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CANDREVA

 

LAZIONEWS – Anche ieri sera è sceso in campo per un tempo, 45 minuti  che si sono aggiunti ai 2225 messi assieme in campionato rendendolo il giocatore biancoceleste più spremuto in Serie A. 26 presenze su 26, solo 115 minuti di “riposo”, senza contare le coppe. Se sommassimo anche questi dati si arriverebbe ad una totalità di 2618 minuti in campo con la maglia della LAZIO. Questo è Antonio CANDREVA, il turbo di Tor de Cenci che non si ferma “quasi” mai. Solo una febbre l’ha stoppato il 24 ottobre 2013 e non è rientrato tra i convocati di Reja per la partita contro l’Apollon Limassol a Cipro; solo il noto problema al ginocchio gli ha “permesso” di rifiatare il 28 novembre 2013 per la sfida a Varsavia. E allora è anche normale che possa avere qualche piccolo calo, che possa avere poca lucidità in certe partite, ma i dati raccontano la sua importanza: è in testa alla classifica dei marcatori della LAZIO con i suoi 7 gol ed è anche il re degli assist con i suoi 8 passaggi decisivi. Se c’è un giocatore imprescindibile per la squadra, questo giocatore è Antonio CANDREVA che domenica festeggerà le 100 presenze con la maglia biancoceleste, condite da 17 gol e 24 assist.

NEANCHE REJA LO FERMA – Numeri e dati “spaventosi”, sempre titolare dal primo minuto in Campionato, Edy REJA ha fermato il turbo biancoceleste solo in 4 gare di Europa League, anche se lo ha fatto entrare in due occasioni per disputare l’ultima mezzora. CANDREVA convive da inizio stagione con un problema al ginocchio che lo costringe a svolgere sedute di allenamento personalizzate durante la settimana, eppure ogni domenica è sempre lì a calcare il campo, ad arare la fascia, a correre con tutta la sua forza e la sua qualità sui lati del rettangolo verde per dare il cambio di marcia alla LAZIO. Si è caricato sulle spalle la squadra e la sue accelerazioni spaccano la partita. Reja l’ha portato a vestire la casacca biancoceleste al termine della sua prima esperienza, il tecnico goriziano sa che con lui dorme sonni tranquilli ed ecco perché è un titolare inamovibile. Ma, a volte, è stato costretto a dargli un po’ di riposo proprio per i tanti minuti messi nelle gambe. Riposo un po’ “finto” perché se oggi il turnover mette in difficoltà i giornalisti nello sciorinare le formazioni, nel caso della LAZIO una certezza c’è: CANDREVA farà sempre parte degli 11 che scendono in campo, non c’è rischio di sbagliare.

IL FUTURO: “VOGLIO ARRIVARE A 200” – “Speriamo di fare altre 200 presenze con la maglia della LAZIO. È un traguardo importante, spero di festeggiare le 100 contro l’Atalanta con due vittorie”. Sono le parole di CANDREVA  (CLICCA QUI PER LEGGERE LE SUE PAROLE) prima del match con la Fiorentina. E pensare che la sua avventura romana era iniziata con grosse difficoltà. Al suo arrivo l’esterno ha battuto la diffidenza del pubblico biancoceleste a causa di una sua presunta fede giallorossa mettendo in campo non solo le sue doti atletiche, la sua duttilità tattica e la sua qualità, ma anche il cuore e l’orgoglio di vestire questa maglia storica. Ora è il beniamino del pubblico, onere e onore che affronta senza problemi per merito della sua personalità. Il numero 87 è ancora in comproprietà con l’Udinese ma è impensabile un suo futuro lontano da Formello, nonostante suonino con forza le sirene inglesi. Il suo intento è arrivare a quelle “altre 200 presenze” con la casacca biancoceleste e diventare un simbolo della società. Lotito sa che una LAZIO senza CANDREVA sarebbe pura utopia. È lui il primo mattone sul quale costruire la squadra del futuro, l’incarnazione del giusto mix tra giovani e anziani, tra quantità e qualità. È lui il legame che potrebbe riavvicinare la tifoseria biancoceleste alla società, è CANDREVA il capitan futuro di questa squadra.

Carmine Errico
Twitter: @carmineerrico

 


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