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FOCUS Bruno Alves vs Acerbi: la sfida tra due difensori a cui non si può rinunciare

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FOCUS FACCIA A FACCIA BRUNO ALVES ACERBI – “Le maglie bagnate di sangue e di sudore”, parole che risuonano nelle canzoni e tra i cori dei tifosi e che mancano ai giocatori biancocelesti. Gli spalti vuoti sono un fattore di cui la Lazio non sta beneficiando. I risultati e le prestazioni da dopo il lockdown non sono quelle di un anno fa. Inzaghi e i suoi però non demordono. Sanno che anche se lontani l’anima e il cuore dei tifosi gli è vicino. Dopo la vittoria con la Fiorentina è il momento di fare bene anche in trasferta. La Lazio, domenica 10 gennaio, va a Parma per proseguire la scia di risultati utili consecutivi. A scendere in campo due difensori che sono una certezza per entrambe le squadre: Francesco Acerbi e Bruno Alves.

Bruno Alves come un pittore

Nonostante i 39 anni d’età, Bruno Alves continua ad essere un giocatore indispensabile per il Parma. Non solo per la sua personalità ed esperienza. Oltre all’ottima fase difensiva, il portoghese contribuisce ad un’ornamentale costruzione di gioco che spesso parte proprio dai suoi piedi. Tesse i fili di ogni movimento dei compagni ed è in grado di vedere l’intero disegno dell’azione. Come un pittore, il campo da calcio per Bruno Alves è un’enorme tela su cui rovescia ogni colore possibile. Con il giusto carisma e qualità, si assume ogni responsabilità. L’anno scorso aveva raggiunto una media di circa 48 passaggi a partita. Questa stagione non è partita nel migliore dei modi per il Parma e per lo stesso Alves che ha contratto il Coronavirus. Con l’anno nuovo i gialloblù proveranno a migliorare, accompagnati dal pittore portoghese.

Private la Lazio di tutto, ma non di Acerbi

Private la Lazio di tutto, ma non di Francesco Acerbi. Una certezza per i biancocelesti, pochissime sono le assenze del Leone. Molti i tifosi che credevano che nessuno potesse fare meglio di De Vrij. Francesco con tutta la sua umiltà si è messo in gioco e in un men che non si dica ha conquistato il cuore di tutti. Ha saputo essere più forte di qualsiasi cosa, malgrado le difficoltà che ha vissuto in passato. Con l’Aquila sul petto è rinato ed ora è un uomo vero che comanda la difesa. Un leader con capacità tecniche per niente superficiali. Per pochi giorni la squadra e i sostenitori laziali sono stati in apprensione per l’infortunio subito contro il Verona. La sua assenza ha pesato per tre partite e i risultati ne sono stati la dimostrazione. Questa la prova che senza Acerbi la Lazio non è completa, ma quando è con lui non le manca niente.

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