Roma-Lazio dalla A alla…Z

LA PARTITA DALLA A ALLA…Z – Sarà l’ennesimo derby “ad alta tensione”, che novità.  Nella stracittadina delle curve disertate e dei danni economici rilevanti per entrambe le compagini, anche piazza di Spagna sarà blindata e per la gioia del Questore arriveranno 50 fra ultrà del West Ham, del Madrid e del Wisla. In una partita, leggendariamente destinata a dividere, i protagonisti hanno avuto modo di commentare l’atmosfera surreale che si prospetta:  “I derby esulano dai pronostici, non ci sono favoriti. Sappiamo che la Roma è forte ma noi vogliamo vincere a tutti i costi”, questo il Pioli-pensiero. Anche Garcia ha detto la sua: “Vogliamo i 3 punti. Ci darebbero molta fiducia, inoltre potrebbero riportarci al primo posto in classifica”. Un derby imperdibile, in tutti i sensi, come sempre. Atipico per l’assenza del solito tifo, importante ed acceso ai fini della classifica. La sfida tra Roma e Lazio delle ore 15 promette il solito mix di tensione e spettacolo: una sconfitta, infatti, avrebbe risvolti difficili da gestire sia per Garcia che per Pioli. Ma più che di risultato, è questione di ambiente.

A di Anderson, regalaci un sogno. Sarà il terzo derby per il talento brasiliano:  in quello d’andata di Gennaio fu proprio lui a siglare il momentaneo doppio vantaggio della Lazio prima di subire il duro colpo alla coscia, mentre in quello di ritorno non riuscì ad incidere. Felipe conosce bene l’importanza di questa partita, i tifosi della Lazio si affidano alle sue giocate perché sanno che se sta vivendo un momento di buona forma. Quattro gol in undici partite siglate fino ad ora sembrano davvero un po’ pochi: riuscire a confezionarne uno al derby, magari proprio quello decisivo, lo potrebbe ergere a simbolo di lazialità, come accadde a Candreva dopo qualche derby fa.

B di Buona fortuna. Cara Lazio, te ne servirà. Non solo perché avrai davanti una delle migliori squadre del campionato, ma soprattutto perché il tuo momento critico potrebbe svanire in un attimo oppure addirittura peggiorare. Molto dipenderà da questo derby, l’equilibrio instabile su cui poggia il gruppo ne potrebbe risentire nel caso in cui stasera fosse di nuovo sconfitta. E allora “Buona fortuna amore, nel viaggio che farai…”, che sia una gloriosa corsa verso una splendida, inaspettata, incredibile vittoria.

C di Classifica. Roma-Lazio tra i derby più accesi del mondo. La Cnn nello stilare una classifica dei derby più accesi, ha inserito proprio quello delle due squadre capitoline secondo posto solo dopo Celtic-Rangers. Dopo il derby di Roma c’è Boca Juniors vs River Plate (Argentina), Al Ahly vs Zamalek (Egitto), Galatasaray vs Fenerbahce (Turchia), Olympiacos Pireo vs Panathinaikos (Grecia), Stella Rossa vs Partizan (Serbia), Wydad vs Raja (Marocco), Corinthians vs Palmeiras (Brasile), Peñarol vs Nacional (Uruguay).  Non esistono parametri matematici, se si escludono i dati sugli spettatori: lo “studio” verte quasi esclusivamente su fenomeni sociali, culturali, religiosi o politici di una rivalità. Per impelagarsi in questo tipo di classifica bisognerebbe quantomeno aver visto dal vivo i derby più popolari del pianeta e accesi del pianeta dopo aver conosciuto, tastato e analizzato l’atmosfera delle tifoserie e della città nei giorni che precedono la stracittadina.

D di Djordjevic re della Doppietta. Nel freddo di Trondheim si è rilanciato ed ha spiccato il volo Filip Djordjevic. Con i due gol rifilati al Rosenborg il serbo si è candidato ad una maglia da titolare nel derby aprendo così il ballottaggio con Klose. E’ in fase ottimale, potrebbe essere proprio lui la sorpresa ma anche il leader di questa Lazio spesso in balia di se stessa, più che degli avversari. Pioli potrebbe proprio affidarsi a lui per sconfiggere i cugini, sperando forse di vederlo di nuovo esultare, più forte di giovedì scorso, più forte delle critiche piovute nelle scorse settimane.

