REJA ha un asso nella manica: i giovani “educati” da BOLLINI

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LAZIONEWS.EU – “Penso che la società abbia cercato di avvicinare un po’ di giovani. Bisogna trovare il momento giusto per poterli inserire. Se dovessimo andare avanti anche in Coppa avremo una partita ogni tre giorni. La rosa deve essere adeguata. È un po’ più robusta rispetto a quella che avevo io. Il mercato chiude il 30 gennaio, devo valutare velocemente i giocatori”. Parole e musica di Edy REJA nella conferenza stampa successiva alla vittoria della LAZIO contro l’INTER. E ancora: “Son convinto che tutti daranno una grossa mano, sia i vecchi che i giovani e che ci sarà una grande integrazione”. Ancora le parole di REJA nella conferenza stampa di presentazione. Messaggio chiaro: all’inizio mi affido a chi conosco già, cioè alla vecchia guardia, ma i giovani avranno un ruolo importante. E le parole sono chiaramente confermate dai fatti: la scelta di Alberto BOLLINI, mago della Primavera biancoceleste, come vice allenatore. È questo l’asso nella manica del nuovo allenatore della LAZIO. Quindi, a differenza della sua precedente esperienza, possono essere i vari ANDERSON, PEREA, KEITA, VINICIUS, senza dimenticare ONAZI, quel qualcosa in più che era mancato. La freschezza fisica e mentale dei giovani biancocelesti unite al loro entusiasmo possono fungere da traino anche per le motivazioni dei “vecchi”. E poi, ragionando praticamente, sono giocatori che allungano una panchina sempre troppo corta in passato. Una panchina, però, di qualità.

I GIOVANI, l’ASSO NELLA MANICA – “KEITAE’ formidabile nell’uno contro uno, salta l’uomo, mi serve gente così”. Ancora parole di REJA prima che venisse ufficializzato il suo arrivo alla LAZIO. Il giovane della Cantera si è  messo in mostra già con Petkovic , a cui va giustamente dato il merito di aver svezzato il giovane talento nel modo giusto, ed è pronto a confermarsi e a crescere anche con il nuovo allenatore. Le parole di REJA su KEITA raccontano della stima che il tecnico goriziano prova nei suoi confronti, stima che l’attaccante sente e che vuole ricambiare. Basta infatti vedere la grinta che ha messo in campo nell’amichevole contro il Grifone Monteverede, partita nella quale è stato protagonista. E altro protagonista di quella sfida è stato ANDERSON, autore di una marcatura, di tante belle giocate e di  assist. Il numero 7 biancoceleste con Petkovic praticamente non ha avuto spazio, se non a sprazzi, e vuole mettere in difficoltà REJA nelle scelte. E non è un caso che sia uno di quelli che sta dando di più in allenamento: lo certificano  i 3 gol nella partitella di ieri e l’impegno che sta profondendo in ogni seduta. E chissà se REJA punterà “davvero” anche su VINICIUS, l’oggetto misterioso del mercato. Al momento non è mai sceso in campo, è stato convocato poche volte per le partite ufficiale ed è finito fuori dalla lista UEFA. Eppure in stagione la fascia sinistra è stata spesso senza padrone e ci sarebbe potuto essere spazio per lui. Invece Petkovic gli ha sempre preferito Pereirinha, Konko, Lulic o Cavanda scegliendo di mettere in campo giocatori fuori ruolo piuttosto che dargli una chance. Occasione che potrebbe avere con REJA. Infatti,  ieri BOLLINI si è dedicato appieno al terzino brasiliano lavorando a stretto contatto con lui e fornendogli molti consigli e indicazioni tattiche. ONAZI, invece, è già parte della “squadra titolare”, mentre per PEREA forse servirà un po’ di tempo, non è un caso che nell’amichevole contro il Grifone Monteverde REJA abbia fatto partire FLOCCARI titolare nella ripresa per poi concedere solo un ventina di minuti di campo al colombiano.

BOLLINI, SCELTA GIOVANE – Nella scelta societaria, avallata appieno da REJA, di promuovere BOLLINI come allenatore in seconda si legge l’importanza che potranno avere i giovani nel prossimo, seppur non immediato, futuro della LAZIO. Il “mago” delle giovanili è stato chiamato in Prima squadra proprio per creare quel filo comune con la Cantera e per sviluppare nel miglior modo possibile le qualità dei giovani potenziali talenti provenienti dalla Primavera. Chi meglio di lui può guidare la crescita dei giovani senza “bruciarli” ma facendoli sentire importanti? Ieri erano sette (Tounkara, Lombardi, Serpieri, Elez, Pollace, Crecco e Ilari) i ragazzi della Primavera che si sono allenati con la Prima squadra. Il che non vuol dire che siano in Prima squadra ma questa scelta ha avuto l’intento di mandare un messaggio preciso ai ragazzi: se lavorate bene e continuate ad allenarvi con umiltà, potrete diventare parte integrante della Prima squadra. Ed ecco che tutti i tasselli del “progetto giovane” sbandierato da Tare e Lotito, cominciano a disporsi nel modo giusto perché tutti i pezzi del puzzle cominciano a incastrarsi a perfezione.

Carmine Errico
TWITTER:@carmineerrico

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