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La metamorfosi di Lulic: vita nuova da terzino, vecchie beghe sul contratto

“Senad ha grandi caratteristiche per questo ruolo”, l’ammissione di Pioli: ma il rinnovo sembra lotano…

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Pubblicato il 6/10 alle ore 12.42

LAZIONEWS.EU – La Lazio arriva alla seconda sosta per le nazionali guardando la classifica dall’alto del terzo posto e Pioli si gode il suo nuovo acquisto, un’arma preziosa per risalire la china dopo la cinquina di Napoli. Chi è? Il “vecchio” Senad Lulic. Il bosniaco pare tornato a vita nuova da quando è stato spostato nel ruolo di terzino e le incolori prestazioni di inizio stagione sembrano ora solo un lontano ricordo. Lento, impreciso e in difficoltà tecnica: questo il Lulic che i tifosi biancocelesti hanno tanto criticato nelle prime uscite stagionali. Un anatroccolo che torna cigno, un’evoluzione che mister Pioli si augurava e della quale può finalmente gioire: “Credo che Senad abbia grandi caratteristiche per quel ruolo: ha fisicità, passo, può attaccare meglio perché ha più spazio”. Ci aveva visto giusto il tecnico laziale.

30 E LODE – Una promozione in piena regola, e pure a pieni voti. Complice il momento difficile di Radu, negli ultimi tempi poco puntuale all’interno degli ingranaggi difensivi biancocelesti, Lulic ha accettato di fare un passo indietro, tornando a vestire i panni del terzino. Così a suon di cavalcate sulla fascia ha convinto Pioli, e forse anche se stesso. Perché il fatto che quel ruolo non gli sia mai andato a genio non è un segreto e il numero 19, eroe della storica coppa Italia alzata al cielo dai biancocelesti il 26 maggio 2013, si è sempre sentito maggiormente a suo agio nella posizione di mezz’ala nel centrocampo a tre. In passato le sue doti lo hanno portato ad essere decisivo anche in quel sistema di gioco, con accelerazioni in grado di mettere in seria difficoltà le difese avversarie. Negli ultimi tempi la palla scottava tra i piedi, sembrava pronta a schizzare via alla minima imperfezione, così col momentaneo passaggio al 4-2-3-1 per il bosniaco in mediana si sono chiusi gli spazi. Prima di dirottarlo come quarto di difesa Pioli lo ha provato da esterno nel terzetto dietro la punta, ma sulle fasce la Lazio ha giocatori con maggiore qualità e imprevedibilità. Quale futuro quindi per Lulic in una formazione che sulla carta sembra poter fare a meno di lui?

STRADE PARALLELE – Per immaginare cosa sarà del bosniaco bisogna seguire due strade diverse, ma che corrono parallele. Il futuro di Lulic potrebbe essere iniziato il 23 settembre scorso: la Lazio si presenta all’Olimpico a tre giorni di distanza dalla disfatta di Napoli e in un momento così delicato con la fascia al braccio c’è proprio Senad, nelle vesti di terzino. Di fronte c’è il Genoa, trentacinque giri d’orologio, Lulic rientra sul destro e crossa per Djordjevic posizionato perfettamente sulla linea del fuorigioco: palla spizzata e rete che si gonfia. Un assist al bacio per ritrovare fiducia, una prestazione solida per convincere Pioli e i laziali tutti. A Verona la conferma, altra prova precisa e nuovo esame superato. Poi il turnover e maglia da titolare che contro il St. Etienne torna a Radu, ma il tecnico emiliano non cambia idea e nell’importante match col Frosinone chiama di nuovo in causa il numero 19. Gara stoica e crampi sul finire, ma dal punto di vista tecnico la svolta pare ormai cosa fatta. Per un sentiero lungo il quale le nubi si diradano, ce n’è un altro che all’orizzonte ha al momento ben poco di biancoceleste. Il contratto dell’esterno è in scadenza nel 2017 e voci di mercato parlano di un rinnovo molto difficile, se non impossibile. Le parti sono distanti, Lulic chiede un adeguamento che la società non pare disposta a garantirli, ma chissà che la sua rinascita non possa sbloccare definitivamente la situazione. In estate il prezzo è stato fissato: Lotito chiede 18 milioni per il cartellino del nazionale bosniaco, ma la le leggi del mercato potrebbero essere stravolte dalle lodevoli sgroppate dell’esterno, nelle ultime giornate tra i migliori del campionato da esterno basso. Un matrimonio che bivacca sull’orlo del precipizio: da una parte c’è l’addio, dall’altra una seconda vita laziale, rigorosamente nella posizione da terzino a tutta fascia.

Gian Marco Torre

@torre_gm

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