E di Eventi drammatici. Durante un derby capitolino, il 28 ottobre 1979, trovò la morte la seconda vittima italiana della violenza negli stadi: un sostenitore della Lazio, Vincenzo Paparelli, venne ucciso da un razzo sparato da un diciottenne tifoso della Roma, che attraversò tutto il campo di gioco da un lato all’altro, percorrendo oltre 250 metri e finendo proprio nell’occhio della vittima. Paparelli venne trasportato verso l’ospedale Santo Spirito, decedendo durante il tragitto. Allo stadio, una volta diffusa la notizia del decesso del tifoso laziale, i sostenitori biancocelesti chiesero la sospensione del match. Tuttavia, per evitare ulteriori incidenti, fu scelto di disputare normalmente la gara; questa scelta scatenò l’ira dei tifosi laziali che iniziarono a lanciare oggetti in campo. Wilson e Giordano si fermarono a lungo per cercare di calmare la propria tifoseria, senza però riuscirci. Nel disordine generale l’arbitro D’Elia fischiò l’inizio del derby, con le proteste che si affievolirono col passare dei minuti, grazie anche all’intervento delle autorità. Un evento invece molto particolare ebbe luogo nel derby del 21 marzo 2004. Sette tifosi della Roma, dopo aver scavalcato le recinzioni ed essere arrivati a bordo campo, chiesero al capitano della Roma, Francesco Totti, di pretendere dal direttore di gara l’interruzione della partita a causa di un presunto evento funesto- Si diffuse sugli spalti, infatti, la voce, poi rivelatasi infondata, circa la morte di un ragazzo che sarebbe stato investito da una camionetta della polizia. Dopo 25 minuti di sospensione della partita, l’arbitro Rosetti decise di interrompere definitivamente la gara, ricordata negli anni successivi come “il derby del bambino morto”.  

F di Film d’autore. La rivalità tra Lazio e Roma fin dalle sue origini è stata più volte rappresentata nei suoi aspetti più vari, sia sul piccolo che sul grande schermo. Nel 1957 il derby capitolino compare nel film “Il marito”, in cui il romanista Alberto Sordi vede dal balcone i tifosi laziali recarsi allo stadio per il derby e grida loro “Anvedi ‘sti sfollati! A profughi! A zozzi laziali!. Nel 1983 il film “Il tifoso, l’arbitro e il calciatore” mette in scena un derby reso comico da Amadeo, interpretato da Pippo Franco, che per non scontentare né il padre, romanista, né il suocero, laziale, si cimenta in rocamboleschi cambi di colori per assistere al derby. Sei anni più tardi, nel 1989, sono Angelo Bernabucci e Maurizio Mattioli ad impersonare due tifosi giallorossi nel film “Fratelli d’Italia”; nella commedia “Tifosi” a sostegno dei biancocelesti, impegnati nella gara casalinga contro l’Inter, c’è il laziale Christian De Sica, nei panni di Cesare Proietti. Nel 1991 Ricky Tognazzi tenta di mettere in luce gli aspetti più controversi delle tifoserie, come emarginazione e violenza, nel film “Ultrà”, che sancì la spaccatura tra Claudio Amendola, che interpretava un ultrà romanista, e la Curva Sud. Il derby di Roma fa una piccola comparsa anche nel film “Mangia prega ama”,del 2010, dove Julia Roberts, impersonando la scrittrice Elizabeth Gilbert, assiste, in un bar gremito di tifosi giallorossi, al derby, esultando alla rete decisiva di Amantino Mancini, sebbene nel romanzo da cui è stata tratta la pellicola, la scrittrice sia simpatizzante per i biancocelesti.

