CONFERENZE STAMPA
Gattuso: “L’obiettivo minimo non è l’Europa, i tifosi mi hanno emozionato”
Il tecnico della Lazio, Gennaro Gattuso, al termine della sfida dell’Olimpico contro il Milan, ha risposte alle domande dei giornalisti nella consueta conferenza stampa del postpartita: ecco le sue parole.
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dal nostro inviato all’Olimpico Marco Fabio Ceccatelli
Le parole di Gattuso in conferenza stampa nel postpartita di Lazio Milan.
“Vorrei che la squadra restasse a tenere quella veemenza del primo tempo per 90 minuti. Abbiamo subito i loro cambi qualitativi. Ci è andata bene. Dopo aver subito quei due gol in pochi minuti siamo stati bravi a tenere”.
Gattuso sul cambio di mentalità.
“La mia storia da allenatore dice una cosa. Vado via dal Milan e vincono il campionato, vado via dal Milan e vincono il campionato. Ho lasciato mentalità. Non è un caso che abbiano vinto. Per me è importante dare delle regole, perché io ci tengo davvero e i giocatori se ne accorgono. Si devono sforzare senza stressarsi. Devi fargli capire che il lavoro paga. Noi abbiamo cominciato questo percorso bene. Il merito di queste prestazioni è dei ragazzi”.
Gattuso sull’obiettivo Europa.
“Noi abbiamo già tante pressioni. Non è facile giocare con queste pressioni. Non voglio scappare dalle responsabilità, ma non voglio commentare le dichiarazione del direttore. Pensiamo partita dopo partita. Non sono d’accordo con Fabiani. Non è una polemica, ma non credo che l’obiettivo minimo sia l’Europa”.
Gattuso sui tifosi.
“Penso che ai tifosi bruci non venire allo stadio. Vedi bambini di 6-7 anni che hanno il veleno. Guai se gli tocchi la propria squadra. Penso che i tifosi siano venuti a sostenerci è perché questi giocatori gli stanno dando qualcosa di speciale. Mi sono emozionato. C’erano persone anziane che facevano i cori avvelenati. Il calcio senza tifosi fa cagare. Il calcio è quando fai gol e vai sotto la curva”.
Gattuso su Pinamonti.
“Abbiamo commesso degli errori nel secondo tempo, siamo stati pochissimo nella loro metà campo. Ci siamo abbassati troppo e abbiamo sofferto. Pinamonti non ha tenuto un pallone, ma giocava tre contro uno”.
di Marco Fabio Ceccatelli
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