LEDESMA VS INLER, le fondamenta delle squadre fatte di quantità e qualità

Pubblicato l’8 aprile

NAPOLI-LAZIO, IL FACCIA A FACCIA
Moduli diversi e precisi: da una parte il 4-2-3-1 di Benitez, dall’altro il 4-3-3 di Reja che ha chiaramente detto di aver trovato la giusta quadratura del cerchio con questo schieramento tattico. Napoli e Lazio, due squadre diversissime, si affronteranno domenica pomeriggio alle ore 15.00 nella consueta bolgia del ‘San Paolo’: una attacca a spron battuto sfruttando le qualità dei suoi trequartisti, l’altra aspetta l’avversario e riparte con le ficcanti accelerazioni dei due esterni di attacco. Sarà il terzo incrocio stagionale tre le due squadre con i partenopei che hanno battuto i biancoceleste nei due precedenti: un sonoro 2-4 all’andata e l’1-0 in Coppa Italia. Inler è stato protagonista di ambedue i match regalando anche l’assist del vantaggio a Higuain nella gara di andata, alla quale Ledesma non ha preso parte perché Petkovic gli aveva preferito Biglia. Ma l’argentino ha un feeling particolare contro il Napoli, squadra alla quale ha segnato due rete in carriera con la maglia della LAZIO, l’ultimo datato 7 aprile 2012. Ed è proprio dal quel giorno di due anni fa, che il numero 24 non trova più la via del gol. Perni delle due squadre, giocatori fondamentali per i due allenatori: la sfida tra Ledesma e Inler indirizzerà il match.

LEDESMA VS INLER, le fondamenta delle squadre fatte di quantità e qualità
Difficile che appaiano nel tabellino dei marcatori, difficile che balzino nei titoli dei giornali. Ma il lavoro e l’importanza di Ledesma e Inler non può essere del tutto quantificato. Trottolini infaticabili, farciscono il gioco delle rispettive squadre con tanta quantità senza tralasciare la qualità. Non sono registi “geniali” alla ‘Pirlo’, non sono “solo” gli addetti ai tackle, sono i perni delle due squadre. Dai loro piedi si dipana la matassa del gioco, loro puliscono palloni e con una regia lucida e geometrica tessono le trame del gioco. Quando non sono in campo si sente la loro mancanza, quando giocano passano sotto traccia ma alla fine della partita le statistiche inchiodano tutti: sono loro i giocatori che effettuano il maggior numero di passaggi, spesso sono nella top-ten dei palloni recuperati. L’intelligenza e la sagacia tattica che posseggono permette loro di farsi trovare sempre smarcati in fase di possesso palla e sempre sulla linea del passaggio in fase di non possesso. In più, sono leader indiscussi con i fatti non con le parole. Sono quelli che danno l’esempio, sono ‘gli autorevoli’, dote che non si compra ma che si conquista giorno dopo giorno negli allenamenti.

Cristian Daniel Ledesma
Nato a Buenos Aires il 24 settembre 1982 Ledesma muove i suoi primi passi nelle giovanili del Boca Juniors, squadra con la quale non riesca mai ad esordire perché nel 2001 Panteleo Corvino, allora direttore sportivo del Lecce, lo porta in Salento. Il suo esordio in Serie A e nel professionismo avviene il 10 marzo 2002 nella sconfitta contro l’Atalanta per 2-1, stagione chiusa con la retrocessione. L’anno successivo diventa titolare inamovibile del Lecce guidato da Delio Rossi e risale subito in A. Rimane in Puglia fino al 2006 mettendo assieme 126 presenze e 4 gol. Dal 2006-07 veste la maglia della LAZIO e diventa subito fondamentale per gli schemi di gioco della squadra, come lo è ora. In totale con la Lazio mette assieme 294 partite, condite da 13 gol e 36 assist. In stagione, dopo un inizio difficile in cui Petkvovic gli preferiva Biglia, è tornato titolare inamovibile con Reja: per lui 28 presenze complessive e tre assist.

Gökhan Inler
Nato in Svizzera a Olten il 27 giugno 1984 Inler muove i suoi primi passi nelle giovanili del Soletta e poi del Basilea ma fa il suo esordio nel calcio professionistico nel Basilea II, nella terza categoria elvetica. Nel gennaio 2005 viene acquistato dall’Aarau, società con la quale esordisce anche nella massima serie svizzera, per poi passare nel 2006 con il Zurigo. Nell’estate del 2007 arriva all’Udinese per 2 milioni di euro: trova l’esordio in A e il primo gol “italiano” il 31 ottobre 2007. Resta in Friuli per 4 anni, crescendo con grande costanza e viene inserito nel Miglior Undici del campionato 2010-11. Per lui un totale di 162 presenze, 9 gol e 16 assist con la maglia bianconera. L’11 luglio 2011 viene acquistato dal Napoli: per lui 128 presenze 12 gol e 11 assist. In stagione per lui 40 presenze, 4 gol  e 3 assist.

Carmine Errico
Twitter: @carmineerrico

 

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