G di Goleada. La prima, quella del 31 ottobre 2007, Roma-Lazio 3-2. Gli uomini di Delio Rossi riuscirono a sbloccare la gara con Rocchi prima di subire le reti di Vucinic, Mancini e Perrotta. Poi arriva quella del 19 marzo 2008, Lazio-Roma 3-2 . Vendetta perfetta nel derby di ritorno: Taddei portò i giallorossi in vantaggio, poi le risposte di Pandev e Rocchi su calcio di rigore. Gol del momentaneo pareggio grazie al tempestivo inserimento di Perrotta, ma nel finale Behrami trovò il colpo del doloroso ko. L’anno dopo, l’11 aprile 2009, è la volta di Lazio-Roma 4-2. Inizio choc con Pandev e Zarate da fuori area; Mexes ad accorciare le distanze prima di incassare la goleada con Lichtsteiner e Kolarov. Un derby nervoso quello dell’11 novembre 2012, concluso con la vittoria della Lazio per 3-2, mentre l’11 gennaio 2015, è la volta di Roma-Lazio 2-2. Uno dei confronti tra Garcia e Pioli con Mauri e Felipe Anderson ad illudere la Lazio nel primo tempo, poi la clamorosa rimonta firmata Totti ed il leggendario selfie sotto la Sud.

H di Hasta la victoria, siempre. Quando giochi un derby esiste un solo risultato possibile: vincere. Non puoi pensare di accontentarti di un pareggio, questa è una di quelle partite che giochi non solo per te stesso, e nemmeno per la squadra, ha un valore aggiunto: ti batti per rendere fiero un popolo. A Roma la stracittadina ha rappresentato sempre un ideale più che una semplice gara che vale i tre punti, un rivendicare la propria storia, i propri colori, la propria identità. Il derby è il pensiero di un’intera settimana, batte fisso nella testa di migliaia di laziali e romanisti, come la speranza di potersi raccontare una bella partita il giorno dopo e di sfoggiare anche i propri colori. O forse l’amarezza di una sconfitta che non t’aspettavi. Gioie e dolori, ma sempre con grande passione. “Bisogna vincere, poi s’abbracciamo”.

I di Invasione straniera. Nonostante l’assenza degli ultras delle curve, anche quello di domani sarà un derby ad alto rischio. Da un monitoraggio in ambito internazionale, si e’ appreso infatti che potrebbero giungere esponenti di tifoserie straniere gemellate con i supporter capitolini provenienti da Inghilterra (West Ham), Spagna (Real Madrid) e Polonia (Wisla Cracovia). Il questore di Roma Nicolo’ D’Angelo ha presieduto nel tardo pomeriggio odierno il tavolo tecnico per la programmazione del piano sicurezza del “derby” Roma-Lazio, che si disputerà alle ore 15.00 presso lo stadio Olimpico. In particolare, in considerazione dell’apertura dei cancelli d’ingresso al pubblico prevista per le ore 13.00 di domenica, e’ stata pianificata una capillare operazione di bonifica dell’area stadio gia’ dalla giornata di domani. Nell’area di massima sicurezza dello stadio sara’ attuato lo sgombero dei veicoli in sosta e la rimozione dei cassonetti, campane e cestini gettarifiuti.  A monitorare le operazioni elicotteri della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri”.

L di “La casa del derby”. Nel corso della storia del derby romano, furono cinque gli stadi utilizzati per disputare la sfida tra le due squadre. Il primo derby si disputò nel 1929 in casa della Lazio, allo Stadio della Rondinella; il campo non fu più riutilizzato, ed è quindi la Roma, con la vittoria del primo derby, ad aver vinto l’unico match giocato in questo stadio. La partita di ritorno si giocò in casa della Roma a Campo Testaccio, che verrà utilizzato per le partite in casa dei giallorossi fino alla stagione 1939-1940. Nello stadio situato nel quartiere di Testaccio vennero disputate dodici partite. In questo periodo la Lazio giocò le partite casalinghe nello Stadio Nazionale, che in seguito all’abbattimento di Campo Testaccio venne utilizzato anche dalla Roma; nello stadio, che nel corso degli anni assunse anche il nome di Stadio del Partito Nazionale Fascista e Stadio Torino, le due squadre capitoline si affrontarono per quarantatré volte di cui diciassette vinte dalla Lazio e tredici dalla Roma. Dal 1953 entrambe le squadre utilizzarono per gli incontri casalinghi lo Stadio Olimpico, dove ancora tutt’oggi giocano. Dal 1953 la struttura è stata sempre utilizzata dalle due società, tranne che nella stagione 1989-1990, in cui per permettere gli interventi di ristrutturazione in vista dei mondiali, le due squadre romane disputarono i loro incontri allo Stadio Flaminio.

