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FOCUS La primavera di Marusic, sbocciato sulla fascia sinistra

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FOCUS MARUSIC LAZIO – Dal Vozdovac alla Lazio, una crescita continua. Adam Marusic, impegnato in questi giorni con il Montenegro, nonostante l’età ha già vissuto più carriere. Nato calcisticamente sull’out di destra, ha fatto l’ala, il mediano, il difensore centrale, prima di disputare la sua miglior stagione dalla parte opposta, a sinistra. Un viandante del prato verde, insomma, che con l’Aquila sul petto sembra aver trovato la giusta dimensione.

Marusic, cambiare per crescere

Il calcio è bello perché è vario. E ci scuserà il mondo se per qualche secondo gli togliamo questa prerogativa. Ma, soprattutto, il calcio è bello perché varia. Le certezze sono poche quando il pallone rotola: andrà a destra o sinistra? Salirà o scenderà? Possiamo solamente fare delle previsioni, esercitarci a controllarne le perfette inesattezze del moto. Ma a comandare sarà sempre lei: la palla. E così è per tutto ciò che ne consegue. Un giocatore confermerà le abilità precedente mostrate o scadrà nell’anonimato? Si reinventerà per rimanere a un certo livello o finirà in uno dei più classici “ma te lo ricordi”? In estate la carriera di Adam Marusic sembrava esser giunta a questo bivio. Il montenegrino non aveva trovato grande spazio e continuità nella stagione 2019/20 appena conclusa, e sul suo futuro si erano addensate minacciose nuvole. Difficile capire allora se la Lazio fosse pronta a credere in lui. Sì, Lulic era ancora infortunato, ma per l’out di sinistra era appena arrivato Mohamed Fares dalla SPAL e il 77 sembrava destinato ad un’altra stagione da comprimario al saettante Lazzari. E invece, svestiti i panni del discontinuo laterale destro, Marusic non solo si è rivestito sulla fascia opposta ma si è anche corazzato, diventando un esterno sinistro di ottimo livello.

Da destra a sinistra: l’intuizione di Simone Inzaghi

A giudicarla ora, la mossa di Simone Inzaghi è stata non azzeccata, di più. Il salto di fascia ha sorpreso tutti. Ma a far stropicciare ancora di più gli occhi a tifosi e addetti ai lavori sono la qualità e la continuità con le quali il montenegrino si è calato nella nuova dimensione. Provato lì sul finire della scorsa stagione, quella che sembrava un’idea emergenziale si è trasformata in una splendida visione. A cambiare, però, non è stato solamente il contesto tattico, ma anche e soprattutto la testa di Marusic. Il ragazzo ha iniziato a credere di più nelle sue qualità. A mostrare tutto il potenziale dell’arsenale senza aver paura.

Alle origini di Marusic

L’allenatore della Lazio, tuttavia, non è stato il primo a pensare a Marusic sulla sinistra. Già l’1 dicembre 2012, infatti, Mihailo Ivanovic, allora tecnico del Vozdovac, schierò il montenegrino come esterno di sinistra in un centrocampo a cinque. E, sebbene la sua miglior stagione realizzativa (6 gol e 3 assist) arrivi nel 14/15 da ala destra nel KV Kortrjik di Yves Vanderhaeghe, l’anno seguente è Johan Walem a riportare Marusic alle origini. Il 29 ottobre 2015, in occasione della sfida all’Anderlecht, il classe ’92 gioca sulla sinistra e segna il gol del definitivo 1-1. A onor del vero, però, nonostante l’ottima prestazione solamente un’altra volta l’allenatore lo riproporrà in quel ruolo. Curiosamente contro un’altra grande del calcio belga, lo Standard Liegi. Biancorossi che, in qualche modo, il destino ha legato calcisticamente al cambio fascia del giocatore montenegrino. Dopo esser passato al KV Oostende e aver iniziato da terzino destro, infatti, il 30 ottobre 2016 sarà schierato da Vandehaeghe sull’out opposto. Una soluzione per sopperire agli infortuni che verrà riadottata in altre dodici occasioni.

E nella Capitale?

In tre anni e mezzo di Lazio, invece, le volte in cui Marusic è stato impiegato sulla sinistra prima della stagione in corso si contano sulle dita di una mano. La prima in un Lazio – Bologna, terminata 1-1, del marzo del 2018, quando, con Felipe Anderson sulla destra, il montenegrino traslocò per sostituire Lulic. Le altre contro Atalanta, stagione 2018/19, e Napoli, ultima giornata dello scorso campionato nella quale fornì l’assist che permise a Immobile di laurearsi Scarpa d’Oro.

Nuovo ruolo, nuove abitudini

Dopo una prima stagione positiva, con 39 presenze 3 gol e 5 assist, il 77 sembrava essersi perso. Qualche infortunio di troppo, l’arrivo di uno straripante Lazzari e il crescere del numero nella casella ‘panchine’ lo aveva posto in ombra. Il suo carisma sembrava essersi rattrappito: appariva spesso insicuro, spaesato. Almeno fino all’inizio di questa stagione, nella quale è tornato a convincere, inanellando già 36 presenze, 2 gol e 5 assist. A un passo da battere ogni record personale con l’Aquila sul petto. La svolta nella svolta è stata Lazio – Napoli del 20 dicembre 2020. Marusic è infatti un giocatore che ha nella gamba la sua più grande qualità, ma che va in difficoltà se chiamato a difendere. Il tutto aggravato dal fatto che, sia per crossare che difendere, il suo piede forte giocando a sinistra si troverà verso il centro del campo. Ebbene, dopo mesi in cui gli si riconosceva impegno, ma al contempo si imputava il poco utilizzo del piede debole, nella serata pre-natalizia dell’Olimpico dopo pochi minuti pennellò un cross di sinistro al bacio, che Ciro Immobile non dovette far altro che depositare alle spalle di Ospina. Fu proprio il bomber laziale a correre verso il compagno e a scuoterlo come a dire ‘vedi che lo sai usare bene anche quel piede’. Da quel momento il tappo sulla stagione di Marusic è definitivamente saltato. Sono arrivate le perle con Atalanta e Udinese, nonché una serie di prestazioni (anche da centrale di difesa) da applausi.

Presente e futuro

Con la società il montenegrino sta discutendo il rinnovo di contratto. Ma pare scontato, dopo un’annata del genere, che il matrimonio con la Lazio sia destinato a proseguire. Gol, assist e tanti complimenti, nonché una continuità di presenza (nella stagione in corso ha saltato solamente una partita: nessuno come lui nell’intera rosa) fanno ben sperare per il futuro. Adam Marusic, da destra a sinistra: il fiore più colorato nel primaverile giardino laziale.

Daniele Izzo

Pubblicato il 31/03/2021

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