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L’EDITORIALE DI PAOLO CERICOLA – E’ una questione di mentalità. Il calcio italiano da tanti anni ormai snobba l’Europa League. Le ragioni sono facili da capire; i soldi non sono quelli dalla Champions, gli interessi e l’appeal sono limitati, si gioca di giovedì e questo manda al fumo il lavoro della settimana. Qualche giorno fa Delio Rossi ha chiarito: “il problema è solo quello legato agli infortuni. E’ difficile recuperare dal giovedì alla domenica e spesso si fanno scelte diverse proprio per tutelare questo fatto”. Ed allora ecco che le squadre italiane fanno ampio turnover inventando formazioni che fanno brutta figura in giro per l’Europa, mettendo a repentaglio anche il terzo dei posti in Champions League visto che il coefficiente del Portogallo è ormai vicinissimo al nostro, ma il campionato la fa da padrona. In sostanza tutti si impegnato a raggiungere la regina delle competizioni europee quando poi si fallisce l’obiettivo più importante e si è relegati in Europa League si fa di necessità virtù tutelando il campionato e poi se si va avanti in Europa bene altrimenti…… Nella passata stagione la Lazio si era in maniera perfetta allineata all’abitudine del calcio italiano, prima il campionato e poi l’Europa di scorta (l’Europa League appunto). Il girone, credo che in molti non lo ricorderanno neppure (D con Sporting Lisbona, Vasluj e Zurigo) si concluse con la formazione di Reja qualificata al turno successivo dopo il regalo dello Zurigo che ormai eliminato batte in casa il Vasluj, altrimenti ciao Europa. In questa stagione invece le cose sono cambiate. C’è un allenatore, non italiano e credo questo non sia un caso, che non vuole lasciare nulla agli avversari, che prova formazioni con “titolari” facendo scelte di primo livello con la stessa rosa della passata stagione, Ciani ed Ederson le sole eccezioni. E’ una questione di mentalità. Lottare tanto per una competizione e poi non giocarsela al meglio che senso ha? ed ecco allora le scelte di Petkovic di tutta questa prima pagina di Europa League. La Lazio non ha mai fatto turnover massiccio, escludiamo la settimana del derby con l’impegno casalingo contro il Panathinaikos, ha sempre varato una formazione equilibrata che aveva al suo interno un mix di prime e seconde scelte adottando anche delle sostituzioni mirate per poter far giocare tutti, tenere la tensione giusta ed ottenere ottimi risultati. La conclusione è sotto gli occhi di tutti. La Lazio di Pektovic è prima nel girone, non ha mai rischiato nulla, miglior difesa europea nella prima fase a gironi, mai sconfitta, senza mai aver fatto brutta figura. I numeri sono eloquenti; il Napoli e l’Inter sono passate per seconde dietro gli ucraini del Dnipro ed i russi del Rubin Kazan, l’Udinese è addirittura uscita dalla competizione… È una questione di mentalità quella che fa arrabbiare il tecnico bosniaco per la rete presa in trasferta ma sul 4 a 0…
Chapeau mister Pektovic.

PAOLO CERICOLA

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