M di Miro, il  suo 93′, ed i momenti più belli. “Incredibile! Proprio lui!”, il leitmotiv di Piccinini risuona come musica in una notte magica di 4 anni fa. Era Ottobre, un Lazio-Roma che Reja, allenatore dei biancocelesti, ha il timore di non riuscire a vincere. Ed invece arriva il regalo, sul filo del rasoio, dell’uomo dei Mir-acoli. “Klose e s’abbracciamo”, questo il coro e gli striscioni dei tifosi dopo il gol oltre i tempi regolamentari

N di Lazio, N.B. i grandi assenti.  La chiave del successo potrebbe essere proprio la sventura degli avversariGarcia ha diversi indisponibili perché oltre all’assenza di Totti e De Rossi, le bandiere della squadra, si aggiungono Maicon, il lungodegente Strootman e lo squalificato Pjanic. La formazione sarà quindi obbligata con Torosidis, Manolas, Rudiger e Digne in difesa, Florenzi, Vainqueur e Nainggolan a centrocampo e poi tridente pesante composto da Gervinho, Dzeko e Salah. La Lazio può contare sul ritorno di Marco Parolo che ha recuperato a pieno in vista della stracittadina e ci sarà: Pioli si affiderà all’esperienza di Klose nonchè alla velocità di Felipe Anderson. In mediana troveranno spazio Parolo, Biglia e Lulic con la coppia Gentiletti-Mauricio a difendere Marchetti.

O di Origini.  Il primo derby tra Lazio e Roma si disputò l’8 dicembre del 1929 alla Rondinella. Lo scontro tra le due squadre si rivelò fin dall’inizio carico di rivalità e tensioni. L’astio tra le compagini era dovuto anche al fatto che in precedenza, nel 1927, la Lazio si era rifiutata di confluire nella fusione che avrebbe portato alla nascita dell’Associazione Sportiva Roma. Alla prevalenza numerica romanista in quel primo incontro tra le due compagini cittadine dovette contribuire anche il timore nutrito dai supporter laziali, per lo più di estrazione borghese, nei confronti della tifoseria avversaria, dal profilo sociale più popolare. Un altro motivo della passione e dell’immediato e popolare seguito suscitati dai giallorossi, è dovuto all’esplicito richiamo del club alla romanità, espresso anche dal nome, dal simbolo e dai colori sociali. La partita alla fine fu vinta dalla Roma grazie ad una rete al 73′ dell’attaccante giallorosso Rodolfo Volk, che insaccò la palla nella rete laziale davanti ai 15.000 spettatori. Nel girone di ritorno si giocò il primo derby al Campo Testaccio, che si concluse nuovamente con una vittoria dei giallorossi (3-1) che si imposero nettamente ai cugini, che dopo essere andati in vantaggio all’8′ con Pastore, subirono i gol di Bernardini e Volk nel primo tempo, e di Chini nel secondo.

P di Precedenti. 26 vittorie giallorosse, 14 biancocelesti e ben 32 pareggi. L’anno scorso finì 2-2 con la rimonta dei ragazzi di Garcia ed il selfie del capitano della Roma: 148 i gol complessivi di Roma-Lazio con i padroni di casa a segno 89 volte contro le 59 marcature biancocelesti. Il momento migliore per andare in gol sembra essere il quarto d’ora finale con e ben 37 reti a segno nel complesso. Guardando alle statistiche generali delle due squadre spicca la compagine giallorossa per un maggior numero di tiri e tiri nello specchio, mentre i biancocelesti risultano essere mediamente più fallosi (166 falli commessi contro 137). Tra i probabili marcatori ci sono senza dubbio Džeko e Salah per i padroni di casa, mentre nella Lazio i giocatori più pericolosi rispondono ai nomi di Anderson e Klose.

