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LUIS ALBERTOLuis Alberto è l’uomo in più di questo girone di ritorno. Lo spagnolo si è ritrovato, è tornato a segnare e a stupire in campo. Il Mago ha parlato ai microfoni di As.

SIVIGLIA LAZIO – “All’inizio ero abbastanza arrabbiato. Non era niente di grave, c’è stato un malinteso con i medici sulla prima risonanza. Non avevo nulla, era un infortunio lieve. Abbiamo deciso che non avrei giocato a Siviglia, anche se io sarei voluto scendere in campo. Ho dovuto accettarlo rinunciando a giocare nella mia casa, a divertimi con la mia gente e godermi il Sánchez Pizjuán”.

STAGIONE – “Quest’anno è stato un po’ strano, specialmente nei primi tre mesi. Stavo giocando portandomi dietro gli infortuni della passata stagione. Ma da dicembre, grazie al fisioterapista e al mio personal trainer, ho iniziato a riprendere la forma. Inoltre, con il nuovo ruolo che Inzaghi mi ha dato, ho iniziato a fare buone partite e a trovare quella continuità di cui avevo bisogno. Stavo andando bene, ma il gol mi mancava. Grazie a Dio l’ho ritrovato”.

GIOCO – “Mi sono dovuto adattare alle circostanze e mi è riuscito abbastanza bene. La squadra sta giocando meglio con più giocatori offensivi e ci divertiamo anche di più”.

OBIETTIVI – “Ci stiamo abituando a una dinamica di gioco più allegra che ci aiuta a lottare per la Coppa Italia e le posizioni che valgono la Champions. Se dovessi scegliere? La coppa è un titolo e ti dà anche la possibilità di giocare l’Europa League il prossimo anno. D’altro canto però la Lazio sono anni che non gioca in Champions League e per me sarebbe un sogno giocarla un giorno. Io direi la Champions, il club non saprei”.

RONALDO E LA JUVENTUS – “È stata un’operazione più mediatica che calcistica. La verità è che con l’arrivo di Cristiano è stato tutto un po’ folle. Ha reso la Serie A più visibile, ma a guardare bene quella visibilità è solo per la Juventus. Se è favorita per la Champions? Sì, lo era già negli anni precedenti. E ora con Cristiano Ronaldo più che mai. Inoltre il modo in cui hanno eliminato l’Atletico ha dato loro una fiducia ulteriore che li rende ancora più pericolosi”.

MONCHI – “A Monchi penso non abbiano dato abbastanza tempo. Se ti aspetti di vincere la Champions in due anni… Per me è il miglior direttore sportivo del mondo. Basta vedere che il giorno dopo aveva già trovato squadra e sono sicuro che aveva anche più di un’offerta”.

ADATTAMENTO IN SERIE A – “Fabian Ruiz ad esempio si è adattato molto velocemente e molto bene. Suso ha fatto più fatica all’inizio, ma guardatelo adesso… Il calciatore spagnolo è abituato a partire e imparare dagli altri paesi, è questo che ci ha fatto raggiungere tanti successi”.

IMMOBILE E CORREA – “A Immobile la Serie A sta a genio, e lo ha già dimostrato al Torino. Correa ha avuto una buona stagione al Siviglia, anche se è vero che potrebbe migliorare i suoi numeri. Personalmente adoro entrambi”.

SIVIGLIA – “Non chiuderò mai la porta di casa, del mio club e dei miei colori. Ma questo dipende dal club di appartenenza, che ora è la Lazio. Qui comunque sono molto felice. Derby? Lazio-Roma è piuttosto caldo. Ne ho vissuti abbastanza e dopo l’ultima vittoria devo scegliere quello di Roma”.

FUTURO – “Spero possa chiamarmi un club come il Real Madrid, ma ora sono concentrato sulla qualificazione in Champions con la Lazio, qualcosa che ho promesso a Tare in una conversazione faccia a faccia”.

NAZIONALE – “Non so se qualcuno dello staff di Luis Enrique mi abbia osservato in questi mesi. La mia priorità era ritrovare la forma con la Lazio, mi sono concentrato solo su questo. Spero abbiano visto qualche partita (ride, ndr). Comunque non è la mia priorità in questo momento. Se continuerò a far bene, tornerà l’opportunità della Nazionale”.

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