Tim Cup. Lazio-Udinese dalla A alla… Z

LA PARTITA DALLA A ALLA Z – “Vorrei lottare fino alla fine per questa competizione, ma al momento è l’ultimo dei miei pensieri. Reagiranno dopo stasera? Torneranno Mauri ed Onazi? Milinkovic? E Keita?“, mille domande senza ancora una vera risposta. Questi i tifosi stamattina alla radio, al bar, per strada. Qualcuno parla catastroficamente di serie B, ed altri, decisamente più positivi, si dicono certi che da gennaio cambierà la musica. Quella di Coppa Italia sarà una partita difficile per mille motivi, primo fra i quali l’ambiente caricato da nervosismi che non fanno altro che alimentare brutti pensieri. Vincere o morire, è proprio il caso di dirlo: nella peggiore delle ipotesi Pioli saluterà Roma e Lotito dovrà riformare il gruppo, prima del 6 gennaio. Nella migliore, il tecnico biancoceleste resterà, ma dovrà lottare per mantenersi saldo al comando della nave. Lazionews.eu vi racconta il match valido per gli ottavi di Coppa Italia con la rubrica “La partita dalla A alla Z”. Buona lettura.

A di Arbitra Damato. La Lega ha affidato la direzione di Lazio-Udinese, gara valida per gli ottavi di Coppa Italia, a Damato (sezione Barletta). I guardalinee saranno De Pinto e Musolino, quarto uomo Cervellera. Bilancio positivo con i biancocelesti: 9 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte. L’ultimo incontro risale alla sfida dell’Olimpico contro il Milan di campionato, lo scorso 1 novembre, finito 3 a 1 a favore dei rossoneri.

B di Buona stella. Dov’è finita la nostra buona stella? Nell’universo dei bei propositi, la Lazio se l’è persa. Cercarla in quel mare infinito, adesso è dura e la luce sembra essere davvero tanto lontana, visto il freddo (non solo delle temperature) che si è percepito intorno all’Olimpico. La buona stella biancoceleste è a milioni di anni luce dal suo pianeta: qui è buio, e la squadra ha perso la via della gioia, della gloria e della gratitudine.

C di Coppa Italia. Ecco gli appuntamenti di questi ottavi di finale: Martedì al ‘Ferraris’ (19.15) e al ‘Meazza’ (21) i primi due: Alessandria per i liguri, Cagliari per i nerazzurri. Mercoledì poi quattro gare: Roma-Spezia (14.30), Fiorentina-Carpi (16.30), Napoli-Verona (19) e in serata l’attesa stracittadina alle 20.45. Giovedì si chiude con Lazio-Udinese (16) e Sampdoria-Milan alle ore 21.

D di Decisiva. Una partita che sarà decisiva, non solo per il destino della Lazio in Coppa Italia, ma anche per Pioli in primis e per il gruppo. Pianti, desolazione, imbarazzo: queste le parole che definiscono la condizione in cui vertono molti giocatori, che non si preoccupano di mostrarsi così davanti alle telecamere. Biglia su tutti e Anderson, colpevole del gol del pareggio della Samp. Sarà un match importante per scoperchiare il pentolone o sperare che continui a bollire finché non ne esca qualcosa di buono: Lotito ha avvisato, questa è l’ultima. Ed intanto si prepara al calciomercato invernale.

E di Esultanza: la gioia, poi il dolore. Marchetti sfortunato: esultando di infortuna. Del fatto, ne ha parlato il dottore Stefano Salvatori: “Marchetti ha avuto un infortunio muscolare, si sospetta una lesione fra il primo e il secondo grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Approfondiremo la gravità della lesione con ulteriori controlli. E’ probabile che non sarà disponibile contro l’Udinese e l’Inter, valuteremo poi quali saranno i tempi di recupero”.

F di Fiducia a tempo. L’impressione è che il prossimo impegno di Coppa Italia contro l’Udinese possa essere decisivo per il futuro dell’allenatore biancoceleste, che non vince addirittura da fine ottobre, quando la sua Lazio si impose per 3 a 0 sul Torino. Pioli oggi si è detto sereno e si sente incolpevole dell’andamento della stagione alla Lazio e ai tifosi a Formello ha spiegato: “Mi vedete diversamente solo perché i risultati non arrivano. Non mi faccio pena, non è cambiato altro rispetto alla scorsa stagione”.

