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FOCUS | Sarri e la Lazio: un primo bilancio della rivoluzione biancoceleste

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SARRI LAZIO BILANCIO 2021 FOCUS – “Si può parlare di mille situazioni che rimangono in mente nella storia della Lazio. Quella più cara è legata a Maestrelli, personaggio straordinario. Ho conosciuto i suoi familiari e mi è rimasto caro”. Così parla Maurizio Sarri a Formello, al momento della sua presentazione al mondo biancoceleste. Sarri, l’allenatore designato per sostituire il ‘figliol prodigo’ Simone Inzaghi e tra i pochi ai quali la ‘Treccani’ ha dedicato un lemma proprio. È una anti-sistemico, rifiuta qualsivoglia tipo di convenzione e tende alla rivoluzione. Il suffisso -ismo aggiunto al suo nome rappresenta appieno ciò che nell’immaginario biancoceleste è e dovrà essere: un elemento di rottura, l’emersione di un qualcosa di nuovo, che prima non c’era e adesso c’è.

Sarri e la Lazio: agli albori dell’avventura biancoceleste e un primo bilancio del 2021

E già che siamo entrati nel pedatorio mondo di Maurizio Sarri, restiamoci pure. Anzi, portiamo indietro la grande clessidra del tempo. Quando il ‘Comandante’, in estate, accettò la corte della Lazio, tutti tra il bianco e celeste colsero una sfumatura di rivoluzione. “Il primo motivo per cui sono qui è di carattere personale – disse Sarri il 9 luglio 2021, giorno della presentazione – perché ho visto che in questa società posso esprimere ciò che mi piace. Poi, il secondo motivo, è che ci sono i presupposti per giocare il calcio che voglio”. Un calcio fatto di controllo del campo e del pallone, baricentro alto, difesa vigile sulla palla prima che sull’uomo, fluidità nel cambiare il versante d’attacco, che all’alba della Serie A 2021/22 sgorgò illusoriamente presto dal cantiere laziale. Le vittorie, belle e convincenti, contro Empoli e Spezia ebbero l’effetto controproducente di creare un alone tanto di illusione quanto di aspettative intorno a una squadra che, non fosse altro che per le tempistiche, non poteva già essere a quel punto. Realtà chiara a uno abituato ad aggirarsi tra massime di Bukowski come “non mi fido molto delle statistiche”, a uno che dopo l’1-3 al ‘Castellani’ già diceva, avendo il pieno controllo della situazione: “Abbiamo fatto bene per 65’ poi nel finale siamo andati meno bene e abbiamo fatto fatica”.

Non è tutto oro quel che luccica: le prime difficoltà della Lazio

Fatica. Un concetto che da luglio a questa parte ha rappresentato la spada di Damocle sul collo dell’aquila biancoceleste. Le vittorie contro Empoli e Spezia, l’inizio del ciclo ‘sarrista’, saranno bissate solo alla fine, al primo ‘save point’ dell’esperienza. In mezzo tanta sofferenza. O meglio, tanta fatica. Milano, Bologna, Verona, Napoli, Reggio Emilia: l’ottovolante della Lazio non ha mancato di inscenare ripide ascese quanto tortuose e inspiegabili discese. Momenti che hanno portato Maurizio Sarri a esprimersi così dopo la gara del ‘Maradona’: “Passiamo da dieci a uno, questo non è ammissibile. Non c’è da essere pessimisti oppure ottimisti, bisogna capire da dove nascano questi alti e bassi e cercare di metterli a posto”.

Il tramonto come l’alba: finire in crescendo

Tra le frasi di Bukowski e gli scritti di Vargas Llosa, chissà se Sarri ha ora trovato la chiave per aprire il cassetto del comodino con l’etichetta ‘Alti e bassi’. Certo è che in campo, dopo mesi di insaziabile discontinuità, la Lazio ha finalmente reperito continuità, vincendo per 1-3 le ultime gare dell’anno. “È stata la squadra più vicina alle mie idee dall’inizio della stagione – ha raccontato il ‘Comandante’ dopo la trasferta di Venezia – C’è da migliorare, ma siamo sulla strada giusta”.

Capitolo a sé: il derby della Capitale

Strada che, almeno dal punto di vista strettamente cittadino, non ha presentato ostacoli a Sarri. Ciò che il tecnico toscano disse in sede di presentazione riguardo al derby capitolino si è poi rivelato realtà. Lui, Immobile, Pedro e tutti gli altri il 27 settembre 2021 hanno dato valore a quanto raccontato in estate. Il 3-2 alla squadra di Mourinho dopo un mese difficile, slalomeggiato tra la sconfitta di Milano e i pareggi in extremis con Cagliari e Torino, fu infatti la perfetta rappresentazione delle seguenti parole: “Nel derby noi faremo non di tutto, ma di più per vincere”. Missione compiuta.

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Maurizio Sarri e la Lazio: i numeri di un primo bilancio del 2021

  • 24 partite sulla panchina della Lazio: 18 in campionato, 6 in Europa League
  • 11 vittorie (9 in Serie A, 2 in Europa League)
  • 6 pareggi (3 in Serie A, 3 in Europa League)
  • 7 sconfitte (6 in Serie A, 1 in Europa League)
  • 39 punti conquistati (30 in Serie A, 9 in Europa League)
  • 1,63 = media punti di Sarri con la Lazio (1,67 in Serie A; 1,50 in Europa League)

Lazio: nel pieno della rivoluzione ‘Sarrista’

Il paziente è malato, quindi, ma non inguaribile. Maurizio Sarri ha sposato il progetto capitolino anche per questo: sì il gioco, bensì la mentalità. La Lazio, sotto l’egida di Simone Inzaghi, ha dimostrato, e per larghi tratti lo è stata, di essere una grande calcio italiano. Ora, al tecnico di Figline Valdarno spetta il compito più arduo: curar la mente dai vuoti; evitare che nuove debacle si palesino nel futuro di una squadra che ha già lasciato intravedere aspetti positivi, finendo l’anno in crescendo. “Non possiamo chiudere il cerchio ora – ha detto il ‘Comandante’ prima di salutare il 2021 – abbiamo appena iniziato. Fra tutte le difficoltà ci sono anche aspetti fortemente positivi: questa squadra può crescere bene e anche abbastanza velocemente”. In altre parole, non resta che conciliarsi con l’orizzonte d’attesa.

Daniele Izzo

PUBBLICATO il 29/12/2021

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