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(Rafael Marchante/Pool via AP) LaPresse
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ATALANTA LAZIO AVVERSARIA – Doveva essere la prima partita di campionato, ma il grande cammino dell’Atalanta in Champions League ha di fatto spostato lo scontro con la Lazio, trasformandolo nel secondo impegno in Serie A per entrambe. Il giorno in cui solitamente riecheggiano le note della Champions è il solito (mercoledì), l’atmosfera però non è la stessa. Gasperini e i suoi inaugurano la prima casalinga dei biancocelesti dopo la gara vinta in trasferta con il Torino per 4-2, con tutta la voglia di ottenere altri tre punti a discapito di una rivale diretta per la corsa alla Champions League. Anche la Lazio è reduce da una vittoria in trasferta e, come i bergamaschi, ha poco tempo a disposizione per recuperare le energie e preparare il match.

Atalanta all’arrembaggio

Se nella passata stagione l’Atalanta è stata il miglior attacco del campionato non è certo un caso. La squadra di Gasperini crea enorme densità nella metà campo avversaria e riesce a produrre azioni pericolose contro qualsiasi avversario. Tra i punti di forza c’è la grande varietà con la quale attacca l’area: gli inserimenti di Freuler e Pasalic portano scompiglio alle difese, così come le azioni soliste dei soliti noti Gomez, Zapata e Ilicic.

Un pericolo in più arriva dalle fasce: lo scorso anno Gosens è stato semplicemente impressionante sotto il profilo dei gol e degli assist, niente fa pensare che quest’anno le cose andranno diversamente. Diverso invece il discorso per Hateboer, che nella passata stagione ha reso al di sotto delle aspettative. Per lui si prospettava un addio, ma l’olandese è ancora al suo posto e ha già segnato un gol al debutto. Ad ogni modo, dovrà giocarsi la maglia da titolare con Piccini, finalmente in Serie A dopo le esperienze in Spagna e Portogallo.

Pochi punti deboli

Si attacca in undici, si difende in undici. La filosofia del Gasp è chiara: la squadra deve essere unita e non slacciarsi mai. Per questo l’Atalanta è molto corta tra i reparti, con De Roon e Pasalic (o Malinovski) chiamati ad accorciare le distanze per non allungare la squadra. Questo perché, nel caso, gli orobici avrebbero problemi a far ripartire l’azione e a creare gioco. La Dea difficilmente gioca chiusa in difesa per puntare alle ripartenze, per questo non predilige i lanci lunghi. Banalmente quindi, se i reparti sono sfilacciati la loro prorompenza offensiva viene dimezzata.

Se l’attacco è straordinario, la difesa non riesce ad essere allo stesso livello. Djimsiti, Toloi e Palomino hanno dimostrato il loro ottimo valore, ma occasionalmente peccano di qualche distrazione di troppo. I cali di concentrazione possono portare i nerazzurri a sbagliare la copertura e a lasciare spazi aperti per gli avversari (i laziali si ricorderanno i due gol segnati nell’ultimo scontro al Gewiss Stadium, salvo poi subire la rimonta per 3-2). La sfida tra queste due squadre non si esaurirà nelle gare di andata e ritorno, ma solo alla fine del campionato. Ogni passo falso può favorire la rivale per la corsa alla Champions League.

Dario Lombardi

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