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Dentro il fortino da incubo di Zenica: tutte le insidie per l’Italia

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Ultras Bosnia

L’ultima tappa del viaggio per ottenere il pass per i Mondiali 2026 porterà l’Italia a giocarsi il tutto per tutto a Zenica, sul prato dello stadio Bilino Polje, contro una Bosnia Herzegovina che ha promesso battaglia agli Azzurri. La scelta del campo di gioco non è casuale: l’impianto ha già dimostrato di sapersi incendiare per dare la giusta spinta ai “Dragoni” e complicare i piani degli avversari.

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Bosnia-Italia: scelto lo stadio Bilino Polje, fortino dei Dragoni

Il paradosso del regolamento dei playoff per i Mondiali 2026 – in cui l’Italia, nonostante sia finita nella parte migliore del tabellone, sarà costretta a giocarsi la finale in trasferta – ha regalato alla Bosnia il privilegio di decidere il campo su cui giocarsi l’accesso alla rassegna iridata e la scelta non poteva che ricadere sul Bilino Polje Stadium di Zenica, autentico fortino dei “Dragoni”.

Ad attendere gli Azzurri ci sarà un ambiente infuocato come quello che solo gli stadi dell’est Europa sanno regalare. Con un impianto da 13.632 posti, gli spalti estremamente a ridosso del campo da gioco e uno scenario circondato da palazzine, la Nazionale guidata da Gattuso sarà chiamata a scontrarsi con un ambiente estremamente ostile. E poco importa che per l’occasione la capienza dello stadio sarà ridotta a 8.800 posti, a causa di una sanzione imposta dalla FIFA in conseguenza agli episodi di razzismo che si sono verificati nella sfida contro la Romania. Lo stadio di Zenica, città industriale a 70 km dalla capitale Sarajevo, infatti, resta un “catino”, dove le voci dei tifosi sugli spalti risultano amplificate dall’acustica stessa dell’impianto. Un effetto che ha dato i suoi frutti sulla squadra, che qui ha vinto 36 delle 70 partite disputate.

Allarme maltempo: preoccupano le condizioni del campo

Ad aggiungere ulteriori difficoltà alla trasferta sul suolo bosniaco dell’Italia anche le condizioni meteorologiche avverse che stanno mettendo a dura prova la tenuta del campo. Come molti stadi costruiti negli anni ’70, anche il Bilino Polje è dotato di strutture fatiscenti e di un manto erboso non in grado di reggere il confronto con quello degli stadi più all’avanguardia. La neve caduta nelle ultime ore non ha fatto altro che peggiorare la situazione, restituendo un prato “a macchia di leopardo”, in cui si alternano zone con l’erba alta ad altre che sembrano spoglie.

Un problema che potrebbe influire sul gioco della squadra di Gattuso. Il ct avrebbe voluto recarsi in Bosnia anticipatamente, per permettere ai suoi di prendere confidenza con l’ambiente e con le condizioni del rettangolo di gioco. Tuttavia, il maltempo ha stravolto i piani, costringendo gli Azzurri a ritardare il volo, che atterrerà circa per le 19 di lunedì.

Allarme ultras: Federcalcio preallertata

Infine, il capitolo sicurezza e l’allarme ultras. Come riportato dal CdS, la Federcalcio è stata preallertata della presenza di membri del BH Fanaticos e dei Robijasim – gli hooligans che seguono ovunque Dzeko e compagni – sugli spalti del Bilino Polje. Attivati allora tutti i canali per la sicurezza e i contatti con l’Ambasciata italiana di Sarajevo, per garantire la tranquillità dei circa 800 tifosi italiani che prenderanno parte alla trasferta, con l’intenzione di spingere gli Azzurri a conquistare quella tanto desiderata partecipazione al Mondiale che manca da fin troppo tempo.

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