NOTIZIE LAZIO – Tra dieci giorni sarà chiamata a fermare la sua ex Lazio per continuare ad alimentare la speranza di qualificarsi alla prossima Europa League: il “Roberto Mancini bis” sta iniziando a portare i frutti sperati, con i nerazzurri che sono tornati a macinare gioco e risultati. Intervistato da La Repubblica, il tecnico di Jesi racconta le differenze che ha trovato in Serie A dopo sei anni di lontananza: «Campionato difficilissimo, come tutti: anche in Turchia è dura. Il livello è calato perché è salito in Inghilterra, in Spagna e in Germania, ma anche qui ci sono eccellenze. Tra quelli che non conoscevo, i migliori sono Felipe Anderson e Rugani: se un difensore dell’Empoli non viene mai ammonito e in più segna gol, vuol dire che è bravissimo. Magari sarà un altro Scirea. Poi, oltre a Tevez, sono grandi giocatori Pjanic, Pogba, Higuain, Callejon. Florenzi per la versatilità». Infine un commento sugli ultimi episodi di violenza che ci sono stati prima e durante il derby della Mole: Incredibile la scena di quel padre che dà i pugni al pullman della Juve col figlio vicino. Fossi il figlio penserei: ma cos’ha nel cervello mio padre? Ai miei tempi ne accadevano di fattacci, ma non così brutti. Però allo stadio c’è anche un senso di impunità che non va bene. Bisogna applicare severamente le leggi. In Inghilterra accadde qualcosa tra tifosi dopo un derby di Manchester: il martedì la polizia ne aveva già messi dentro non so quanti, e fine del problema”.

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