Roma 2024, il dossier: 177.000 posti di lavoro. Malagò: “Flaminio? Vogliamo recuperarlo”

ROMA 2024 – Roma candidata per le Olimpiadi 2024, il passato che abbraccia il futuro di una città che trasuda storia da ogni angolo. “L’arte italiana dell’acoglienza”, è questo il nome del dossier inviato a Losanna e presentato da Luca di Montezemolo, il presidente del comitato Roma 2024. Nella cornice del palazzo dei Congressi all’Eur il numero 1 del Coni Giovanni Malagò ha letto un messaggio in arrivo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Le Olimpiadi devono poter essere parte del corpo vivo della città con una crescita delle infrastrutture e dei servizi; un potenziamento della sua vocazione e del suo dialogo con il mondo, un miglioramento della qualità della vita e della pratica sportiva, per quanti continueranno a vivere a Roma”.

POSTI DI LAVORO – Quello che le Olimpiadi potrebbero portare a Roma è un balzo in avanti anche dal punto di vista economico: prevista sulla carta da uno studio dell’Università di Tor Vergata una crescita del Pil misurabile nello 0,4% in media annua che, in termini occupazionali, significherebbe circa 177 mila unità di lavoro in tutto il periodo di cantiere, di cui 48 mila direttamente collegate ai lavori preparatori dei Giochi.

I COSTI – I costi di investimento e per l’organizzazione di Roma 2024, sottolinea Sky Sport, ammonterebbero a 5,3 miliardi mentre i benefici provenienti da incassi (sponsorizzazioni per 615 milioni, merchandising, vendita dei biglietti, il contributo Cio di 1,046 mld), arriverebbero a 3.2 miliardi. I poli sportivi saranno tre, Foro Italico, Tor Vergata e Fiera di Roma.

FLAMINIO – Il Flaminio, impianto caro ai romani, verte oggi in condizioni di semi-abbandono. Il presidente del Coni Giovanni Malagò assicura durante l’evento di presentazione: “E’ una ferita della città. Vogliamo recuperare questo stadio, noi crediamo di essere una speranza per farlo tornare agli antichi fasti per far giocare nello Stadio Flaminio il rugby a 7 e per il Pentathlon moderno. Ma speriamo di non dover aspettare il 13 settembre del 2017”. Poi a margine dell’evento lo stesso Malagò è stato intercettato dai cronisti presenti: “Lo stadio Flaminio è di proprietà del Comune, noi del Coni abbiamo presentato un’ipotesi per sistemarlo ma dobbiamo aspettareil prossimo settembre  per sapere se avremo l’ok. Ma non è pensabile che se noi faremo i lavori la proprietà rimanga di altri. 

GMT

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