G di Già dentro, già fuori. Sarà un match da dentro o fuori: negli ultimi anni la Lazio ha sempre onorato questa manifestazione, vincendo l’edizione del 2013 nel derby del 71′ e arrivando in finale nel 2015 contro la Juve. Potrebbe essere un’occasione di riscatto o l’ennesima pietra della vergogna finita proprio su giocatori, allenatore e presidente: ecco allora il momento, decisivo ancora l’Olimpico, quello stadio amato ed ora vuoto, quell’ambiente che da “casa dolce casa” si è trasformato in un horror movie. S

I di Il Faraone. Il Monaco pensa a Keita Balde Diao, per il quale sarebbero pronti 15 milioni di euro. Ma la Lazio non sta di certo a guardare e pare che stia preparando l’assalto a “il Faraone” Stefan El Shaarawy: servono 25 presenze per rendere il suo riscatto obbligatorio per i francesi. Il ritorno in Italia dell’attaccante consentirebbe ai francesi di risparmiare 14 milioni di euro da reinvestire proprio sul Nino Maravalle. Uno scambio dunque fra la Lazio e il Monaco potrebbe portare a Roma l’ex milanista.

L di L’olandese infortunato. Anche Kishna, non ci voleva. Il dottor Salvatori, intervenuto per parlare degli infortuni in casa Lazio, si è soffermato sulle condizioni del numero 88: “Possiamo ufficializzare che Kishna si sottoporrà a un intervento chirurgico ad Utrecht venerdì. Soltanto in seguito potremo definire i tempi di recupero, ma dovrebbero essere abbastanza rapidi”.

M di Matri-gol. Mentre Marchetti esulta e si strappa, Matri segna e polemizza. Così è stato interpretato il suo gesto di andare verso la panchina di Pioli ieri sera, dopo il gol del momentaneo vantaggio contro la Samp: si tratterebbe di un dissidio che nasce dallo scarso impiego che il giocatore sta avendo. Ma a fine gara l’attaccante ha provato a minimizzare dicendo che non si riferiva all’allenatore, ma semplicemente al fatto che vorrebbe giocare di più.

N di Natale in casa Formello. Un Natale senza dolcetti sotto l’albero per Pioli ed i suoi. A Formello l’aria è tutto fuorché natalizia, ed il sorriso sui volti dei vacanzieri di Auronzo si è colorato di tinte fosche in un amarissimo girone d’andata. Qualche settimana di vacanza e poi si riprenderà con il campionato. Ma non solo: a febbraio, arriva il Galatasaray, altro scoglio da superare, con il quale misurarsi, cercando di evitare brutte figure.

O di Ombra di Inzaghi. Pioli arriva agli ottavi di coppa italia più sotto che sopra la panchina. Nel frattempo si fa sempre più insistente il nome del tecnico della Primavera Simone Inzaghi, che da anni ormai sta facendo bene alla guida dei più giovani. Potrebbe essere proprio lui il sostituto, visto che Lotito ha sempre preferito una pista interna piuttosto che pescare altri da altre situazioni. Il piacentino potrebbe accettare di buon grado la candidatura, lasciando così le giovani aquile per affrontare la sfida con un gruppo di campioni sbiaditi.

P di Priorità al campionato. Tutti sulla graticola, arrivano i friulani. Certamente non vogliono passare per sconfitti senza nemmeno aver cominciato a giocare: i bianconeri proveranno a mettere i bastoni fra le ruote alla Lazio, anche se la priorità di Colantuono resta il campionato. Infatti, il tecnico dell’Udinese ha in mente un turnover notevole, per dare spazio anche chi gioca di meno, facendo riposare i titolari per la partita di domenica.

