INDISCREZIONE LAZIONEWS.EU – Il mercato biancoceleste è decollato da oltre sei mesi, con l’annuncio anticipato di Djordjevic, gli acquisti di Basta e Parolo, nonchè il riscatto di Candreva. Eppure ancora non si vola sulle ali dell’entusiasmo, anzi: stallo totale su Astori e De Vrij, incertezza sul futuro di Antonio Candreva. A Formello si vola basso in attesa degli eventi e, i pochi consensi recuperati da un inizio di mercato incoraggiante, rischiano di precipitare in un nuovo ciclo di critiche, riassorbite dal moto di una contestazione perpetua.

FACCE DA POKER – Tare e Lotito ci provano, puntando tutto sull’accordo con de Vrij e Astori, invitando Feyenoord e Cagliari ad andare a vedere le cifre messe sul piatto: 5 milioni per l’italiano, 5.5 per l’olandese. Troppo poco per i vertici delle rispettive dirigenze, pronte a prolungare il braccio di ferro fino ad estate inoltrata, forti allo stesso tempo, della dichiarata emergenza del reparto difensivo capitolino. Due di picche e nessun rilancio: la Lazio è pronta alla battaglia di nervi. E’ convinta della bontà delle sue carte (già firmate dai calciatori?), soprattutto in considerazione dello scarso potere contrattuale degli avversari. Entro sei mesi, infatti, la coppia andrà in regime di svincolo. La partita è ancora lunga e nessuno vuole alzarsi dal tavolo.

UN JOLLY PER CANDREVA – Intanto monta il caso relativo al numero 87 biancoceleste, al quale la Lazio aveva rinnovato la fiducia fino al 2018, con la promessa di un adeguamento economico in caso di reiterata eccellenza di rendimento. Così è stato, come confermato dalla partecipazione, seppur non propriamente fortunata, alla spedizione mondiale targata Prandelli. Per ora però, anche se la società continua ad assicura che manterrà la parola data, il telefono di Candreva non è mai squillato. Ma le telefonate arrivano, eccome: Francia, Spagna, Inghilterrra e Italia. Soprattutto da Torino e Napoli. Solo il club di De Laurentis ha fatto pervenire un’offerta ufficiosa, di 18 milioni di euro, alla controparte laziale che ne chiede almeno 30. Più facile continuare assieme e fare cassa, magari, con le cessioni dei tanti in lista d’uscita: Ciani, Cavanda, Marchetti e Lulic, ma anche uno tra Gonzalez e Onazi.

Francesco Pagliaro

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