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Fiorentina-Lazio 1-1, quando Cragnotti perse la bussola

C’ERA UNA VOLTA – L’arbitro negò il rigore, il pareggio contro la Viola costò lo scudetto alla Lazio…

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C’ERA UNA VOLTAFiorentina e Lazio, due di sette sorelle che ogni anno si battevano per decretare la migliore. Ognuna aveva la propria peculiarità, un punto di forza che, di volta in volta, premiava l’una o l’altra. Come in ogni famiglia che si rispetti tra fratelli, almeno da giovani, ci si fanno i dispetti: fu proprio quello che successe il 15 maggio 1999.

Stadio Franchi, lo scudetto sta per essere assegnato. Una, la Lazio, sta per guadagnarselo meritatamente, l’altra, la Fiorentina, sa già che dovrà aspettare il prossimo per sperare di essere eletta. Nonostante questo è partita vera, la rivalità famigliare si fa sentire come non mai. E’ la Lazio a fare la partita, gli uomini di Eriksson vogliono ipotecare i tre punti il prima possibile. Ma la Viola può contare su uno dei più forti attaccanti di tutti i tempi: Gabriel Omar Batistuta. E’ proprio lui al minuto 14 a sbloccare il match con un destro potente e preciso che non lascia scampo a Marchegiani. Fiorentina avanti, ma la Lazio è viva e Vieri lo dimostra: cross di Mihajlovic, colpo di testa dell’ariete laziale e pareggio. Si va negli spogliatoi sull’1-1. La ripresa è ancora a tinte biancocelesti, ma quando il lieto fine sta per essere scritto è la traversa della porta di Toldo a mettersi in mezzo. La traversa prima, l’arbitro poi: il cattivo della storia veste i panni del fischietto Treossi che incredibilmente non vede la mossa di karate di Mirri su Salas in area, ma intuisce la lieve trattenuta di Nesta su Batistuta. Fortunatamente ci pensa Marchegiani a neutralizzare il tiro di Rui Costa, ma ormai il destino è compiuto.

Una partita storica, che fece saltare i nervi anche a un signore come il presidente Sergio Cragnotti che, alla fine della partita, dichiarò. “E’ lampante che nessuno ci aiuta e nessuno ci aiuterà a vincere lo scudetto. Il rigore su Batistuta era assolutamente inventato, mentre un minuto prima ce n’ era uno nettissimo su Salas. Ho visto bene di mio, non ci sono moviole che tengano o che possano convincermi diversamente: era evidente a tutti. Questo significa che la Lazio dovra’ meritarsi tutto sul campo, mentre altre squadre non lo meritano”. Aveva ragione, ma non tutte le favole hanno un lieto fine.

Matteo Vana

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