NOTIZIE LAZIO – Sembra destinata a far parlare ancora per un po’ la telefonata tra Claudio Lotito e il dg dell’Ischia Piono Iodice. A diversi giorni dalla pubblicazione, infatti, le polemiche sono tutt’altro che scemate. L’ultimo a parlare, in ordine di tempo il presidente della Lega di Serie B, Andrea ABODI…

AGGIORNAMENTO ORE 12:55 – ABODI ha parlato anche a Sky Sport: “Al netto della telefonata che ha i suoi profili discutibili, restano i contenuti che non voglio giudicare. La gente deve farlo. Bisogna seguire gli esempi migliori. Non bisogna andare appresso ai peggiori. Le parole di Lotito sono censurabili, inaccettabili e che tradiscono a pieno i valori del calcio dove la competizione è aperta a tutti. Promozioni e retrocessioni devono essere basate sul merito. Le società di B sono indignate ma serene. Il nostro progetto è basato sulla fiducia e sul rispetto. Chiediamo molto ai tifosi per il futuro del calcio, ma diamo sempre poco. Soprattutto di fronte ad esempio come questo. Dobbiamo invertire la tendenza”.

AGGIORNAMENTO ORE 09:01 – Ieri sera, ospite a Directors’ Box, ha esaminato la questione Andrea ABODI.

Sul calcio estero
“Guardo tanto il nostro campionato, cerco di non guardare quelli esteri perché poi capisco che la nostra dimensione è un po’ deprimente. Ciò che rende bello un torneo è la sua imprevedibilità, quindi l’importante è che tra la prima e l’ultima non ci sia una voragine”.

Su Lotito
“Non voglio metterla sul piano personale. Gli insulti non fanno certamente piacere, soprattutto se arrivano da un collega. Il linguaggio dovrebbe essere più misurati, anche per l’esempio che dovremmo dare e che non diamo. Servirebbe collaborazione e invece sembra stiamo facendo il contrario. Io ai tavoli porto il pensiero di 22 società, non il mio. Quindi è una mancanza di rispetto verso tutti, non verso di me”.

Sulla Lega di B
“In B c’è grande indignazione verso l’esterno, ma all’interno le società sono unite. Il primo obiettivo è quello di ampliare la Lega, sia a livello di comunicazione che di marketing, facendo tornare la gente allo stadi. L’importante è che il sistema sia organizzato bene, basato su una competizione sana. Il nostro è un campionato di secondo livello, finanziariamente in convalescenza, non possiamo nasconderlo, ma può sicuramente rivendicare che gli accordi presi anni fa vengano rispettati”.

Su Tavecchio e sul sistema
“Sono presidente e rappresento le volontà delle società. Questa volontà deve trovare delle risposte concrete, altrimenti quello fatto ad agosto perde di senso. Il problema qui è di sistema, e noi un sistema non lo siamo. Ognuno ragiona di testa propria. La Serie A va aiutata a tornare quella che era, quindi la A deve dare una funzione sportiva alla serie B e cioè quella di far crescere i giovani. Quando cresce la qualità dell’organizzazione, cresce anche la qualità in campo”.



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