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ACCADDE OGGI LAZIO – Il 26 maggio del 1983 la NASA lancia il satellite Exosat. Lo stesso giorno di tre anni dopo la Comunità Europea adotta per la prima volta nella storia la bandiera a stelle dorate su sfondo blu. Il 26 maggio 2002 viene scoperto il ghiaccio su Marte; esattamente l’anno successivo Lakpa Gelu sfonda ogni record immaginabile scalando l’Everest in 10 ore e 56 minuti. E poi, c’è quel 26 maggio. Quello di una calda domenica del 2013. Quello delle lacrime e dell’estrema passione. Quello del trionfo e dell’immensa felicità. Quello di Lulic, il giocatore diventato icona, l’icona diventata storia.

VINCERE PER LA STORIA – In un Olimpico quasi esaurito, 50.000 tifosi assistono alla finale di Coppa Italia. Il sig.Orsato ha la responsabilità di dirigere Roma-Lazio. Un derby che vale un trofeo ed un posto in Europa. La stracittadina più sentita, quella più vissuta, quella (forse) anche meno desiderata. Ma quella che permetterebbe ad una delle due squadre romane di entrare nella storia del calcio: mai nessuno, prima d’ora, si era aggiudicato un derby in una finale di Coppa.

LA NORD – La Curva Nord insegna. Gli altri non possono che ammirare il capolavoro delle aquile, che mettono in scena una pagina di storia capitolina. Un legionario tiene sottobraccio un giocatore biancoceleste. Di fronte, la Dea Roma gli consegna l’aquila da condurre e difendere durante la battaglia. L’aquila è Roma, sembra voler dire la coreografia; il popolo biancoceleste, ne è l’erede. Ventitremila voci, ventitremila anime, ventitremila cuori battono vedendo scendere in campo la prima squadra della Capitale.

LA GARA – Gli uomini di Petkovic sono determinati: vogliono vincere. E dopo gran parte della partita senza grandi azioni, arriva il suo momento. Gli occhi sono tutti per lui, Lulic. Anzi, Lulic 71, ad indicare il minuto in cui la sua zampata vincente ispirata da Candreva è entrata nella storia. In un solo colpo, la Coppa, l’Europa, la Supercoppa e la gloria. Non quella di un derby stravinto, non quella di una passeggera vittoria. Una gloria eterna, indelebile per chiunque ami questa squadra.

LULIC, RE DI ROMA – Era iniziata male la stagione di Senad. E’ finita in un trionfo. Partito dalla Bosnia e sbarcato poi in Svizzera, non si sarebbe certo aspettato di diventare il Re di Roma. E’ stato il primo e l’unico ad aver segnato nella partita eterna, nella gara madre di tutte le gare. Lui, il centrocampista approdato alla Lazio nel 2011, è entrato nella storia, nella leggenda del derby, regalando alla squadra la sua sesta Coppa Italia. E non una qualsiasi. La più speciale, la più desiderata, quella più ambita.

TRIPUDIO BIANCOCELESTE – Sempre più primi nella capitale, la vittoria è nostra“, recita la maglia celebrativa indossata dai giocatori della Lazio durante la premiazione. Mauri alza la Coppa, Candreva si piazza sulla balaustra, Radu piange, Cana abbraccia Lulic, Ledesma zoppicante rientra in campo e festeggia. Finisce cosi una giornata che la Nord vorrebbe non finisse mai. Finisce con Olimpia sul braccio sinistro di Petkovic, con Lotito che abbraccia chiunque, col pubblico che piange ed ammira i suoi eroi. Sulla Capitale stanotte vola un’aquila; la stessa che accompagnerà la squadra in Europa.

Alessandra Marcelli

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