PAOLO CERICOLA LAZIONEWS

EDITORIALE LAZIONEWS.EU – Sono ormai circa 20 anni che vivo e respiro il mondo LAZIO ed una situazione come quella attuale non c’è mai stata. Non sta a me ricucire o tentare di farlo. Oggi ci sono due strade parallele che possono viaggiare all’infinito senza mai trovare un punto di contatto. Si possono però avvicinare, sfiorarsi anche senza incontrarsi. Ho messo piede per la prima volta a Tor di Quinto, da addetto ai lavori con il registratore e la mano tremante con l’insicurezza di chi si affaccia nel mondo che avevo sognato soltanto dalla gradinata della Curva Nord. C’era Mario Pennacchia, il maestro, come responsabile della comunicazione, qualche anno fa appunto. Eravamo dentro una piccola casetta a bordo campo, parcheggiavamo all’interno ed ogni giorno avevamo il giocatore di turno con il quale scambiare opinioni, portando in redazione l’intervista. Arrivò Gazza e la sua euforia ma il clima era sempre lo stesso; umano. Il contatto era quotidiano, se pestavi qualche callo c’era il confronto il giorno dopo, ognuno spiegava le sue ragioni ma tutti conoscevano tutti. Il cancello era aperto alla stampa ed ai tifosi ed ogni giorno di gente attaccata a quelle reti se ne vedeva tanta. Mi intristisce oggi vedere Formello desolata. Applaudo alle iniziative degli ultimi giorni come il ritorno nelle scuole (oggi ELEZ, MAURI e BIAVA in Via Appia Pignatelli, ndr), la comunicazione di un nuovo acquisto ed un’apertura maggiore verso il mondo esterno; ci sono però dei ma che vanno enunciati. La scuola è quasi finita, siamo alla fine di Marzo. Viene da pensare che se non ci fosse stato questo clima la scuola sarebbe stata proprio rimandata all’anno prossimo, ad esempio. A breve sarà anche pronto il progetto Lazio Accademy, altra bella ed importante iniziativa che però andrebbe condivisa così come Djordjevic, nuovo acquisto. La Lazio oggi cerca la sua gente dopo che ha deciso di isolarsi. Per scelta. Credo sia la sola società a non aver presentato i nei acquisti, né quelli estivi né quelli invernali. La sala stampa vede ormai l’apertura solo per la conferenza del sabato, Formello vede allenamenti sempre chiusi. Nelle ultime settimane si sono anche alzate le reti. Una volta c’erano le partite del giovedì ed era un bagno di folla. Il festival dello stare insieme. Questo mi duole vedere. L’isolamento. Perché allora non aprire nuovamente Formello, che Reja si alleni al Mirko Fersini a cancelli aperti ogni seduta, che si torni a far parlare i protagonisti della vita Lazio in conferenza stampa. Che non si “marchi” il giocatore alle visiti mediche o alle scuole per vedere se eventualmente si lascia scappare qualche concetto. Che la Lazio si apra alla sua gente anche attraverso i media che lavorano con lei. Che il Presidente Lotito accetti un confronto libero ma a 360°. Non presso i media nazionali ma presso quelli locali, visto che il problema è dentro casa. Che il mondo Lazio torni a rilasciare interviste esclusive a giornali, che “esporti” il suo nome ovunque e non pensi che il tutto debba essere racchiuso dentro Formello. Che abbracci lei la sua gente perché nessuno può stare da solo, soprattutto se si chiama Lazio…

Paolo Cericola
Direttore responsabile Lazionews.eu

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