AAA miglior Lukaku cercasi, ma con un mito da sfatare…

APPROFONDIMENTO LAZIO LUKAKU – Non è stata buona la prestazione di Jordan Lukaku, insicuro, impreciso, impalpabile. È stato in buona compagnia, in una giornata storta, pesantemente condizionata dal rigore non dato nel primo tempo, soprattutto da un punto di vista nervoso. Il possente esterno belga non ha inciso, non ha dato gli strappi necessari a dare imprevedibilità alla manovra e pericolosità sotto porta, fondamentali nel gioco biancoceleste.

I NUMERI – Troppo pochi i 37 palloni giocati alla Sardegna Arena, così come sono troppi i 3 persi e troppo bassa la percentuale di riuscita dei passaggi (79%). Nulla, la sua presenza in trincea: 0 contrasti vinti, 85,7% di duelli persi. Una, sola, potenziale occasione da rete creata ed un primato, di non poco conto, specie in considerazione del potenziale inespresso: una velocità in sprint di 33,57 Km/h, manco a dirlo, il migliore fra tutti gli effettivi in campo.

FALSO MITO – C’è però un tabù da sfatare: troppo spesso si sente dire che Lukaku “quando entra dalla panchina spacca la partita, quando gioca dal 1’ non fa la differenza”. Sicuramente, un fondo di verità, è quantomeno plausibile, stando però alle pagelle stagionali del ‘Corriere dello Sport’, dalla Supercoppa al 2-2 con la Dinamo Kiev, Lukaku aveva giocato esattamente 17 partite dall’inizio e 17 da subentrante, entrambe con un 6.12 in pagella. Precisione geometrica incredibile. La discriminante, però, è proprio la gara col Cagliari, che abbassa, ma non eccessivamente, la media voto delle gare dal 1’ (5 in pagella, 6.06 il dato finale).

Giordano Grassi

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