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KEITA VS GABBIADINI, futuro assicurato con un occhio al presente

LAZIO-SAMPDORIA, IL FACCIA A FACCIA – Due talenti di grande prospettiva, simili tatticamente e con una personalità fuori dal comune, già da “grandi”…

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Pubblicato il 1 aprile

LAZIO-SAMPDORIA, IL FACCIA A FACCIA
Dopo la vittoria interna contro il Parma che ha un po’ il sapore di Europa League, la Lazio è chiamata a continuare a vincere tra le mura amiche per alimentare sempre di più la fiammella della speranza per raggiungere il sesto posto, ultimo gradino utile alla qualificazione per la seconda manifestazione europea. Domenica lunch match contro la Sampdoria di Mihajlovic, uno dei tanti nomi che avrebbe potuto sostituire Petkovic sulla panchina biancoceleste. Nell’ultima di campionato i doriani hanno dato vita a uno spettacolare 0-0 contro la Fiorentina, una partita che meritava altro risultato finale per la mole di occasioni create. Per la trasferta romana il tecnico serbo si affida a Gabbiadini, titolare inamovibile, che ha realizzato 5 dei suoi 8 gol fuori casa. Reja, invece, potrebbe affidarsi ai soliti Lulic-Klose-Candreva, ma ha un’arma devastante che anche dalla panchina sa far male: Keita. Gabbiadini-Keita, due giovani stelle con la personalità di un “vecchio”.

KEITA VS GABBIADINI, futuro assicurato con un occhio al presente
Tra i giovani talenti che si stanno mettendo in mostra in questo campionato i nomi di Gabbiadini e Keita sono due dei più interessanti e di maggiore “prospettiva”. Il talento della “cantera” blaugrana si sta ritagliando spazi importanti e sta dimostrando di essere decisivo anche entrando a partita in corsa, come nella sfida contro il Parma in cui prima ha sfiorato la rete e poi ha servito quell’assist al bacio che Candreva ha trasformato in gol vittoria. Gabbiadini, invece, è un titolare inamovibile nello scacchiere tattico della Sampdoria: sia con Delio Rossi che con Sinisa Mihajlovic è sempre stato schierato dal primo minuto. Attaccante completo, dotato di buon fisico e grande velocità, può giocare in diverse posizioni offensive, ha un sinistro velenoso e potente con cui ha realizzato la maggior parte delle sue reti. Keita gli somiglia per costituzione fisica e per quella velocità e accelerazione che lascia sul posto i difensori avversari. Ambedue rendono al meglio se posizionati come esterni di attacco in un 4-3-3 o in 4-2-3-1 perché eccellono nell’accentrarsi e scagliare verso la porta conclusioni “secche” e precise, sfruttando al meglio il proprio piede preferito: Keita parte da sinistra per tirare con il destro, Gabbiadini si accentra dalla destra e fa esplodere il suo sinistro potente. Il biancoceleste è più tecnico del “rivale”, più bravo nel dribbling e questo spesso diventa un suo limite perché porta troppo palla. L’italiano, invece, è più “attaccante” vede più la porta, cosa che imparerà a fare meglio anche il giovane spagnolo maturando un po’ più di esperienza. Ma c’è un’altra caratteristica fondamentale che hanno in comune: la personalità. In campo non si fanno “schiacciare” dalle tensioni, vanno dritti sulla loro strada, ascoltano quello che gli dicono i compagni più vecchi, ma non “abbassano” mai la testa. Gli occhi sono sempre puntati ai tre legni difesi dal portiere avversario.

KEITA BALDE DIAO
Nato in Catalogna l’8 marzo 1995, il giocatore di origini senegalesi inizia a muovere i suoi primi passi nelle giovanili del Barcellona e dopo un anno di prestito al Cornelia, “punizione” della società per uno scherzo ad un compagno di squadra non “apprezzato” dalla dirigenza, decide di non tornare alla società spagnola accettando di passare alla Lazio nell’estate del 2011. Keita è costretto ad aspettare un anno per disputare partite ufficiali con la maglia biancoceleste, poiché deve attendere la concessione della cittadinanza spagnola e quindi del passaporto comunitario, cosa che sta aspettando tutt’ora. Tesserato, poi, come extracomunitario, esordisce in Primavera a gennaio 2013, ergendosi a protagonista della vittoria della Scudetto. Diventa un giocatore della prima squadra in questa stagione, nella quale fa il suo esordio nel calcio professionistico contro il Chievo, ritagliandosi sempre maggiore spazio soprattutto in Europa League. In totale per lui 29 presenze, 5 gol e 6 assist.

MANOLO GABBIADINI
Nato il 26 novembre del 1991, l’attaccante doriano inizia la sua carriera nelle giovanili dell’Atalanta, squadra con la quale fa il suo esordio in Serie A il 14 marzo 2010. Dopo un anno in prestito al Cittadella, con la quale trova la sua prima marcatura, torna alla società orobica nella stagione 2011-12. Il 21 agosto, alla prima gara stagionale, segna la sua prima rete in maglia nerazzurra siglando il gol del momentaneo pareggio nel match valido per il terzo turno di Coppa Italia contro il Gubbio. Il 25 marzo 2012 a 20 anni, realizza il suo primo gol in Serie A nella partita contro il Bologna. Ad agosto 2012 viene acquistato in compartecipazione dalla Juventus che lo manda in prestito al Bologna: 31 presenze, 7 gol e 2 assist per lui. Quest’anno passa alla Sampdoria: per lui un totale di 30 presenze, 10 gol e 3 assist.

Carmine Errico
Twitter:@carmineerrico

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