LICHTSTEINER CAVANDA

JUVENTUS-LAZIO: IL FACCIA A FACCIA
Tutti e due amano la difesa a 3 perché così partono più avanti sul campo e possono sfruttare di più la fascia destra,  tutti e due fanno della corsa e della velocità le loro armi migliori, tutti e due arano la fascia e cercano di servire i propri compagni mettendo le proprie qualità a servizio della squadra. Sabato sera la sfida Juventus Lazio sarà anche la sfida di due “freccie” di fascia: LICHTSTEINER e CAVANDA. Dalle loro sgroppate potrebbe dipendere le sorti della sfida. Una cosa è certa le fasce dello Juventus Stadium saranno consumate dai tacchetti dai due esterni destro.

CAVANDA22enne angolano naturalizzato belga, che inizia la sua carriera nelle giovanili dello Standard Liegi, ma nel 2007 a soli 16  anni approda nelle giovanili biancocelestiDebutta sia in prima squadra che nelle coppe europee il 17 dicembre 2009, nella partita di Europa League contro il Levski Sofia e dal luglio 2010 va in ritiro con la Prima squadra e viene inserito da REJA nella rosa della LAZIO. Il 29 agosto 2010, a 20 anni, esordisce in Serie A entrando al posto di Simone Del Nero nel secondo tempo di Sampdoria-Lazio allo Stadio Luigi Ferraris di Genova. In Lazio-Milan del 22 settembre gioca la sua prima partita da titolare in campionato e nell’ultimo giorno del mercato invernale della stagione 2010-11 passa in prestito al Torino giocando però solo 3 partite. Stesso iter la stagione successiva: ritiro in Prima squadra, 1 gettone fino a gennaio 2012 e prestito al Bari dove gioca 8 partite. La  stagione 2012 segna la svolta della sua carriera: torna alla LAZIO guidata da Petkovic che gli dà fiducia e gli concede 18 gettoni di presenze, alcune da titolare altre partendo dalla panchina, e sembra che la sua carriera si stia direzionando verso il meglio. Il belga gioca bene, si impegna negli allenamenti e solca la fascia grazie alla sua facilità di corsa. Ma a dicembre inizia a discutere del suo rinnovo contratto con LOTITO senza trovare un giusto compromesso tra l’offerta e la domanda. E così scompare dalla rosa biancoceleste e rimane ai margini del progetto LAZIO. Quando sembrava che la sua carriera stesse per spiccare il volo, ecco che si blocca violentemente. Dopo 6 mesi fuori rosa, riesce a trovare l’accordo con LOTITO, partecipa al ritiro di Auronzo 2013, seppur arrivi un po’ in ritardo, e torna a farsi apprezzare. L’infortunio di KONKO gli permette di disputare la finale di Supercoppa, persa contro la JUVE, e la prima di campionato contro l’Udinese. In queste due gare già si sono riviste le sue galoppate sulle fascia, la LAZIO ha ritrovato un talentuoso esterno e CAVANDA ha ritrovato la strada per il successo.

LICHTSTEINER – 29 anni anche per LICHTSTEINER, svizzero scoperto proprio da Tare nel 2008, tuttofare della fascia destra che a differenza di CAVANDA ha maggiore potenza e un po‘ meno velocità. La sua carriera calcistica inizia nelle giovanili di alcune squadre svizzere e con il Grasshoppers esordisce in prima squadra nel 2001. Dopo 4 anni di Svizzera, l’esterno passa al Lilla con il quale gioca per 3 anni mettendo assieme 89 presenze. E Tare lo nota  e nel 2008  lo porta a Roma sponda LAZIO per poco meno di 1 milione di euro. Lichtsteiner viene impiegato costantemente come terzino di fascia e inizia a convincere tutti gli scettici a suon di prove sempre più convincenti e realizzando anche un gol nel derby. Il secondo anno la LAZIO parte bene e vince la Supercoppa, ma incappa in un’annata negativa e il tecnico Ballardini viene esonerato nel febbraio 2010. Arriva Reja e Lichtsteiner diventa decisivo realizzando gol pesanti e acquisendo una grande consapevolezza nei propri mezzi. La terza annata in biancoceleste diventa insostituibile e al termine della stagione la Juventus ne rivela il cartellino per 10 milioni di euro. Con la Juventus parte con il botto realizzando il primo gol stagionale con la Juve guidata da Conte e si impone come uno dei migliori esterni del campionato italiano. Il passaggio dal 4-3-3 al 3-5-2 fa in modo che diventi ancora più importante con la maglia bianconera perché la sua corsa e la sua forza in progressione diventano più efficaci se sfruttare in una zona più avanzata del campo. I suoi tempi di inserimento e la sua sintonia con Pirlo, che riesce a trovarlo a occhi chiusi, diventano arme letali per la Juventus che spesso scardina le difese avversarie in questo modo. Vince 2 scudetti e 2 Supercoppe italiane con la Juventus e il 18 agosto, proprio contro la LAZIO, è uno dei protagonisti principali della vittoria della Supercoppa: 2 assist e un gol.

Carmine Errico

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