ERIKSON NEDVED SIMEONE – Questa sera oltre a Siviglia-Lazio ci sarà anche l’andata degli ottavi di finale tra Atletico Madrid e Juventus. La sfida del Wanda Metropolitano vedrà di fronte gli ex Biancocelesti Nedved e Simeone, ora rispettivamente vicepresidente dei bianconeri, e allenatore dei biancorossi. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore della Lazio Eriksson ha parlato così dei suoi due ex giocatori.

NEDVED SIMEONE – “A Pavel Nedved e Diego Simeone dico grazie: mi hanno fatto felice, Sono più sorpreso da Nedved: pensava solo a lavorare, non a comunicare come deve fare da dirigente. Non mi sorprende Simeone: era uno stratega, amava la tattica, si arrabbiava se qualcuno non faceva i movimenti giusti. Di certo, anche in giacca e cravatta sono esempi: non hanno bisogno di troppe parole per farsi ascoltare”.


GUERRIERI SILENZIOSI – “Potevano sembrare spigolosi, ma era solo apparenza: io ricordo uomini veri, leali, quelli che mai ti tradiscono. Guerrieri silenziosi, senza atteggiamenti da divi. Non c’è mai stato un ritardo o una polemica: datemi Diego e Pavel e vado in battaglia contro chiunque”.

ALLENAMENTI FORMELLO – “ Alla fine del mio primo anno alla Lazio, dopo una settimana di vacanza, suona il telefono: “Qui c’è Nedved che vuole già allenarsi…”. Me lo feci passare, gli dissi: “Riposati un po’ per cortesia”. Simeone aveva un gran cervello: sapeva che senza corsa non c’è grande calcio “.

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