STRAMACCIONI, cuore giallorosso nato il 9 gennaio alle prese col derby in panchina. E contro PIOLI e la LAZIO solo dolori…

L’ALTRA PANCHINA-  In occasione della quarta giornata di campionato, stagione 2014-2015, torna la rubrica di Lazionews.eu dedicata all’allenatore avversario. Il racconto di carriera, peculiarità tattiche, curiosità e precedenti con la LAZIO. Stasera all’Olimpico c’è LAZIO-UDINESE e i biancocelesti ricevono i friulani dell’ex giallorosso Andrea STRAMACCIONI per riscattarsi dall’amara debacle di Genova.

LA CARRIERA- Andrea STRAMACCIONI nasce a Roma nel quartiere San Giovanni nel 1976 e inizia la carriera da calciatore nella Romulea per poi essere notato dagli osservatori del BOLOGNA, che nel 1990 lo portano nelle giovanili del club felsineo. In quattro anni rossoblu il giovane Andrea fa tutta la trafila del settore giovanile, dai Giovanissimi Nazionali (dove è allenato da Carlo Regno, vice di fiducia di Ballardini) alla Primavera passando per gli Allievi Nazionali. Il 26 ottobre 1994 esordisce nella Prima squadra del Bologna allenata da Renzo Ulivieri nella Coppa Italia Serie C contro l’Empoli, ma subisce un grave infortunio al ginocchio destro che lo costringe a ritirarsi dal calcio ala prematura età di 18 anni, nonostante i vari tentativi di riabilitazione. E’ così che ‘Strama’ inizia la sua carriera da allenatore fino ad arrivare agli Allievi Sperimentali dell’ Az Sport nel 2000 e poi tornare alla Romulea due anni dopo nei Giovanissimi Regionali; poco tempo dopo inizia anche a collaborare come osservatore per il Crotone di Gasperini. Nel 2005 Bruno Conti lo vuole nelle giovanili della Roma, la sua squadra del cuore: lui, cuore giallorosso nato il 9 gennaio nel giorno del 76esimo anniversario della Lazio, qui allena Esordienti, Giovanissimi Regionali, Giovanissimi Nazionali e Allievi Nazionali vincendo anche due campionati professionistici e il Torneo Città di Arco nel 2010. Nel 2011 arriva la chiamata di Ernesto Paolillo e il passaggio all’Inter, dove allena la Primavera vincendo la NextGen Series, torneo giovanile per squadre Under-19 a livello europeo, il 25 marzo 2012. Il giorno dopo la grande occasione sulla panchina dei ‘grandi’ al posto dell’esonerato Ranieri esordendo nella vittoria per 5-4 con il Genoa: al termine della stagione Stramaccioni ha uno score di 5 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte (una contro la Lazio per 3-1) che lo porta alla qualificazione in Europa League e al prolungamento triennale del contratto. Con ‘Strama’ la squadra va ed eguaglia diversi record nerazzurri di vittorie consecutive fino allo storico successo per 3-1 in casa della Juventus allo ‘Stadium’ dopo 49 partite di imbattibilità bianconera. Una partita che però non porta troppa fortuna all’Inter e il 24 maggio viene esonerato per far posto a Walter Mazzarri e il 25 settembre 2013 ottiene il patentino per allenatori professioni di prima categoria, superando con 110 e lode il Master di Coverciano dopo la bocciatura del 5 luglio per le troppe assenze. Il 4 giugno arriva l’ingaggio dell’Udinese per cui firma un contratto biennale e al suo fianco c’è Dejan STANKOVIC, allenato ai tempi interisti ed uno che di Lazio se ne intende con un passato importante con i biancocelesti e un posto d’onore nel cuore dei tifosi: una sorta di derby interno capitolino nella panchina friulana. Il duo ‘Strama’-Deki arriva all’Olimpico guardando la squadra di Pioli dall’alto verso il basso, grazie ai 6 punti in tre partite conquisti con le vittorie casalinghe contro Empoli e Napoli (nel mezzo la sconfitta contro la Juve). In totale, compresa la stagione in corso Stramaccioni ha collezionato 50 panchine in Serie A con 23 vittorie, 8 pareggi e 19 sconfitte con 77 punti messi in cascina; sono 5 invece i match di Coppa Italia (3 vittorie e 2 sconfitte) e 14 sfide in Europa League con 8 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte.
LA TATTICA- In neanche un anno e mezzo di Serie A , da subentrante e ancora invischiato nel post-Mourinho, non è stato per niente facile per Stramaccioni trovare un’identità tattica precisa. E in effetti non ci è riuscito, ma la maggior parte delle colpe non sono da attribuire al tecnico romano. Il cammino nerazzurro è stato decisamente complicato da uno spogliatoio che non lo seguiva più di tanto e gli infortuni hanno fatto il resto. Ed ecco che tra difesa a tre, rombo a centrocampo e tridente offensivo le idee di Andrea non sono mai risultate chiarissime, gettate all’aria anche dalla cessione di Sneijder. Strama è stato costretto a cambiare diversi moduli a campionato in corso e di tempo e modo per sviluppare le sue idee ne ha avuto ben poco, ma la sua linea principale sembra riconducibile a una sola, ovvero il modulo con la difesa a quattro, e l’utilizzo dei trequartisti, veri cardini del suo gioco con un play davanti alla difesa.Ed è proprio così che Stramaccioni sta impostando la sua Udinese e contro la Lazio sarà ‘albero di Natale’ con due mezzepunte come Kone e Thereau alle spalle di Muriel (o Di Natale); la prima alternativa sembra essere quella del 4-3-3 con giocatori di corsa e d’inserimento.

I PRECEDENTI- Quando incontra la Lazio Strama trema: in tre precedenti in Serie A, tutti con l’Inter, i biancocelesti sono sempre usciti con i tre punti in tasca. Il primo incontro è stato quello del 13 maggio 2012 all’Olimpico nell’ultima giornata di campionato, terminato 3-1 grazie alle reti di Kozak, Candreva e Mauri che hanno risposto al vantaggio di Milito. L’anno successivo è una zampata Miro Klose all’82 che fissa il risultato sull’1-0 casalingo per gli uomini di Petkovic, per poi arrivare al 10 maggio 2013 con la Lazio che torna finalmente al successo in trasferta. A ‘San Siro’ finisce 3-1 con l’autogol di Ranocchia che apre le danze, il pareggio di Alvarez (che poi sbaglia anche un rigore) e il sorpasso firmato da Hernanes su penalty e dalla sassata fantastica di Eddy Onazi. Strama a secco anche nell’unico precedente con Pioli, che con il suo Bologna espugnò ‘San Siro’ nel marzo 2013 grazie al gol di Gilardino.

La redazione di Lazionews.eu

 

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