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18 ottobre 1987. Tanti auguri Irriducibili, quelli che portarono il tifo in Italia

IRRIDUCIBILI LAZIO ANNIVERSARIO – C’era una volta la Curva Nord. E c’erano loro, sul muretto centrale, gli Irriducibili…

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IRRIDUCIBILI LAZIO ANNIVERSARIO – C’era una volta la Curva Nord. E c’erano loro, sul muretto centrale, gli Irriducibili. 31 anni da quel Lazio-Padova che li ha visti entrare in scena si continua a parlare di loro, 31 anni dalla più grande rivoluzione sugli spalti d’Italia. Distinti dagli altri gruppi per una diversa e originale concezione di fare tifo, quel tifo “all’inglese” senza tamburi e trasferte di gruppo, all’inizio rigorosamente in treno. Era il 1987, ed il simbolo del gruppo era Mr. Enrich, un vecchio fumetto inglese.

LE COREOGRAFIE – Numerose sono state, negli anni, le enormi coreografie organizzate dal gruppo nei derby: il bandierone col simbolo del gruppo che copriva tutta la curva, l’entrata degli stessi, travestiti da astronauti e con dei grandi palloncini rappresentanti il Sistema Solare, con lo striscione “Il futuro ci appartiene”. Sono clamorose alcune iniziative degli Irriducibili, come quella di scendere in piazza e bloccare il trasferimento dell’idolo Beppe Signori dalla Lazio al Parma. Il 21 marzo 2010, proprio in occasione della partita Cagliari-Lazio, gli Irriducibili mollano il comando dopo 23 anni, lasciando la gestione della curva in mano ai membri della ex Banda Noantri e In Basso a Destra, gruppi sciolti formalmente per le numerose diffide ma comunque presenti sotto il nome di altri striscioni.

OGGI – I “vecchi” Irriducibili formalmente in Nord non ci sono più. Molti sono usciti dalla Curva senza più rientrarvi. Altri, non ce l’hanno fatta. Li ritrovi ancora lì, come navigati uomini di mare, a piangere, tifare, gioire ancora e ancora. Quelli veri, nel rispetto delle regole che non vanno mai infrante sotto il rumore sordo degli insulti razzisti o, peggio, degli scontri da stadio. Perché chi nasce Irriducibile, anche  senza essere mai stato uno di loro, resta Irriducibile nell’anima e nella vita. E anche noi ogni domenica, entrando e sedendoci sugli spalti, ci sentiamo un po’ tutti Mr.Enrich.

Michela Santoboni

 

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