda, e la Lazio torna a vincere. Il 29 aprile ’98 conquista la Coppa Italia nella finale contro il Milan. La squadra del mister svedese sfiora anche la Coppa Uefa: il titolo le sfugge nella finale di Parigi contro l’Inter.
L’anno seguente la società biancoceleste mette a segno altri acquisti: arrivano Vieri, Salas, Mihajlovic, Stankovic e con loro arriva anche il secondo trofeo dell’era Cragnotti. Infatti, la Lazio batte la Juventus a Torino per 2 a 1 e conquista la Supercoppa. Dal maggio ’98, la SS Lazio S.p.A. viene quotata nel listino di Borsa e si consolida grande realtà sia in Italia che all’estero. Nello stesso anno la squadra arricchisce la bacheca dei trofei conquistando l’ultima edizione della Coppa delle Coppe a Birmingham battendo il Real Mallorca 2-1 e arriva seconda dopo un campionato esaltante mancando lo Scudetto di un punto.

I SUCCESSI PIU’ GRANDI – Siamo alle porte della stagione 1999/2000, quella che vede la Lazio festeggiare il suo primo Centenario. Per l’occasione, il presidente fa qualche regalo ai tifosi, portando nella capitale nuovi campioni: dopo la partenza di Vieri, la squadra si rinforza grazie agli innesti di Veron, Simeone, Sensini e Simone Inzaghi, che verranno raggiunti da  Ravanelli.

Il primo successo della ormai centenaria società non tarda ad arrivare: è il 27 agosto ’99 e la Lazio a Montecarlo conquista la Supercoppa Uefa battendo il Manchester United.

Il 9 gennaio 2000 cominciano i festeggiamenti in uno Stadio Olimpico gremito. La stagione continua e tra momenti intensi, difficili cadute e esaltanti vittorie, la Lazio arriva a conquistare due titoli sui tre che ha a disposizione. Il cammino in Champions si interrompe ai Quarti di Finale, quando arriva la sconfitta a opera del Valencia; ma la strada in campionato è ancora lunga. Come lunga sarà la giornata che porterà i biancocelesti a conquistare il loro secondo Scudetto. E’ il 14 maggio 2000, all’Olimpico arriva la Reggina, che viene sconfitta con un netto 3-0; ma questa vittoria non basta, occhi e orecchie sono a Perugia, dove la Juve capolista affronta i padroni di casa sotto a un incredibile acquazzone. Tanto incredibile che la gara rischia di essere interrotta, ma così non sarà: la squadra di Cosmi passa in vantaggio grazie alla rete di Calori e l’Olimpico ha un sussulto. Ma neanche questo è sufficiente, perché la gara di Perugia sembra non finire mai. Gli 80 mila tifosi stipati nello stadio amico devono attendere 45 minuti prima di poter finalmente liberare un grido: CAMPIONE D’ITALIA!  I festeggiamenti non finiscono mai: 3 giorni più tardi contro l’Inter la squadra conquista anche la Coppa Italia. La stagione 2000/2001 comincia come era finita quella precedente, con una vittoria: l’8 settembre la Lazio vince la Supercoppa di Lega battendo i nerazzurri 4 a 3. Nel corso del calciomercato estivo, Cragnotti aveva  acquistato Crespo e C. Lopez.

La Lazio e Eriksson mettono fine al loro rapporto di comune accordo. Al suo posto arriva un grande ex, Dino Zoff. Nella stagione 2002/2003 non mancano i cambiamenti in casa biancoceleste. Per un uomo che arriva, uno che parte: Mancini torna nella capitale per vestire i panni dell’allenatore;  Cragnotti lascia la società a causa dei problemi della Cirio. La Lazio, grazie al supporto delle banche azioniste alle quali si appoggia il nuovo gruppo societario, riesce lentamente a risorgere. La squadra si qualifica in Champions. Nell’anno seguente, la società si vede costretta a cedere qualche pezzo pregiato, come Conceiçao e Stankovic, ma ciononostante arriva un altro trofeo. Il 12 maggio 2004 i biancocelesti portano a casa la quinta Coppa Italia della storia del club battendo la Juve.

DA CRAGNOTTI A LOTITO – In perfetto Lazio Style, a periodi di gioie e trionfi, seguono periodi di sofferenze e difficoltà: la Lazio rischia grosso a causa dei problemi finanziari.
Il 19 luglio 2004 subentra alla guida della società capitolina Lotito, che diventa così il nuovo Presidente, dopo le dimissioni dell’avvocato Longo. Sotto la dirigenza Lotito la situazione finanziaria è tornata a livelli accettabili e sono arrivati anche un alcuni trofei, di cui uno indimenticabile. Nella stagione 2008/2009, con Rossi in panchina, la Lazio conquista la Coppa Italia contro la Sampdoria. In agosto è Ballardini a portare nella capitale la Supercoppa italiana grazie alla vittoria di Pechino contro l’Inter. Cinque anni dopo, con il bosniaco Petkovic al comando, i biancocelesti riscrivono poi la storia dei derby: grazie ad un gol di Lulic messo a segno al minuto 71, il 26 maggio 2013 la Lazio batte la Roma e si aggiudica la sua sesta Coppa Italia.

E’ questa l’ultima vittoria conquistata dalla società biancoceleste, che anno dopo anno tra gioie e dolori, tra disgrazie e trionfi, regala sempre grandi emozioni al proprio popolo. E il popolo ricambia, sostenendo la Lazio con lo stesso affetto di sempre. Since 1900.