Q di Questione di…curve. Un’Olimpico mai così triste. Non ci saranno le coreografie, che fino ad ora hanno caratterizzato in positivo il derby capitolino, e non ci saranno nemmeno i tifosi che hanno reso l’evento una delle più belle stracittadine del mondo. In un’atmosfera atipica e silenziosa si giocherà la partita delle partite. Pioli ha parlato della questione che attanaglia i tifosi già dall’inizio del campionato e ha commentato: “È un peccato vedere il derby senza tifosi, ho bei ricordi in passato e penso che la situazione si possa risolvere in maniera semplice, facendo venire allo stadio i veri tifosi. Il derby merita una cornice diversa. È un dispiacere per tutti e credo non faccia piacere a nessuno, però l’importanza della gara la si percepisce, non credo ci siano differenze”. D’altro canto il prefetto Gabrielli lo ha annunciato, le barriere non sono per sempre, ma questo non è bastato ai tifosi che si sono rifiutati di entrare: “Mi dispiace pensare che Roma-Lazio verrà giocata senza curve. Il calcio è fatto per gli spettatori.”, queste la parole di Zeman, un allenatore che ha guidato entrambe le squadre della Capitale, a proposito dello sciopero delle curve di Roma e Lazio. Chiunque ami il calcio non può che essere contrariato dal braccio di ferro tra tifosi e Prefetto, il cui risultato finale potrebbe essere lo svolgimento del derby più triste della storia. È già successo che si siano giocate partite senza tifosi, le cosiddette partite a porte chiuse, ma in quei casi l’assenza del pubblico sugli spalti era dovuto a un provvedimento del giudice sportivo in seguito a comportamenti e atteggiamenti tenuti dai tifosi in precedenti partite.

R di Ricordati chi sei. Tanti momenti da “lacrima facile”, troppe partite al cardiopalma, innumerevoli emozioni che un tifoso laziale non dimenticherà mai. Dal derby del 

S di Selfie, esultanze e humor capitolino. La storia dei derby, non solo a Roma, ci insegna che quando lo show del campo fa più notizia degli scontri fuori, e se anche lo spettacolo delle curve fa più sorridere che indignare, vuol dire che il bilancio della giornata è tutto sommato accettabile. Inutile nasconderlo. Tutto nasce nel 1999, quando Francesco Totti, dopo un gol, esibisce la famosa maglia con la scritta “Vi ho purgato ancora”. Sempre nel 1999, ci pensa Marco Del Vecchio (re del derby con 9 reti) a sfoggiare un’altra maglia celebrativa. Il 10 marzo 2002 è una data storica per tutti i tifosi romanisti. La Magica vince 5-1, con quattro reti di Vincenzo Montella, che accende l’aeroplanino. Nella stessa serata, Francesco Totti sigla un gol fantastico con un delizioso pallonetto. Altra maglietta, “6 unica”, riferita si alla Roma ma anche alla compagna Ilary Blasi. Il derby dell’8 marzo 2003 è quello degli spogliarelli. Comincia Dejan Stankovic, finisce il lavoro Antonio Cassano. Altro derby passato alla storia, quello del 21 aprile 2004. Apre Corradi, che si sfila la maglia e la mostra ai propri tifosi come un cimelio.  Poi Francesco Totti, che dopo il pareggio ruba la telecamera a un cameraman e inquadra la Curva Sud in delirio. Il 6 gennaio 2005 esplode la Curva Nord dopo il derby vinto per 3-1, che interrompe un digiuno di 10 stracittadine senza sorrisi. Protagonista, un indemoniato Paolo Di Canio. Il 23 ottobre 2005, ancora un’invenzione del capitano giallorosso, che dopo aver segnato si getta a terra con il pallone sotto la maglietta e mima un parto. Per Francesco Totti due gol e la maglia celebrativa che ricorda quella di nove anni prima: “6 sempre unica”  Il 16 ottobre, entra in gioco la creatività di Osvaldo, che dopo il gol segnato sfoggia una maglia con la scritta: “Vi ho purgato anch’io”. La prima volta che è entrato in campo con la maglia della Lazio, Antonio Candreva è stato subissato di fischi dai tifosi laziali perché accusato di essere romanista. L’11 novembre 2012, il gol nel derby dell’azzurro lo trasforma in un idolo per i biancocelesti. Il gol laziale di Hernanes è festeggiato con i suoi soliti i salti mortali. Infine l’ultima trovata di Francesco Totti nel selfie sotto la Sud dopo il gol del pareggio nel derby dell’11 gennaio scorso.