Q di Quando il destino ci mette lo zampino. La Lazio pesca il Galatasaray, la Roma il Real Madrid. Sicuramente per le capitoline il sorteggio sarebbe potuto andare meglio, ma il destino ha giocato proprio un brutto scherzo. I biancocelesti infatti hanno sfidato turchi nella Champions 2001-02, proprio il giorno dell’attentato alle Torri Gemelle. E mentre gli uomini di Zoff venivano sconfitti per 1-0, ironia della sorte, la Roma giocava all’Olimpico contro il Real Madrid (1-2). Gli stessi accoppiamenti usciti dalle urne di Champions ed Europa League.

R di Ritiro si, ritiro no.  L’amaro pareggio di ieri sera con la Sampdoria, avvenuto negli ultimi minuti di recupero grazie alla punizione di Zukanovic deviata poi da Felipe Anderson, non è affatto piaciuto a Lotito. Il presidente avrebbe indetto un nuovo ritiro previsto fino alla partita di Coppa Italia con l’Udinese. Stavolta si tratterebbe di un ritiro lampo: i giocatori infatti dovrebbero entrare Formello per passare poi la notte nel centro sportivo fino alla gara contro i bianconeri.

S si San Siro. Un altro snodo importante sarà il match di campionato a San Siro contro l’Inter: non proprio una partita facile per fare punti. L’Inter sta dimostrando di essere una delle forze più propositive di questo campionato e la trasferta, per i biancocelesti, resta una vera e propria maledizione.

T di Tifosi o no?. Una rabbia incontenibile. Il popolo ha perso le parole e lunedì, nella gara contro la Samp, era ancora meno  presente all’Olimpico. In passato, nei momenti di sconforto e difficoltà la Curva non ha fatto mancare il suo calore. Quest’anno il silenzio: lo stesso Candreva ha commentato sullo stadio vuoto, confermando che sicuramente l’assenza dei tifosi pesa sulla squadra più di quanto si possa immaginare ma che, però, non può essere la giustificazione per un inizio così deludente.

U di Ultima Chance. Una partita che ha il sapore di ultima possibilità. Un po’ per tutti: da Pioli ai senatori che, se prima erano intoccabili, adesso barcollano terribilmente. Crisi di nervi e personalità che manca: il bambolotto Anderson, soprattutto, non ha mai dimostrato davvero quel carattere da campione che manca al suo percorso. A volte non bastano i piedi, o meglio non servono. In alcuni momenti serve unicamente lottare, anche sulla carta gli avversari sono superiori.

V di Vertice Tare-Lotito. All’Olimpico la vittoria non arriva ancora, l’ultima volta fu contro il Torino quasi due mesi. Va in  scena così un vertice tra il presidente Lotito, il ds Tare e il segretario generale della Lazio Calveri. Il numero uno biancoceleste, però, avrebbe deciso di proseguire con Pioli almeno fino alla prossima partita di campionato contro l’Inter. Certo è che una sconfitta contro l’Udinese, con la conseguente eliminazione della competizione nazionale, farebbe precipitare la posizione del tecnico. Serve invertire la rotta, la pazienza delle parti di Formello sta per finire.

Z di Zoo. Nello zoo di Formello c’era il capobranco ma si è perso. Il vecchio Pioli cerca a chi appigliarsi, ma un capo non può farlo; un capo resta tale sempre e se si perde, finisce per portare con se, nella fossa, tutti gli altri. Nello zoo di Formello c’era la gazzella che correva sulle fasce. Candreva non corre più, e pure quando ci prova viene comunque divorato dal leone. Nello zoo di Formello c’era il “Cobra”: Djordjevic colpiva il cuore della porta avversaria, faceva male a tutti, purtroppo oggi riesce a far male solo alla Lazio. Nello zoo di Formello c’erano due bellissime pantere nere, nere come quegli occhi che, come due carboni ardenti, brillavano di fantasia, passione e concretezza. FA7 e il Nino Maravilla sembrano più due gattini spauriti, pieni di timori reverenziali e vuoti di contenuti. Nello zoo di Formello ci è rimasta solo Olympia, che continua fiera il suo volo trionfale ad ogni casalinga, ma che di questo passo chiederà che anche gli altri facciano lo stesso. Ma per il giro della vergogna.

 

Michela Santoboni

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