KONKO ingrana la quinta e punta il suo record personale

LAZIONEWS.EUKONKO dà un calcio al suo demone: la fragilità muscolare, il suo più antico nemico, quello che gli sempre impedito di spiccare le ali proprio come fa Olympia in ogni partita casalinga. Il polpaccio destro come Tallone d’Achille: da quando è alla LAZIO l’esterno francese non è mai riuscito a sfondare il muro delle 35 presenze stagionali per via dei continui problemi fisici che lo attanagliano. Una condizione che ha fatto mugugnare spesso i tifosi (che lo hanno ribattezzato con un nomignolo molto indicativo: “Konkomodo“…) e che ha messo in crisi l’allenatore di turno, costretto ogni volta a cercare un degno sostituto tra le opzioni offerte dalla rosa. Le prove sono state molteplici (l’esperto SCALONI, il giovane CAVANDA, ma anche l’arretramento di GONZALEZ solo per citarne alcune) ed ogni volta il risultato era il medesimo: nessuno riusciva a garantire la copertura e, al contempo, la spinta offensiva di KONKO. Inutile negarlo: quando il terzino di Marsiglia è in forma rappresenta uno degli elementi cardine della formazione biancoceleste. Consapevolezza che non fa altro che aumentare il rammarico per le sue continue assenze.

SICUREZZA…QUANDO E’ IN CAMPO – La retroguardia laziale si fonda su poche ma assodate certezze: il senso dell’anticipo di BIAVA, la grinta di RADU e la corsa di KONKO. Una gazzella della quale REJA non riesce proprio a fare a meno. Giunto all’età di trent’anni, nel pieno della maturazione calcistica, “Bubù” vuole riscrivere la propria storia in biancoceleste e consacrarsi in maniera definitiva con la maglia della LAZIO. Le qualità tecniche per riuscire nell’impresa di certo non gli mancano, ma per farcela deve lasciarsi alle spalle i timori, le continue visite mediche in Paideia e quella terribile insicurezza che lo travolge ogni qualvolta avverte un dolore fisico.

LA VOLTA BUONA? – “Abbiamo fatto dei punti importanti in casa, abbiamo partite importanti davanti come contro il Napoli. Ormai sono tutte finali e noi ci proveremo fino all’ultimo”. Promette battaglia KONKO, è carico e vuole essere uno dei protagonisti di questo decisivo rush finale. E stavolta sembra avere la condizione fisica dalla sua: l’esterno francese scende undici gare di fila (tra campionato e coppa) e, se dovesse partecipare alle sei gare che mancano da qui alla fine, potrebbe eguagliare il “record” di 17 match consecutivi (da settembre a dicembre 2011, ndr) stabilito nella sua prima stagione in biancoceleste. Un traguardo da tagliare un po’ per orgoglio personale, un po’ per lanciare un messaggio alla dirigenza che ha iniziato a guardarsi attorno in vista della prossima stagione: “Il terzino destro del futuro posso essere ancora io!”.

Daniele Gargiulo

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