Pubblicato 05/03

LAZIO ROMA CORREA – Simone Inzaghi la mente, Joaquin Correa il braccio. Sono loro i protagonisti della notte che tutti i tifosi della Lazio sognavano. L’argentino ha trasformato in gol e giocate preziose le idee preparate a tavolino dal mister, risultando imprendibile per la difesa della Roma. Schierato titolare solo per il (mezzo) forfait di Immobile, il numero 11 non si è fatto prendere dall’emozione e ha iniziato sin da subito a far vedere calcio. Che poteva essere la sua notte lo si è capito, infatti, dopo appena 4 minuti: primo spunto e giallo a Juan Jesus, costretto al fallo per fermare la sua serpentina al limite dell’area. La zona di campo occupata dall’argentino ha messo in crisi i reparti giallorossi, sempre in ritardo quando cercavano di accorciare su di lui: 10 metri dalla linea dell’area di rigore, esattamente tra le linee di difesa e centrocampo romaniste.

I NUMERI – Non è un caso che proprio da lì parta l’assist a Caicedo per il gol dell’1 a 0, sicuramente il tocco più prezioso dei 40 realizzati da Correa nei suoi 78 minuti di gioco. Pochi tiri in porta (appena 1) ma tanta qualità sulla trequarti. Ed è stata questa a fare la differenza, insieme alla velocità: 84% la percentuale di passaggi riusciti, ovvero 21 su 25 tentati. Ma dicevamo velocità: ebbene sì, perché Correa ha corso a una media di 7,6 km/h, raggiungendo nello sprint i 34 km/h. Cifre pazzesche che hanno permesso alla Lazio di creare facilmente superiorità numerica nelle ripartenze. Uno di questi sprint ha poi portato al rigore del 2 a 0, realizzato da Immobile: uno scatto felino, fermato solo dall’intervento (inevitabilmente in ritardo) di Fazio. Velocità, dribbling ma anche sostanza: 7 duelli vinti, 5 falli subiti, l’unica arma della Roma per provare a fermare un talento in giornata di grazia.

UN BILANCIO – La Lazio torna a fare punti in uno scontro diretto in campionato, dopo il pareggio contro il Milan, raggiunto non a caso grazie a un gol di Correa. Una partita giocata al limite della perfezione, nella quale è mancato solo il gol. Ma, come promesso dall’argentino in zona mista, sarà per la prossima volta.

Marco Barbaliscia

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