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LaPresse
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FOCUS SIMONE INZAGHI – Era il 3 aprile 2016 quando il presidente Claudio Lotito chiamò Simone Inzaghi per sostituire Stefano Pioli, esonerato dopo il derby perso con la Roma per 4-1. Il tecnico biancoceleste festeggia oggi cinque anni sulla panchina della Lazio. Un anniversario da celebrare con tante pressioni in merito al rinnovo, ma anche con la voglia di continuare questo percorso fatto di record, trofei e gloria. Una chance presa al volo, concessa e meritata, quella di cinque anni fa che mister Inzaghi ha saputo sfruttare nel migliore dei modi.

Lazio, la seconda famiglia di Simone Inzaghi

Lazio è famiglia, questo Simone Inzaghi lo sa di certo. Ventidue anni in biancoceleste: undici da calciatore e undici da allenatore. Ma la famiglia, oltre ad essere il luogo dove si è trattati meglio, è anche quello dove si brontola di più. Tante indiscrezioni riguardo il contratto di Simone in scadenza il 30 giugno, ma nulla di certo. L’unica convinzione è che il tecnico prova un grande amore per questi colori e lasciarli andare è difficile. Si dice “dove amiamo è casa. I nostri piedi possono lasciarla, ma non i nostri cuori”. Nessuna frase potrebbe descrivere meglio la situazione che il mister, la società e i tifosi stanno vivendo. Da cinque anni il gruppo biancoceleste viene guidato da un comandante di valore di nome Simone Inzaghi. Le sue esultanze, la sua grinta in panchina fanno di Simone un allenatore unico nel suo genere. Lui ha creduto in ogni componente della rosa ed ora non può fare a meno di nessuno.

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