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L’AVVERSARIA ATALANTA LAZIO – Riprende dopo 3 mesi di stop il cammino della Lazio in campionato. I biancocelesti ripartono a -1 dalla Juventus che continua a non convincere né sul piano del gioco né su quello della tenuta fisica. Le ultime due uscite in Coppa Italia, infatti, sono state disastrose per i ragazzi di mister Sarri, reduci dalla sconfitta ai rigori nella finale del torneo contro il Napoli. Con questi presupposti la lotta Scudetto si fa sempre più avvincente, ma prima di tirare le somme bisognerà vedere in quale condizione i biancocelesti torneranno in campo. La prima partita a 3 mesi dal lockdown non si profila tra le più semplici. Infatti la Lazio andrà a Bergamo per sfidare l’Atalanta di Gasperini ormai a tutti gli effetti una big del campionato italiano e, in questa stagione, anche una top europea dopo aver raggiunto abbastanza agevolmente i quarti di Champions League. Le gare degli ottavi sono state a senso unico per la Dea che ha messo il morso al più esperto Valencia sia in casa che al Mestalla in una notte leggendaria. La partita in Spagna si è portata dietro, però, numerosi malumori. Bergamo è stata una delle zone più colpite d’Italia dal Coronavirus e la trasferta in terra iberica avrebbe causato una serie di focolai attribuiti alla presenza della squadra nerazzurra. Ipotesi prive di fondamento, naturalmente.

I gioielli bergamaschi

L’Atalanta quest’anno sta continuando a raccogliere i frutti di un progetto iniziato alla fine degli anni ’90. La società è sempre stata nota per l’attenzione e la cura dedicata ai giovani e infatti, anche nella stagione in corso, larga parte del talento a disposizione di Gasperini deriva proprio dalla presenza di ragazzi fatti crescere in casa o pescati dall’occhio lungo della dirigenza. Il gioco della Dea è un mix espolosivo di forza fisica, velocità di esecuzione e di pensiero e tecnica sopraffina che spesso passa dai piedi del Papu Gomez e di Ilicic. L’argentino è un veterano della Serie A, ma il suo rendimento pare crescere stagione dopo stagione. Il suo controllo emotivo della gara ha evitato parecchi grattacapi alla squadra e le sue accelerazioni, marchio di fabbrica del calciatore, sono una spina nel fianco costante per tutte le difese. Citofonare Valencia. Un’altra chiave di volta delle dinamiche dell’Atalanta sono gli inserimenti dei centrocampisti: Gosens e Hateboer. I due calciatori hanno dei tempi di gioco notevoli e possono mettere in difficoltà le difese a 3, come quella della Lazio, con molta facilità. La manovra, poi, trova il suo finalizzatore in un centravanti fin troppo sottovalutato negli anni scorsi. Duvan Zapata. Il colombiano in questa stagione ha dovuto fare i conti con un infortunio serio che gli ha interrotto un inizio di stagione esplosivo. Attaccante possente fisicamente, forte nel gioco aereo e dotato di una tecnica di base insolita per uno della sua stazza.

I numeri della Dea

I dati mostrano che la concentrazione dell’Atalanta resta alta per l’intera durata della partita. La maggior parte dei gol, i bergamaschi li hanno subiti negli ultimi 15 minuti di gioco, mentre le reti realizzate sono spalmate indifferentemente su tutta la fetta dei 90 minuti. Duvan Zapata e Josip Ilicic hanno realizzato rispettivamente 11 e 15 reti e soprattutto lo sloveno pare particolarmente ispirato in questa stagione. Nella gara di ritorno di Champions contro il Valencia, l’ex Palermo ha messo a segno le 4 reti che hanno fatto strappare a Gasperini i tickets per i quarti di finale. Risultato storico figlio di anni di gavetta e organizzazione meticolosa.

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