Lazio, la troppa convinzione ti frega: quanti punti buttati con le “piccole” sul finale!

LAZIO – Sono tanti, troppi, i punti persi contro le “piccole” in campionato. La squadra di Inzaghi spesso e volentieri domina il match e tiene il vantaggio fino agli ultimi minuti, quando poi inspiegabilmente crolla mentalmente e subisce gol. In questa stagione è successo davvero troppe volte, ed è un dato che fa riflettere: sembra come se la Lazio affronti squadre di rango più basso con troppa convinzione, non chiudendo in tempo la gara e poi pagando i gol subiti nel finale.

I RISULTATI PARLANO CHIARO – Altro che problema big. La maledizione della Lazio sono le “piccole”, e in particolare gli ultimi minuti. La prima volta, nel campionato in corso, è successo contro la Sampdoria. Dopo un match ricco di colpi di scena, i biancocelesti si sono fatti segnare il gol del 2-2 al 99′ da Saponara.
Era dicembre, e due mesi dopo è successo ancora contro l’altra ligure. Dopo un’ottima partita della squadra di Inzaghi, al 93′ Criscito ha segnato un gol meraviglioso che ha portato in vantaggio il suo Genoa.
La beffa più grande è stata forse la Spal. La Lazio, autrice di una buona gara a Ferrara, si è vista segnare il gol del vantaggio da Petagna, su rigore, al minuto 89.
3 giorni dopo, nonostante la voglia di ripartire, il copione si è ripetuto. Contro il Sassuolo è stata una gara combattuta e sofferta, soprattutto nel secondo tempo. Anche questa volta all’89’ è arrivato un gol degli avversari: a segnare è stato Berardi, che a tu per tu con Strakosha non ha sbagliato. Questa volta, fortunatamente, la Lazio ha reagito, andando a segnare il gol del 2-2 al 95′.

TROPPI PUNTI PERSI NEL FINALE – Sarebbero stati 10, tra Sampdoria, Genoa, Spal e Sassuolo, i punti persi nel finale, se solo ieri Lulic non avesse segnato quel gol al 95′. Con la parità ristabilita contro i neroverdi, e dunque senza punti persi nel finale, dobbiamo considerare solo le 3 precedenti sfide. Contro Sampdoria, Genoa e Spal, i biancocelesti hanno perso 8 punti preziosissimi. Resta il rammarico per delle occasioni buttate, per una classifica che oggi direbbe altro, se solo non ci fossero state queste sviste. Se non fossero arrivati questi gol nel finale, la Lazio adesso avrebbe 8 punti in più, e sarebbe a 57 (con una partita in meno): addirittura al terzo posto insieme all’Inter e a -7 dal Napoli, con una gara ancora da giocare. Sarebbe decisamente un altro campionato.

NON SOLO SUL FINALE – Il problema non sono solo gli ultimi minuti. Spesso la Lazio è andata in vantaggio e ha poi preso gol a gara in corso, non riuscendo dunque a portare a casa la vittoria. È accaduto all’andata con il Sassuolo, quando al gol di Parolo ha risposto Ferrari. Stessa cosa con la Fiorentina, con il gol di Muriel al 61′ dopo la rete di Immobile nel primo tempo.

TROPPA CONVINZIONE Parole da vero capitano quelle pronunciate da Senad Lulic ieri, dopo la gara. “Bisogna chiudere le gare prima per portare a casa il successo. Creiamo occasioni, dobbiamo sfruttarle meglio. E soprattutto non beccare gol dopo essere andati sopra. Forse eravamo troppo sicuri e abbiamo pensato di averla già vinta, poi invece rischi anche di perderla” ha dichiarato il bosniaco nel post partita. La chiave è proprio lì: “forse eravamo troppo sicuri e abbiamo pensato di averla già vinta”. La troppa convinzione ha giocato brutti scherzi alla Lazio, ieri, ma anche nelle gare già citate. Non ci sono partite semplici, non ci sono squadre inferiori: ci sono battaglie da affrontare sempre allo stesso modo, e da vincere. Nessuna partita si vince prima del fischio finale.

Josephine Carinci

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