FACCIA A FACCIA: Candreva-Cerci: la fantasia made in Italy

Foto Getty Images

In questo inizio di stagione hanno legittimato la loro bravura con buone prestazioni. Se il centrocampista della Lazio sta confermando settimana dopo settimana la sua definitiva maturazione, per Alessio Cerci ancora si attende il definitivo salto di qualità, quello che sembrava esser giunto nella seconda parte della stagione 2010/2011.

ANTONIO CANDREVA ha trasformato i fischi dei tifosi laziali  in applausi, diventando un elemento indispensabile nello scacchiere di Petkovic. Gol, assist ma anche tanta corsa e sacrificio per la squadra, l’hanno reso subito un pupillo della Curva Nord. In quest’inizio di stagione è ritornato a esser quel giocatore ammirato a Livorno. Sempre pronto ad aiutare le punte in fase offensiva, disponibile a soccorrere i difensori in difficoltà, il centrocampista biancoceleste non si è tirato mai indietro. Cesare Prandelli l’ha notato e non ha potuto far altro che convocarlo in Nazionale. Petkovic è convinto che sia solo l’inizio. I tifosi biancocelesti se lo augurano.

ALESSIO CERCI. Diverso il discorso per il centrocampista granata. Cresciuto nelle giovanili della Roma, da sempre designato con un futuro campione, ha esordito in Serie A a 16 anni e mezzo complice l’occhio lungo di Fabio Capello che non ha tentennato nel farlo giocare tra i grandi. Con Giampiero Ventura si consacra nel Pisa e arriva ai play off di Serie B. 26 presenze e 10 gol. Il ritorno in Serie A con l’Atalanta è sfortunato. 14 presenze e tanti infortuni frenano il suo talento che fatica a emergere anche nella Roma 2009/2010. A questo punto la svolta. Firenze per rinascere, per affermarsi. Il rapporto con Mihajlovic non è ottimo ma con un finale di stagione incandescente attira l’attenzione su di sé e dimostra di poter giocare a certi livelli. L’ultima stagione in viola è contrassegnata più da quanto accade fuori dal campo che nel rettangolo verde. In estate ritorno alla corte del suo tutore, Giampiero Ventura, con la maglia del Toro la sua stagione è iniziata bene. Già a quota 4 assist vincenti per lui ma la strada per diventare grande è ancora lunga.

QUALITÀ A CONFRONTO. Candreva fa del dinamismo la sua forza, ha un tiro esplosivo capace di disegnare traiettorie imparabili per i portieri (chiedere ad Amelia per conferma). Cerci è abile nell’uno contro uno. Potrebbe esser un ottimo numero dieci (alla Baggio per intenderci) se non fosse per un carattere che in alcuni frangenti ha stoppato la sua crescita.

Antonio Candreva e Alessio Cerci due giocatori che, dopo stagioni buie, si sono rimessi in discussione e vogliono tornare protagonisti della serie A. Piedi buoni, tanto estro e qualità per incantare là dove sognavano da piccoli di giocare e di essere protagonisti. Lazio-Torino è anche la loro occasione per mostrare nello stadio delle “notti magiche” la fantasia made in Italy.

di Giuseppe Opromolla

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