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STANKOVIC – L’ex biancoceleste Stankovic è intervenuto a Radio Incontro Olympia per parlare del passato alla Lazio.

LAZIO – “È un piacere sentire qualcuno da Roma dopo un bel po’. È stato bello vedere Fiore in Cina, abbiamo fatto due chiacchiere ricordando dei bellissimi tempi passati insieme ai nostri ex compagni. Lo dico sempre, eravamo forti e abbiamo vinto poco per quanto lo eravamo. Io e Stefano eravamo diversi, ma insieme ci completavamo. Io avevo un po’ più di corsa, lui un po’ più di qualità e messi insieme facevamo un bel tandem. Dovevamo vincere almeno uno Scudetto in più. Se si stava qualche anno in più insieme avremmo potuto puntare alla Champions League. Siamo usciti malissimo a Valencia, eravamo sempre lì. Dal 1998 in poi eravamo veramente forti e ci è scappato qualche titolo di sicuro”.

INZAGHI – “Ci siamo visti quando ero all’Inter come club manager a vedere Simeone in Atletico Madrid-PSV. L’ho visto lì che era ancora primavera e si parlava di una possibile sostituzione di Pioli. Sinceramente è stata una bellissima e piacevolissima sorpresa per me, sono il suo primo tifoso. Come passano gli anni lui migliora: l’allenatore si vede nei momenti di difficoltà, come gestisce i giocatori, i media, i dirigenti, i tifosi. In questo è cresciuto tantissimo e sono contento per lui”.

CHAMPIONS – “Con l’Inter terza e la Lazio quarta farei bingo. Per l’Europa e la lotta salvezza il campionato è divertentissimo ed equilibrato. Si saprà soltanto alla fine che andrà. Lo scorso anno purtroppo ci fu Lazio-Inter per la Champions. Quest’anno ci sono Atalanta, Torino, Roma, Lazio, Inter e Milan, così il valore del campionato cresce”.

MILINKOVIC – “Lui è diverso come giocatore. Io quando sono arrivato in Italia il primo anno ho sfondato, ho giocato tutte quante le partite. Il secondo anno sono andato in crisi totale. Così è successo a Milinkovic, un anno e mezzo bello e poi un po’ di crisi. Secondo me lui vuole sempre essere il migliore in campo, ma capitano dei periodi difficili. Lui è giovane, era reduce dal mercato, la valutazione di 100 milioni, trasferimento o non trasferimento, poi è andato al Mondiale con grandi pressioni. Io mi aspettavo un inizio di stagione così così, ma non al punto da fare degli striscioni, con tutto il rispetto per i tifosi. Lui ultimamente è tornato a giocare un bel calcio, ha risolto anche una partita importante come quella di San Siro. È un piacere per me che sia considerato mio erede. Gli auguro di vincere quanto me. Non è impossibile, la Lazio negli ultimi anni ha fatto molto bene. I tifosi devono essere fieri della squadra e dei giocatori”.

AUGURIO ALLA LAZIO – “Di continuare a migliorare di anno in anno. Di portare a Roma giocatori giovani e farli crescere come con me e Milinkovic. Credere nel progetto, poi ovviamente ci sono alti e bassi. Auguro di entrare in Champions League, fare mille battaglie e uscire con mille vittorie”.

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