T di Tagliavento. Ad arbitrare il derby Roma-Lazio sarà Paolo Tagliavento. Non positivi i precedenti dei biancocelesti con Tagliavento che vede la Lazio uscirne con 8 vittorie, 3 pareggi e ben 12 sconfitte. Il fischietto umbro, che ha già arbitrato tre derby di Roma che hanno visto vincere soltanto una volta la Lazio, sarà supportato dagli assistenti Tonolini e Manganelli con quarto uomo Passeri e gli addizionali Banti e Mazzoleni.

U di antichissime benefiche Unioni. “Nonostante la rivalità che le ha sempre divise, le due squadre – quando debbono formare una Rappresentativa – filano il perfetto accordo e fanno le cose in modo da arrivare al successo”.  Nella lunga storia delle due società capitoline, contrassegnata dall’accesa rivalità tra le due compagini, ci furono alcune occasioni in cui giocatori di Lazio e Roma giocarono uniti sotto un’unica divisa per rappresentare l’Urbe. La prima volta che avvenne fu il 26 dicembre 1928, in una partita  in cui ad affrontare i cechi del Viktoria Žižkov ci fu una squadra mista formata da giallorossi e biancocelesti: la squadra indossava una maglia bianca recante una lupa blu ricamata sul petto e con dei calzoncini neri. Durante il periodo bellico, il 4 febbraio 1945, le due squadre capitoline diedero vita ad una formazione mista per affrontare, per un’iniziativa benefica, una rappresentativa inglese formata da militari della British Army.  Nel 1973 i giocatori delle due squadre tornarono ad unirsi sotto un’unica livrea per sfidare, il 1º novembre, il CSKA Mosca, in quel periodo conosciuto come Armata Rossa perché sotto il diretto controllo del Ministero dell’Esercito. Davanti a 50.000 spettatori accorsi all’Olimpico, i russi sconfissero per 1-0 la rappresentativa mista capitolina. L’ultimo incontro, ad oggi, in cui le due squadre scesero in campo con formazioni miste fu giocato il 18 novembre 1979, quando venne disputato un derby per ricordare la tragica morte di Vincenzo Paparelli, avvenuta meno di un mese prima, e per devolvere gli incassi della partita alla famiglia del defunto. La partita, a cui assistettero 19.006 tifosi paganti, venne chiamata in vari modi, come derby amichevole, derby pro-Paparelli, derby dell’amiciziaderby della solidarietà.

V di Vietato fallire!. Questo derby misurerà le ambizioni delle due compagini. Entrambe hanno problemi di continuità e identità, sono obbligate a gestire reparti difensivi che hanno comunque dei problemi, entrambe esprimono gioia negli spazi, con Salah, Gervinho, Candreva ed Anderson. Pioli, che fra l’altro ritrova Parolo, l’aveva anticipato: Per noi può essere la partita della svolta: se vogliamo diventare grandi, sono questi gli appuntamenti da non fallire. Vedo la giusta miscela di concentrazione e determinazione”. Potrebbe essere una partita mentale, di tensione tattica, a prescindere dalle scelte sugli interpreti. E allora diventerebbero cruciali un errore individuale o la giocata di un singolo. In campionato la Lazio non vince il derby dall’11 novembre 2012. La Roma ha vinto l’ultimo, quello di Yanga-Mbiwa.

Z di Zitti tutti, parla la storia. Non è una partita come le altre, non lo sarà mai e per chi ama quei colori ha sempre rappresentato molto di più. E’ l’attesa di uscire dallo stadio euforici o disperati, chiamare gli amici per i soliti sfottò, sentirsi parte di un popolo che, nonostante tutto, non molla mai. “La storia della Lazio è grande…”, e sale la rabbia quando quelli che hanno l’onore di indossare la nostra maglia non lottano, hanno paura di perdere ed ancor di più di provare a vincere: vorremmo esserci noi su quel campo, e non importa se non abbiamo mai giocato a calcio in vita nostra, daremmo tutto per poter essere al loro posto. Siamo sempre stati noi l’uomo in più, la forza d’animo, lo spirito acceso del derby capitolino. Questa partita è diventata una delle più seguite al mondo grazie a noi, prima di chi ha ed ha avuto la possibilità di giocarla. Senza di noi oggi pomeriggio non sarà la stessa cosa. Ma questa è un’altra storia…

Michela Santoboni

Twitter@micmarvic

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