FRANCESCHINI Daniele 00

NOTIZIE SS LAZIO- Tre vittorie consecutive dopo la sconfitta alla prima giornata contro il Latina. I Giovanissimi Nazionali di mister Franceschini si sono ripresi in fretta fino alla larga vittoria per 5-0 contro il Chieti. Il tecnico biancoceleste è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7. Stiamo migliorando, la partita di domenica è stata un’ottima gara, sono molto soddisfatto. I ragazzi stanno acquistando fiducia, tutto procede per il meglio, come nei piani”. Qual’è l’aspetto di questo mestiere che ha colpito maggiormente mister Franceschini.“Quello che più mi colpisce, la cosa più bella, al di là dell’aspetto tattico e tecnico, è il rapporto che vai a creare con i ragazzi. Si comincia a conoscere il carattere di ognuno di loro, creando un rapporto un po’ più stretto: questo motiva i ragazzi e incrementa i miglioramenti non solo a livello tecnico ma anche caratteriale”. Come si allenano dei ragazzi di appena 14 anni? “Personalmente, alla tattica non do l’importanza maggiore. Penso che a quest’età debbano essere liberi di sbagliare: solo attraverso gli errori possono imparare. Sono ragazzi di 14 anni: l’allenatore non deve imporsi, deve dargli indicazioni. Bisogna metterli in condizioni difficili dove da soli possono trovare le soluzioni: altrimenti, durante la partita trovano troppe difficoltà, non riescono a cavarsela da soli. Si lavora sui fondamentali, sulla tecnica individuale. Il calcio italiano ha perso colpi per questo rispetto a quello europeo: con l’avvento della zona, ad esempio, i giocatori vengono troppo agevolati. Si gioca in maniera esasperatamente tattica e mai in maniera individuale, sempre in squadra. Finisce che poi nel confronto 1 contro 1 si fa fatica perché i giovani sono troppo abituati a contare sull’aiuto del reparto”. Sprazzi di grande gioco di squadra si sono visti contro la Fiorentina“Infatti l’allenamento vale la sua parte: rispecchia quello che poi si andrà a fare in partita”. Perea e Anderson possono essere utili alla causa Lazio? “La Lazio ha dato una bella risposta, una buona  interpretazione della gara contro la Fiorentina. I giovani alzano il livello dell’allenamento e della competizione, danno entusiasmo. Perea e Anderson sono un valore aggiunto per questa Lazio, che può fare un buon campionato”. Infine Franceschini ricorda gli anni della ‘favola Chievo’. “Mi ritengo fortunato e orgoglioso di aver fatto parte di questa squadra. Mi porto dietro molti insegnamenti di quel periodo: è stata la prova di quanto giocatori normali attraverso il lavoro, attraverso la fiducia nel gruppo, possano raggiungere degli obiettivi impensabili: basta pensare alla nostra  vittoria contro la Juventus e il Milan, sulla carta chi l’avrebbe mai detto? Non conta solo la qualità tecnica, senza il gruppo, senza una crescita anche caratteriale non si vince nulla. Anche l’ambiente esterno ha la sua importanza: l’unione tra la squadra, la società e i tifosi può fare la differenza. E quello del Chievo era un ambiente in cui ti sentivi apprezzato a prescindere”.

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