NOTIZIE SS LAZIO – Oggi alle ore 13:30 il tecnico biancoceleste Edy REJA prende la parola in conferenza stampa presso il Centro Sportivo di Formello, per presentare la sfida tra FIORENTINA e LAZIO, match valido per la 26esima giornata del campionato di Serie A. Il fischio di inizio del posticipo del “Franchi” di Firenze è fissato per le 20.45  di domenica 2 marzo. Il mister avversario, Vincenzo MONTELLA, ha annunciato che non ci sarà la conferenza stampa della Fiorentina.

Una settimana calda per la Lazio e la Fiorentina, si aspetta un ambiente caldo e una contestazione: qual è l’approccio a questa gara?

Dobbiamo pensare alla gara, dobbiamo pensare alla Fiorentina, al campo, è sempre il giudizio del campo quello veritiero. Il clima è di contestazione, anche noi abbiamo avuto qualcosa simile. Sul Lodogorets ci è mancato qualcosa, anche al livello arbitrale ma il discorso è chiuso. Adesso guardiamo solo ai valori in campo

Sulla tecnologia in campo e le dichiarazioni di Garcia: “Nel 2014 la tecnologia farebbe comodo”

Io l’avevo già detto in altre occasioni: di moviola in campo in questi casi se ne parla già da tre-quattro anni, sembrava che attraverso gli uomini di porta si poteva ovviare ma abbiamo visto che l’arbitro di porta non basta, serve la tecnologia per portare chiarimenti. Diventerebbe facile, con dei meccanismi tecnologici tra i due pali per vedere se il pallone entra o no. Da quattro-cinque visuali diverse non si capisce, lui (Marchetti, ndr) puoi darti l’impressione di essere dentro con il corpo, ma il pallone non si sa. Anche a me sembrava dentro, ma non si può esserne certi

Su Marchetti, non è il suo momento migliore: è confermato domani?

Beh, Marchetti è stato massacrato, penso meriti più considerazione. Ieri ci sono stati molti giocatori con acciacchi, valuterò domani dopo l’allenamento di oggi. Non ho ancora deciso. Con Marchetti ho già parlato, gli sono vicino come lo è la squadra. Oltretutto, a parte il gol-non gol, sul secondo gol c’è una concausa, la palla alta, Biava non ci arriva, la palla è rimbalzata alta, sono incidenti di percorso. E’ stato lapidato e non lo merita: l’ho messo dentro perché si sentiva bene, erano dieci giorni che lavorava bene ed avevamo deciso così. Mi dispiace perché è stato sfortunato.

Avevate chiesto di giovare lunedì?

Avrei preferito, ma c’era l’Europa League e se giochi in casa alle 21 la gara dopo di lunedì non ti è concessa. Ma poi entra in gioco la Nazionale, lunedì i giocatori dovevano essere in Nazionale e non sarebbe stato possibile.

Sui giovani, in Coppa hanno fatto bene, ora si punta a lanciarli anche in campionato?

Non era una strategia, valuto in settimana: quelli che stanno meglio giocano, non sono legato ai vecchi o ai giovani, gioca chi reputo opportuno, valuto forma, condizione e aspetto tattico. Ho qualche problema domani, siamo tornati dalla Bulgaria con qualche problema: ieri di chi ha giocato giovedì erano solo in quattro ad allenarsi, speriamo di risolvere questi problemi e poi deciderò.

Su Keita, ha mostrato di meritare di essere titolare. Merita questa responsabilità? E’ il momento giusto?

Ci sono valutazioni da fare. Anche se pensavo potesse tenere di più, dopo il primo tempo è calato ma ha giocato bene. Pensavo potesse darmi qualcosa di più. Devo tenere in considerazione le prestazioni: è da considerarsi un titolare, poi ci sono altre considerazioni da farsi partita per partita, poi come detto decido in settimana

Su Banti. La Fiorentina ha sottolineato i torti arbitrali: temi che l’arbitro possa essere condizionato da questo?

Non penso, farà la sua partita, l’importante è che sia sereno perché è un ottimo arbitro, poi a fine gara daremo giudizi. Io sono fiducioso: non mi sembra né corretto né giusto pensare diversamente.

Il contraccolpo psicologico di giovedì è stato assorbito? Ci saranno molti cambi?

Ieri ho parlato con la squadra: il nervosismo deve diventare positivo per ripartire in campionato, non devono consumare energie mentali. Siamo venuti via da Ludogorets con una delle migliori prestazioni che abbiamo mai fatto, non meritavamo di uscire dall’Europa League, ci sono stati episodi che ci hanno condannato. Considerando le due gara, abbiamo avuto 7/8 palle gol, ma non avevamo messo in preventivo di prendere tre gol, pertanto i ragazzi devono essere consapevoli delle cose fatte bene e continuare su questo passo. Abbiamo aggredito alto, siamo stati forti, ma dobbiamo migliorare un aspetto. Quando siamo in vantaggio dobbiamo tenere sempre il coraggio e il giusto piglio: questo passo deve arrivare, siamo oltre metà campionato e ora bisogna trovarla, non basta andare in vantaggio e rallentare, dobbiamo continuare a giocare, cercare il raddoppio e non accontentarsi del risultato.

Dal suo ritorno al derby pochissimi gol presi, poi di nuovo tanti gol

Dipende dai gol, molti sono infortuni o situazioni che si potevano evitare: abbiamo lavorato sul piano della linea difensiva tentando di mantenerla. Bisogna lavorare, certe sicurezze le abbiamo avute prima, vedi Inter e Roma. Abbiamo cambiato atteggiamenti e schieramenti: dobbiamo trovare la giusta miscela per ottenere vantaggi nelle gare, mi attendo altre crescite già da domani. Affrontiamo una squadra che gioca molto bene. Stimo Montella e la Fiorentina, l’ho sempre apprezzato: è un grande uomo e un grande allenatore

Se non si raggiunge l’Europa è un fallimento?

Mi pare eccessivo. Abbiamo davanti parecchie partite e punti: ho l’impressione di una squadra in crescita, a livello di punti da quando sono tornato siamo sui 2 punti a partita, siamo in media perfetta, se teniamo questa media possiamo arrivare in Europa League, ma la squadra deve crescere a livello mentale, il mio compito è quello.

Keita ha parlato da capitano dopo il Ludogorets: si è preso responsabilità. E’ cresciuto?

Sulla maturità sono d’accordo, è uno che sa il fatto suo: vive intensamente e partecipa ai problemi della squadra. Mostra molta personalità, la sua è una crescita importante: va sfruttato quando è in condizione, spero regga presto i 90′, questo è un aspetto in cui deve crescere.

Sui cambi di modulo: può avere minato le sicurezze?

Quando ho trovato sicurezze siamo andati a 4 con dei giocatori predisposti come Radu o Konko, non dico che Lulic e Cavanda non la possano fare ma sono giocatori più offensivi e perdiamo sicurezza difensiva, acquisendo però sulla spinta. Vanno fatte delle scelte, quando ho tutti faccio delle scelte, sono considerazioni che vanno fatte volta per volta. Difesa a tre o quattro cambia poco, l’importante è la filosofia: conta come affronti una squadra, bisogna avere sicurezza in qualsiasi modulo.

(FINE)

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