DE VRIJ VS. ASTORI, due destini si incontrano all’Olimpico

ROMA-LAZIO, IL FACCIA A FACCIA – Domenica alle ore 15 andrà in scena il 177° derby della Capitale. Roma e Lazio arrivano al match in ottime condizioni e sono pronte a sfidarsi a viso aperto per guadagnare la supremazia cittadina, almeno per qualche mese. Le prime scaramucce di quest’anno sono arrivate già in estate, quando il ds Sabatini ha acquistato Astori in barba alla Lazio, che era in dirittura d’arrivo sul calciatore e con un accordo di massima in tasca. Tare non si è fatto trovare impreparato e nel giro di qualche giorno ha annunciato l’arrivo di De Vrij. Screzi di mercato o “sliding doors” di una stagione?

BUTTERFLY EFFECT – Può il battito delle ali di una farfalla in Brasile scatenare un tornado in Texas? Nel nostro caso sarebbe meglio riformulare la domanda e chiedere: Può lo scippo di un difensore influenzare un intero campionato? Al momento la risposta non può essere definitiva, ma comincia ad essere possibile tracciare un primo bilancio. In estate, dopo gli addii di Biava e Dias, la Lazio aveva bisogno di ricostruire la zona centrale del reparto difensivo. Il ds biancoceleste puntava forte su Astori: difensore classe ’87 di provata esperienza, con 7 stagioni trascorse in Serie A e 174 presenze. La trattativa sembrava conclusa, ma la Roma si è intromessa all’ultimo istante e si è assicurata l’ex cagliaritano. È a questo punto che Tare si è gettato a capofitto su Stefan De Vrij, illustre sconosciuto del Feyenoord, che con la maglia ‘orange’ al Mondiale brasiliano ha meritato il titolo di miglior difensore della competizione. L’operazione è andata in porto e il classe ’92 ha cominciato a lavorare a Formello circondato dall’entusiasmo dei tifosi. Le iniziali difficoltà linguistiche, l’impatto con il campionato e con la tattica italiana: tutte problematiche superate, per uno dei giocatori che più sta convincendo all’interno della rosa laziale. Lo stesso non può dirsi per Astori, infatti, la stagione del numero 23 della Roma è stata condizionata da diversi infortuni e il reparto arretrato è stato più volte soggetto a variazioni ed aggiustamenti. Ad un primo sguardo, insomma, si può dire che lo statuario olandese è stato finora un fattore importante sulla sponda biancazzurra del Tevere; attraversando il fiume, e tralasciando l’ultimo fortunoso e discusso gol, vale la stessa affermazione per l’italiano?

NUMERI A CONFRONTO – Analizzando i numeri la situazione tende a delinearsi più nitidamente. Per l’ex Feyenoord si contano 16 presenze su 17 partite di campionato, l’unica assenza è dovuta ad una squalifica alla quarta giornata. In tutte queste occasioni ha guidato la difesa per 90 minuti, senza mai essere sostituito. Il romanista non gode della stessa continuità: è sceso in campo solo in 9 occasioni, mai più di tre volte consecutivamente. Quando il giallorosso ha giocato la Roma non ha mai perso, ma avendo collezionato meno della metà dei minuti a disposizione la statistica tende ad indebolirsi. In casa Lazio, invece, regna una certezza, De Vrij sta crescendo di domenica in domenica e chiude ogni match tra i migliori in campo. Il laziale ha davanti a sé un futuro radioso, il romanista ha dalla sua una lunga esperienza. In conclusione, le squadre della Capitale possono contare su due ottimi difensori, ma chi ha avuto la meglio nell’intrigo di mercato si potrà stabilire solo in futuro, e magari qualche indizio arriverà proprio dal derby.

I PRECEDENTIDe Vrij è alla prima stagione in Serie A e non ha mai incontrato né Astori né la Roma. L’ex Cagliari, invece, si è incrociato con la Lazio in 6 occasioni. Il suo score è in perfetto equilibrio: 3 vittorie e 3 sconfitte. Ma il derby romano è altra cosa, potrebbe arrivare da questa sfida la conferma definitiva delle scelte fatte in estate. Non è dato sapere chi dei due sarà protagonista, ma se è vero che la storia è scritta dai vincitori, tutti i tifosi laziali si augurano di dover imparare a leggere l’olandese.

Gian Marco Torre

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