CONFERENZE STAMPA
Fabiani: “Dobbiamo ragionare insieme ai tifosi. Abbiamo ancora due slot liberi…”
Il ds Angelo Fabiani, intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione di Diogo Leite, ha parlato del mercato, degli obiettivi della squadra, della condizione economica della Lazio e delle parole di Lotito sulla protesta dei tifosi.
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Le parole di Fabiani nella conferenza stampa di presentazione di Diogo Leite
“Un benvenuto a Diogo Leite. Ne avete scritto a sufficienza, c’è stata anche una smentita del proprio agente ma in realtà nelle dinamiche di mercato Diogo sapeva perfettamente che al verificarsi di alcune uscite lui avrebbe sottoscritto il contratto con la Lazio. Ha avuto altre offerte e ha tentennato, ma ci siamo sentiti e poi il tentennamento è finito. Lo ringrazio per la pazienza che ha avuto”.
Sui fuori lista e gli svincolati
“Su Patric e Pellegrini mi sono già espresso, ci sono ancora due slot e come abbiamo sempre detto il mercato non dorme mai. Laddove la società intravede la possibilità di rinforzare ulteriormente la rosa verranno fatte delle valutazioni”.
Sull’impatto di Diogo Leite sull’indice del lavoro allargato
“Si, tutti gli acquisti impattano sull’indice. Mi sento di tranquillizzare chiunque, così come abbiamo sempre fatto riusciamo a fare mercato. Riusciamo sempre a patrimonializzare il parco giocatori della Lazio, oggi non dico una baggianata se dico che il valore della Lazio si può attestare intorno ai 400 milioni di euro. Usciranno dei valori ufficiali, ma in base alle mie analisi abbiamo fatto un gran lavoro. Non prendiamo tanto per prendere, poi c’è stata abilità e furbizia nell’operare con svincolati e giocatori che non rientravano nelle valutazioni tecniche di altre società. Questo non può che farci piacere, abbiamo patrimonializzato e si può operare tranquillamente sul mercato con cessioni prendendo giocatori altrettanto validi sul mercato come fatto con Castellanos e Guendouzi a gennaio e con Mario Gila in scadenza quest’estate. Mi sento di dire che la squadra è stata rinforzata, poi il campo è il giudice supremo ma questo non è il momento di dare giudizi perché vincere due partite significa tanto ma può significare nulla. Non dobbiamo farci distrarre dai complimenti, il calcio è una brutta bestia e dobbiamo lavorare su questo percorso intrapreso sperando di raggiungere quell’obiettivo minimo di riportare la Lazio in Europa”.
Un giudizio sul mercato
“Non sono qui per lodarmi, i voti si danno a fine anno e se a fine anno scorso abbiamo meritato l’insufficienza io aspetterei la fine di questo campionato per fare valutazioni. A me non piace attribuire meriti della campagna acquisti a Fabiani, alla società o al mister, non ci deve essere nessuna primadonna, io sono stipendiato per fare il mio lavoro e cerco di farlo nel migliore dei modi. Rimanderei tutto a fine campionato, ma tutto ciò che è stato fatto l’ho fatto con passione e con amore per questa società per rispetto verso tutti i tifosi, anche se oggi c’è una questione in ballo che prima o poi deve essere risolta”.
Sulla protesta dei tifosi
“Giocare senza i tifosi non è semplice, i tifosi alla lunga portano dei punti in più, ho visto qualche partita nell’ultimo weekend e per qualche squadra i tifosi sono riusciti a dare quella forza per ribaltare il risultato. Quando ho chiesto un passo indietro non era rivolto ai tifosi, ragioniamo tutti insieme e troviamo una sintesi. Non voglio entrare nel merito, il mio compito è quello di dire ai signori tifosi e ai signori della carta stampata di risolvere questo problema. Il calcio è bello perché intorno ci sono i tifosi e c’è tanta passione, sono cose che non dovrei neanche dire perché vado a dare soddisfazione. I tifosi mancano, hanno preso questa decisione e la rispettiamo, ma noi cercheremo di dare sempre il massimo. Abbiamo fatto un allenamento a porte aperte e sono venuti tanti tifosi e ci hanno tenuto a sottolineare che staranno sempre vicino ai calciatori perché seguono sempre le sorti della squadra. Vediamo se il tempo potrà aggiustare il tiro, ci sono le persone preposte che devono intervenire mentre io mi occupo della parte tecnica e oltre non posso andare. Da parte di tutti quanti noi fare un passo indietro potrebbe dire farne due in avanti, ma non era indirizzato solo ai tifosi bensì a tutto l’ambiente”.
Sulle parole di Lotito
“lo posso parlare per me. Con il mio gruppo di lavoro stiamo facendo l’impossibile per mettere a disposizione del tecnico e della tifoseria quei calciatori che possono togliere delle soddisfazioni. Se un figlio prende sempre le botte, faccio una battuta e non scriviamo che serve un assistente sociale. C’è bisogno di mediare e abbassare i toni. lo posso parlare per Angelo Mariano Fabiani, né per i tifosi né per Lotito. Credo che questa situazione vada affrontata, ma non sono un politico né un presidente. Mi sento di dire queste cose, poi se prendo qualche insulto non c’è problema. lo rappresento la società in veste di direttore sportivo e non di azionista o proprietario, nella vita nessuno mi ha messo il bavaglio e dico ciò che penso. Questa cosa non è bella per i tifosi, la squadra e Lotito, ci vuole poco per risolvere il problema. L’importante è mettersi tutti a discutere, se si va muro contro muro non si arriva mai a una definizione. Invito tutte le parti, anche il presidente Lotito, a prendere di petto questa situazione. Sono convinto che non faccia piacere anche a lui, ma io non sono l’avvocato difensore di nessuno e rispondo solo delle mie azioni. Se oggi, per l’ennesima volta, mi sento di lanciare questo appello lo faccio sotto la mia responsabilità consapevole che tra mezz’ora prenderò altri insulti sui social”.
Sull’obiettivo della squadra e il gap dalle concorrenti
“Bisogna aspettare le ulteriori verifiche degli enti preposti, a naso dico che abbiamo preso sei giocatori e ne sono andati via quattro. Nel fare contratti pluriennali quei contratti impattano sul costo del lavoro allargato, la fortuna della Lazio e di qualsiasi club è patrimonializzare. Quando hai valore nei singoli questo ti fa stare tranquillo perché ti puoi muovere e puoi operare. Se non avessi avuto un parco di giocatori da poter vendere sarebbe stato un problema. Sull’Europa questo è in cuor mio, veniamo da anni particolari dove giocatori che hanno fatto la storia della Lazio non ci sono più. A rompere un giocattolo ci vuole poco e a ricostruirlo ci vuole tempo. Mi auguro vivamente che possiamo migliorare sempre di più questo risultato per far sì che la Lazio torni al più presto in Europa. Oggi parliamo del sesso degli angeli. Se non dovessimo centrare l’Europa non farei nulla, ho una proprietà che deve valutare e solo allora si potranno tirare le somme”.
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