Parolo vs Kramer, lo stakanovista di Pioli e il Campione del Mondo senza ricordi

BAYER-LAZIO, IL FACCIA A FACCIA – Si gioca alla BayArena di Leverkusen una delle sfide più importanti del passato recente biancoceleste. Bayer-Lazio vale l’accesso ai gironi di Champions League, e dopo l’andata vinta 1-0 dagli uomini di Pioli all’Olimpico, il match di ritorno non potrebbe essere più aperto. “Servirà equilibrio, dovremo attaccare da squadra e difendere nello stesso modo“, ha dichiarato grintoso il tecnico biancoceleste. I tedeschi, dal canto loro, tenteranno l’assalto fin dall’inizio, spinti dai 28mila tifosi chiamati a raccolta. In questo scenario sarà fondamentale coprire al meglio le zone nevralgiche del campo: al centro dei due schieramenti agiranno Parolo e Kramer, tuttofare della mediana, pedine fondamentali per Pioli e Schmidt.

STAKANOVISTA PAROLO – L’estate scorsa il suo acquisto è passato sotto traccia: un centrocampista completo in grado di rafforzare la mediana, che non ha scaldato gli animi dei supporter. Marco Parolo ha rapidamente fatto ricredere tutti i laziali, rivelandosi l’arma segreta della Lazio targata Pioli. Un instancabile corridore, sempre pronto ad azionare il suo radar, alla ricerca degli spazi che le difese avversarie inevitabilmente concedono. Ottimo anche in fase di copertura e successiva impostazione, le doti del centrocampista lombardo si fanno apprezzare soprattutto nella metà campo avversaria, quando c’è da mettere in apprensione difese e portieri. Non solo inserimenti sotto porta, ma anche un potente e preciso tiro dalla distanza, hanno contribuito con 10 gol all’entusiasmante cavalcate della scorsa stagione biancoceleste. Parolo è una delle pedine a cui Pioli non rinuncia mai: lo scorso anno è stato il calciatore più impiegato in assoluto, con 34 presenze e ben 3186 minuti giocati. In questa rovente estate laziale è stato costretto a guardare da fuori la sfida di Supercoppa contro la Juventus, tenuto lontano dal campo a causa di una squalifica. Alla prima occasione disponibile Pioli gli ha riconsegnato la sua maglia, concedendogli 90 minuti nella sfida d’andata contro i tedeschi e un’altra gara intera solo 4 giorni dopo, nel debutto stagionale in Serie A contro il Bologna. A 30 anni Parolo è maturato definitivamente ed è alla sua esperienza di club più importante; dopo Cesena e Parma, con il quale ha conquistato la convocazione per il Mondiale brasiliano del 2014, ora l’obiettivo è chiaro: 90 minuti di fuoco per riuscire a giocare la Champions, con l’aquila sul petto.

KRAMER, CAMPIONE SENZA RICORDI – Jolly di centrocampo generoso, dal rendimento incredibilmente continuo: Kramer ha completato la sua crescita ed è pronto a prendersi i palcoscenici più importanti di Germania e dell’Europa intera. Nato a Solingen nel 1991, è cresciuto calcisticamente nelle giovani delle Aspirine, fatto salvo per una parentesi di due anni nel Fortuna Dusseldorf. Poi il ritorno a casa e il prestito al Borussia Monchengladbach, dove la scorsa stagione è stato tra i principali protagonisti, collezionando ben 39 presenze che gli sono valse il nuovo ritorno a Leverkusen. In mezzo un’esperienza incredibile con la Nazionale tedesca, che più beffarda non potrebbe essere. Il centrocampista, ottimo nell’interdizione e abilissimo nel costruire l’azione offensiva dopo aver contrastato gli avversari, è molto stimato dal ct Low, tanto da aver partecipato attivamente alla vittoria della Coppa del Mondo tedesca dello scorso anno. Il tecnico lo ha mandato in campo dal primo minuto nella finalissima con l’Argentina, ma il destino aveva per lui altri piani: intorno alla mezz’ora un duro scontro con Garay gli è stato fatale, il centrocampista, colpito alla testa, non ha alcun ricordo di quella partita. “Arbitro, ma questa è la finale?, chiese a Rizzoli dopo essersi rialzato dal contrasto. Immediatamente sostituito, i ricordi, assicurano i medici, difficilmente torneranno, ma Kramer è riuscito a mettersi alle spalle il brutto episodio, ripartendo alla grande. Giocare la Champions è un sogno che coltiva da bambino, un ricordo da costruire con il sudore e stavolta custodire sotto chiave: Kramer ora si augura di battere proprio la Lazio del mito Klose, che però non sarà della sfida visto l’infortunio accusato nel match d’andata.

Gian Marco Torre

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