L’EDITORIALE – Spesso il ritornello che si ascolta sul peso di un allenatore nei risultati di un gruppo, è vicino al 20%, se le cose vanno bene… Al contrario può gravare per scelte sbagliate, e magari anche reiterate da convinzione o magari anche per prese di posizioni, in maniera esponenziale. Ma poi per fortuna c’è il fattore X. Quel piccolo numero di uomini, predestinati, che fa saltare il banco. In Italia siamo fortunati: Mancini, Conte, Ancelotti, Allegri sono certamente nella top europea se non mondiale. A questi, per ciò che continua a fare nel nostro campionato, inserisco come futuro componente del Tavolo dei Predestinati, Simone Inzaghi. Il tecnico biancoceleste sta facendo cose straordinarie. Lo dico subito, e qui entriamo nel campo delle opinioni, la Lazio sottoscrive la sua iscrizione alla corsa Champions perché ha un direttore sportivo più bravo di molti altri ed un presidente che a forza di fare formichina non lascerà mai senza cibo il suo popolo in inverno ma quanta fatica per riuscire a vedere le stelle….. Sottolineato che nessun allenatore può fare senza società, il lavoro di Inzaghi è straordinario. Ambizioso ma laziale con nel dna, Simone ha una voglia matta di sentire la musichetta in panchina all’olimpico ed è per questo che nella scorsa estate, e non solo, ci sono stati di punti di ‘frizione’ sulla valutazione di alcuni aspetti tecnici e non solo. I ‘te stai sempre a lamentà’ o ‘la Ferrari ingolfata’ sono solo la punta dell’iceberg societario, il pensiero che è ancora presente a Formello che tranne Juventus e Napoli le altri siano alla pari non trova conferme nel pensiero di chi anche recentemente ha sottolineato, ed i bilanci lo urlano chiaramente che le 5 corazzate abbiano più forza economica molto diversa. Per essere con loro ogni anno devi essere semplicemente più bravo. Un’equazione semplicissima ma abbastanza difficile da ottenere ed ancora più complicata nel confermare eppure i 48 punti in classifica, che potranno essere 51 qualora si dovesse riuscire a battere l’Udinese all’Olimpico, dicono alla pari con il Milan, a -2 dall’Inter terza in classifica. Siamo appena ai primi di Aprile, il campionato finirà fra quasi due mesi, la strada sarà ancora lunga, ma visto che il campo certifica anche quest’anno che Inzaghi ha la patente per guidare la Ferrari, perché non provare a fare come fece anni fa Flavio Briatore ad esempio con la Benetton quando in macchina aveva Michael Schumacher….. È sempre e soltanto una questione di….manico!

Paolo Cericola

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.